Memorie coloniali: una visione dal basso

Il 9 giugno alle 17, presso la Sala didattica del Polo del ‘900, nell’ambito di Archivissima e all’interno del progetto Il colonialismo e noi, verrà presentato l’archivio Memorie coloniali, uno straordinario fondo nato grazie all’iniziativa di Augusta Castronovo, presidente dell’associazione Il sogno di Tsige di Ivrea.

Ne discuteranno Marianna Bucchioni, che sta riordinando il fondo, in dialogo con lo storico Giovanni De Luna e con l’antropologa Annamaria Fantauzzi. Saranno presenti Augusta Castronovo, Attilio Perotti e Emilio Champagne.

Augusta Castronovo è nata ad Addis Abeba nel 1940 da genitori italiani (madre piemontese e padre siciliano) ed è rientrata in Italia nel 1943 (dopo due anni trascorsi con la madre nei campi di concentramento inglesi) con la nave bianca della Croce Rossa Italiana “Vulcania”. La famiglia è profondamente segnata dalla guerra e anche il ritorno in Italia è per loro complicato: il padre rientra dopo sei anni trascorsi in campi di concentramento inglesi in Kenia e i parenti materni non accettano di buon grado che il padre di Augusta sia “un siciliano”. Il nucleo famigliare abbandona Caluso, ma resta in Piemonte e Augusta Castronovo lavorerà poi presso l’Olivetti di Ivrea. Nel 1997, ormai in pensione, Augusta decide di andare a visitare i luoghi dove era nata: rimane colpita dalla bellezza naturalistica e dalla ricchezza culturale, ma anche dall’estrema povertà di alcune situazioni. Entra in contatto con l’associazione di Tsige Roman Gobezie Goshu, prima donna laureata in Etiopia, e crea in Italia un’associazione che riporta il suo nome per instaurare una collaborazione che le permetta di realizzare il suo sogno. L’intento di Augusta vuole essere quasi un atto di restituzione per il passato periodo coloniale, ma soprattutto le piace l’idea di una donna italiana che collabora con una donna etiope. Il sogno di Tsige è forse la prima organizzazione occidentale a cooperare con una associazione africana senza assumere la guida del progetto, ma ponendosi nella logica di aiutare, consigliare, collaborare per sostenere a 360 gradi l’attività che Tsige Roman Gobezie Goshu svolge.

Viene a conoscenza del progetto Returning and sharing memories dell’Associazione MoXa (Modena per gli altri). Entra in contatto con il prof. Paolo Bertella Farnetti e il dott. Marco Turci e decide di collaborare con loro, con l’idea di estendere la ricerca all’area canavesana. Nel 2012 promuove per la prima volta il progetto ad Ivrea con la presentazione del libro Impero breve e memoria corta e con una mostra fotografica che inaugura alla presenza anche del dott. Hailè Muluken dell’Università di Addis Abeba. In questo contesto lancia un appello pubblico che invita la popolazione di Ivrea e dintorni a raccogliere e presentare testimonianze fotografiche, epistolari, documentali, diaristiche riguardanti esperienze di vita nell’Africa del colonialismo italiano.

Comincia nel frattempo il rapporto di collaborazione con l’Archivio Audiovisivo Canavesano (prof. Attilio Perotti e Emilio Champagne) che si è occupato di digitalizzare e restituire la documentazione alle famiglie che l’hanno messa a disposizione. Il materiale raccolto è confluito nel 2013 in una mostra, organizzata sempre con il supporto dell’Archivio Audiovisivo Canavesano, e poi, nel 2014, nella pubblicazione di Vite di ricordi, memorie di una storia: memorie coloniali, valorizzazione e condivisione del ricordo.
Il progetto ha proposto una prospettiva di ricerca “dal basso”, incoraggiando, attraverso la restituzione di valore alle proprie memorie famigliari, la riflessione congiunta di italiani e etiopi su un passato comune. Il rapporto che l’associazione intrattiene con l’Istituto italiano di Cultura di Addis Abeba, con la Chiesa etiopica di Torino e con l’associazione diretta da Tsige Roman Gobezie Goshu, permette e permetterà di ragionare in una prospettiva di collettività e parità su questo passato condiviso e finora poco indagato.
Il 18 ottobre 2021 Augusta Castronovo, Emilio Champagne e Attilio Perotti hanno depositato questo prezioso fondo, che si compone principalmente di foto ma che al suo interno conserva anche lettere, diari e memorie, presso l’archivio dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”. L’Istituto si è impegnato a conservare e a valorizzare il materiale e Archivissima sarà la prima occasione pubblica di presentazione.

 

Il supporto dell’Archivio Audiovisivo Canavesano

Giovanni De Luna per La Stampa

Cinquemila foto a Torino nell’archivio dell’Istoreto: una visione dal basso alternativa a quella del regime. Faccette bianche

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