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| 16 settembre 1948. Il presidente della Repubblica Luigi
Einaudi a Palazzo Carignano, sede dell'Istituto e del
Museo nazionale del Risorgimento, accompagnato da Franco
Antonicelli, primo presidente dell'Istituto. |
L'Istituto
storico della Resistenza in Piemonte nacque come progetto
quando ancora sussistevano i Comitati di liberazione nazionale,
su impulso del Presidente del Cln piemontese, Franco Antonicelli
e di Alessandro Galante Garrone. Furono poi i medesimi membri
del Cln che nel 1947 dettero vita all'Associazione per la
storia della Resistenza in Piemonte e, poco dopo, all'Istituto
storico. Dal 1995 l'Istituto ha assunto la denominazione
attuale, in considerazione dell'attività archivistica,
scientifica, didattica, che si estende a tutto il XX secolo.
A r
c h i v i o .
Compito dell'Istituto
piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea
'Giorgio Agosti' è quello di raccogliere, ordinare
e conservare gli archivi del Cln e delle formazioni partigiane che operarono
nella regione. Tutta la documentazione originale dell'Ufficio storico del Clnrp è custodita
nell'archivio dell'Istituto. Essa è continuamente arricchita dai versamenti
effettuati dai comandanti e dai partigiani appartenenti alle varie divisioni,
oltre che da documenti appartenenti a organismi politici e da microfilm di carte
americane, inglesi, tedesche, francesi. La sua attuale consistenza è di
circa un milione e trecentomila documenti, la cui descrizione appare nella guida
agli archivi della Resistenza, pubblicata dal Ministero per i Beni Culturali
nella collana degli Archivi di Stato. Se ne cura attualmente l'informatizzazione,
col programma ISIS - Guida adattato dagli Istituti storici della Resistenza.
Ai fondi cartacei si aggiungono i documenti custoditi nella nastroteca e nell'archivio
fotografico.
B i
b l i o t e c a .
La biblioteca e l'emeroteca, fondata sul nucleo delle raccolte del disciolto
Cln piemontese, hanno una consistenza di volumi specializzati sulla storia del
secondo conflitto mondiale, dall'antifascismo e della resistenza. Si segnala
la disponibilità delle collezioni dell'Unità, edizione piemontese, "La
Gazzetta del Popolo", "La Stampa", per il secondo dopoguerra.
R i
c e r c a .
Sulla solida base documentaria dell'archivio, si è radicata un'intensa
attività di ricerca e di pubblicazione, che ha prodotto monografie sulla
lotta partigiana in Piemonte, sull'antifascismo clandestino e sul movimento operaio
durante la crisi del regime (vedi catalogo).
Dagli anni ottanta, il campo delle ricerche si è allargato al periodo
fra le due guerre (PNF; processi agli antifascisti) e al dopoguerra (analisi
storico-sociologica dei nuovi ceti dirigenti della Repubblica, processi del dopoliberazione
ricostruzione e processi di modernizzazione a Torino), ai temi di storia sociale,
alla storia delle donne, all'analisi della composizione sociale del partigianato
piemontese.
Accanto all'attività di ricerca, l'Istituto svolge una funzione di promozione
culturale, con cicli di lezioni, convegni e mostre documentarie.
D i
d a t t i c a .
A partire dal 1977 è stato attivato un settore di ricerca sulla didattica
della storia, con seminari annuali sulla metodologia dell'insegnamento storico,
preparazione di "unità didattiche", di bibliografie, di schedari.
Tale attività è rivolta al mondo contemporaneo. Si ricordano i
cicli di lezioni "L'assetto mondiale da Yalta agli anni Novanta", "Identità nazionali
della rivoluzione francese a oggi", "La Costituzione dalla fondazione
della Repubblica ai nostri giorni", "Le maschere del razzismo", "Uomini
e donne nella storia dell'Italia contemporanea" (corso dedicato alla storia
in genere), "La fortuna del Risorgimento nella storia d'Italia" condotta
anche in collaborazione con l'Irrsae, Provveditorato agli studi, Enti locali, "Dalla
emancipazione delle minoranze religiose alle libertà costituzionali. Percorsi
in cento anni di storia degli Ebrei e dei Valdesi (1848-1948)".
In sintonia con le direttive ministeriali sulla scuola dell'autonomia l'Istituto
propone da alcuni anni delle sperimentazioni che hanno come temi principali l'esplorazione
storico-documentaria degli archivi scolastici, la storia delle donne, l'educazione
alla legalitā, cittadinanza e territorio, media e storia.
Un
museo-laboratorio su guerra, resistenza, deportazione.
Attualmente l'Istituto si prepara a trasformarsi in un
museo-laboratorio, che alla tradizionale funzione di ricerca
e di aggiornamento unisca quella di luogo
di memoria, presentato nella forma di un moderno museo di storia. La possibilitā di
compiere questo passo, che comporta la massima proiezione verso l'esterno del
suo lavoro, č consentita dalla nuova sede sita nel palazzo dei Quartieri militari
di via del Carmine 13, destinato dalla Cittā di Torino a sede dell'Istituto e
dell'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.
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| Filippo Juvarra, Palazzo dei Quartieri
Militari, 1716. L'edificio di via del Carmine 13, č la
sede dell'Istituto. |
La compresenza in uno stesso edificio di una gamma assai
vasta e diversificata di fonti preziose, da quelle cartacee
a quelle filmiche, di biblioteche specializzate, di numerose
banche dati, di attrezzature tecniche di vario tipo fa del
palazzo un vero e proprio museo, che potrā avere una funzione
pubblica e una proiezione verso la cittā grazie alla disponibilitā di
spazi idonei: innanzitutto uno spazio espositivo, aule e
laboratori didattici, sala di proiezione cinematografica.
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