Storia di Giuseppe Laras, un bambino che si è salvato – 7 aprile – giornata di formazione docenti

 

7 aprile 2022, ore 8.30-13.30

Aula Magna del Liceo Berti (via Duchessa Jolanda 27/b – Torino)

Rete piemontese per la didattica della Shoah

Giornata di formazione per docenti

Info

 

Rav Giuseppe Laras (1935-2017) è stato una delle figure preminenti dell’ebraismo italiano degli ultimi decenni (fra le tante cose, editore dell’opera di Maimonide, docente di Storia del pensiero ebraico presso l’Università di Milano, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia ecc.): Rabbino Capo di Milano fra 1980 e 2005 trovò nell’Arcivescovo della città, Carlo Maria Martini, un sodale con cui instaurare un intenso rapporto non solo sul piano umano, ma anche sul piano teologico e spirituale, dando vita a uno dei momenti più intensi del dialogo fra le due religioni.

Nel corso della Giornata di Formazione per docenti della Rete delle scuole piemontesi per la didattica della Shoah,  Adriana Antonacci, Luca Bonomo e Donatella Tuberga presentano la sua storia di bambino, che fu in grado di scampare alla deportazione grazie alla caparbietà e alle strategie di sopravvivenza messe in atto dalla madre e dalla nonna.
Attraverso questa vicenda, pubblicata da Liliana Picciotto – già ospite di una passata edizione del seminario – verrà messo in luce un possibile uso della testimonianza per ovviare al gap che ormai divide chi visse il tempo della Shoah e le studentesse e gli studenti delle nostre classi.

L’intensissima vicenda di Laras bambino, dopo la presentazione alla platea, verrà sottoposta a un duplice filtro: si offrirà in un primo momento un percorso di lettura e di lavoro con allieve e allievi, che la renda ancora più significativa per loro; di seguito si forniranno alcuni spunti concettuali e indicazioni bibliografiche pensate per le e i docenti per mettere a fuoco ulteriori aspetti che fanno di questa vicenda un esempio eloquente di molte delle dinamiche in atto nella Shoah. – In estrema sintesi,  si lavorerà sulla dimensione microstorica per comprendere meglio il macrofenomeno e per renderci ancora più libere e liberi dagli stereotipi e dalle rappresentazioni superficiali e massificate di quell’evento centrale del Novecento (A.A, L.B, D.T.). 

 

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