|
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti'
Marisa Sacco
La
pelliccia di agnello bianco
La "Gioventù d'azione" nella
Resistenza
Torino,
Edizioni SEB 27,
2008
La
pelliccia di agnello bianco è quella che indossa
Marisa Sacco, scesa alla liberazione di Torino con la Terza
divisione Giustizia e libertà, precedendo la sua squadra
partigiana che avanza nelle vie cittadine, esca per il tiro
dei cecchini fascisti appostati sui tetti. «Ero una
nuvola, un angelo, io difendevo la vita degli altri, io senza
armi, prima in una fila di compagni, con grandi ali bianche
di pelle di agnello». È l’oggetto simbolo
di una Resistenza combattuta rifiutando di impugnare un’arma,
vissuta come affermazione della vita contro la morte, al
fianco degli studenti con i quali fonda il movimento giovanile
del Partito d’azione a Torino, con i fratelli partigiani
nelle brigate autonome della Val Chisone, e infine con le
formazioni Gl delle Langhe. La memoria autobiografica, scritta
all’inizio degli anni Settanta per i figli adolescenti,
ripercorre quella stagione eccezionale e fondante della vita
di un gruppo di giovani, e conferma il senso profondo del “dovere
di testimoniare” attraverso la fedeltà al ricordo
di amici e compagni scomparsi.
Marisa Sacco, a Torino nel maggio 1944, è tra i fondatori
di Gioventù d’azione. Opera dapprima in città,
poi nel marzo 1945, ricercata dalla polizia fascista, viene
inviata da Giorgio Agosti, commissario politico regionale
delle formazioni Giustizia e libertà, nelle Langhe,
presso la Terza divisione Gl, dove è la sola donna;
partigiana combattente, riceve l’incarico di corriere
speciale del Comando. Prenderà parte attiva alla liberazione
di Torino. Dal 1985 collabora con l’Istituto piemontese
di storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio
Agosti”.
|