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Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti'
Una scelta partigiana.
Diario dopo l'8 settembre 1943
di
Mario Davide
(con un intervento di Nuto Revelli)
Torino, Edizioni
SEB 27,
2005
A cura del Gruppo di ricerca sulla storia
e la cultura locale di Piossasco: Adriano Andruetto, Rosina
Borgi, Adriano Brero, Luciana Gonella, Daniele Jalla, Sergio
Lanza, Ezio Marchisio, Solutore Marocco, Enrico Martinatto,
Lidia Sinchetto.
Tra
i milioni di italiani, militari o civili, travoltidall'8
settembre 1943, c'è chi opta per la strada dell'assunzione
di responsabilità; l'esercito è allo sbando, i tedeschi
tentano di bloccare la dispersione delle truppe italiane
e l'organizzazione di sacche di resistenza all'occupazione.
Mario Davide giunge così alla scelta della lotta partigiana
forse lentamente maturata al fronte, nei lunghi momenti
che seguono l'annuncio della "pace incondizionata" e poi
rapidamente assunta, una volta a casa, di fronte al crollo
definitivo di un regime, di una classe dirigente, di uno
stato.
L'intervento
di Nuto Revelli approfondisce la riflessione,
che nel Diario del
"contadino-operaio-soldato" è mascherata dall'immediatezza
e dall'urgenza dello stile, e ne porta a galla
la rilevanza di testimonianza storica che esula dai tradizionali
percorsi
storiografici per diventare viva memoria di come
un popolo ha riscattato la propria libertà e progettato
il proprio
futuro democratico.
Una
testimonianza tra le tante di quei giorni, che attraverso
il racconto di un caso individuale aiuta a capire l'8 settembre
non solo nella dimensione di un'esperienza soggettiva,
ma anche in quella più generale delle ragioni di una scelta.
Mario
Davide [1922-1944]
Nato
da una famiglia contadina di Piossasco (To), arruolato
come Alpino durante l'ultimo conflitto mondiale, dopo l'8
settembre 1943 aderisce alla lotta di liberazione nei gruppi
della Val Sangone. Le pagine del suo Diario testimoniano
proprio la maturazione e le fasi organizzative di questa
sua "scelta partigiana"; appena una quindicina di giorni,
dall'entusiasmo per l'annuncio dell'armistizio al disorientamento
e alla ribellione spontanea ai propri superiori che ne
segue, dall'ansia in attesa del confronto con i militari
tedeschi al ritorno a casa per organizzare la Resistenza.
Il testo qui presentato è dovuto al puntuale lavoro del
Gruppo di ricerca sulla storia e la cultura popolare di
Piossasco, coordinato nel 1982 da Daniele Jallà.
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