I Lageberichte della Militärkommandantur 1005 di Torino. L’occupazione tedesca e lo sfruttamento delle risorse

di Nicola Adduci

Questo articolo di Nicola Adduci sintetizza il suo intervento al seminario L’occupazione tedesca e lo sfruttamento delle risorse italiane. Il Piemonte nelle relazioni delle Militarkommandanturen e nella documentazione della RSI (settembre 1943 -novembre 1944), tenutosi a Istoreto il 14 dicembre 2021.
Il seminario presenta i risultati di una ricerca condotta dal Coordinamento degli Istituti della Resistenza piemontesi con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte comitato resistenza e costituzione.
(Per le info clicca qui . L’intera registrazione del seminario è disponibile alla fine dell’articolo).

Era con l’invio dei dettagliati e segreti Lageberichte (Rapporti sulla situazione) che i tedeschi della Militärkommandantur 1005 di Torino aggiornavano ogni mese il Comando generale di Verona sull’attuazione e i progressi dei propri piani di sfruttamento delle risorse locali o di ciò che ne restava dopo tre anni e mezzo di guerra disastrosa.

Tra il 1943 e il 1945 ad occuparsene in concreto era un settore specifico della Mk, cioè il Gruppo amministrativo militare, organizzato in 12 sezioni con un organico medio di 60 persone tra impiegati, interpreti e funzionari che dagli uffici degli Alti Comandi di corso Galileo Ferraris 29 ogni giorno passavano al setaccio il complesso della vita economica delle province di Torino e Aosta, entrambe rientranti sotto la loro diretta competenza.

Si trattava di una vera macchina da guerra che pianificava ed esaminava nel dettaglio ogni singolo aspetto: dall’agricoltura e alimentazione al lavoro, dal traffico alle finanze, dalla giustizia alla gestione delle foreste e del legname. Una sorta di governo nell’ombra a cui nulla sfuggiva e che poteva operare con una certa efficacia grazie all’intesa con i prefetti e al decisivo supporto dell’apparato amministrativo della Repubblica sociale italiana.

Gli obiettivi erano sostanzialmente due: il reperimento delle risorse necessarie al mantenimento della Wehrmacht sul territorio occupato e l’invio in Germania di tutto quello che era possibile sottrarre, compresa ovviamente la forza lavoro. Ad ogni Militärkommandantur – ve ne erano inizialmente 18 nella penisola – era anzi assegnata dal Comando generale una quota fissa di invii da effettuare dietro il paravento ufficiale delle “esportazioni”. Ovviamente pagate con i 7 miliardi di lire (diventati 10 nel gennaio 1944) che ogni mese il governo di Mussolini versava ai tedeschi come spese di occupazione. Un danno di per sé enorme che non includeva tra l’altro le sottrazioni operate dagli altri enti del Reich in concorrenza con la Mk come ad esempio il potentissimo RuK che aveva il monopolio dei rapporti con l’industria (tra cui la Fiat) o le razzìe pure e semplici compiute da SS, Luftwaffe e la stessa Wehrmacht.

L’”alleato” tedesco era insomma arbitro di ogni aspetto della vita economica (come del resto di quella militare e civile) e disponeva secondo le proprie necessità, mostrando di temere solo gli scioperi nelle fabbriche, come quelli imponenti registrati a Torino nel novembre 1943. Per placare le proteste dei lavoratori esasperati dal costo della vita, dalla fame e dalla mancanza di grassi, in quella occasione, come rivela uno dei Lageberichte, oltre alle note trattative ufficiali con un plenipotenziario del Reich giunto da Milano, che pure aveva fatto delle concessioni sulle razioni di pane, si erano mossi con urgenza un delegato speciale e tre Sonderführer per far giungere da Imperia con precedenza assoluta quantitativi di olio da distribuire agli operai cercando così di rimediare ad una situazione definita dagli stessi occupanti “catastrofica”.

Un caso raro. I Lageberichte, spesso con un linguaggio asettico, documentavano invece con precisione le requisizioni programmate e progressive di tutto quello che poteva servire alla guerra: dagli automezzi civili, al carburante – ridotto ai minimi persino per le autoambulanze e i pompieri – dalle biciclette alla carne di vitello stoccata in apposite celle frigorifere.

La fame, il freddo e le sofferenze dei torinesi, come dei valdostani, furono dunque amplificati notevolmente dal sistema di sfruttamento economico messo in atto in quella vera e propria guerra contro la comunità che tedeschi e fascisti condussero proprio a partire dal controllo e dal conseguente depauperamento delle risorse. In un Lageberichte del dicembre 1943, ad esempio, il funzionario addetto alla sezione alimentazione e agricoltura nel comunicare che le “riserve di foraggio [erano] molto scarse”, aggiungeva che siccome “di recente la Wehrmacht ha iniziato a presentare enormi richieste, al settore civile può essere assegnata solo una percentuale bassa. La conseguenza di ciò è la svendita del bestiame e il calo della produzione di latte”. Erano gli stessi giorni in cui dalla provincia di Aosta i tedeschi si rifornivano di 500 bovini per il trasporto in Germania, come annunciava lo stesso documento. In un altro redatto nel luglio 1944, si comunicava che 267 vagoni merci sorvegliati avevano portano oltreconfine 40 mila quintali di mais.

Oltre alle “esportazioni” nel Reich, anche l’obiettivo del mantenimento in loco dell’esercito era ampiamente garantito dall’attività del Gruppo amministrativo militare: il vino fornito alla Wehrmacht, ad esempio, proveniva dalle scorte dell’ex Regio esercito italiano; se la frutta e la verdura erano sufficienti per i militari tedeschi fino al nuovo raccolto, per i torinesi coprivano appena i 2/3 del fabbisogno rispetto all’anno prima. Per non parlare del riso, le cui scorte bastavano per i tedeschi ma non rendevano “possibile un aumento delle razioni italiane”.

Nella primavera del 1944 per curare la propria immagine comparvero ovunque manifesti propagandistici che raffiguravano un militare della Wehrmacht che nel tendere la mano destra verso chi guardava e la sinistra sul cuore esclamava sorridente: “La Germania è veramente vostra amica”. Una drammatica, tragica ironia.

E anche i Lageberichte raccontavano tutta un’altra storia.

 

 

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