Guerre, Resistenza, Liberazione

Settantadue anni dalla Liberazione. Cento anni dal terribile 1917, terzo anno per l’Italia nella Grande guerra. Ma anche settant’anni dalla nascita dell’Istituto della Resistenza piemontese. Un anniversario importante che vogliamo ricordare con una serie di incontri e confronti tra generazioni per ripercorrere le tappe di un percorso che ha avuto importanti ricadute sia sul piano storiografico sia sul piano culturale e civile della nostra Repubblica.

In questa sezione proponiamo dunque le diverse iniziative in cui si articola nel 2017 il  percorso di riflessione sul tema della Resistenza, della Grande guerra e dell’anniversario della fondazione dell’Istoreto.

Iniziative per il 70° della fondazione dell'Istoreto, il 72° della Liberazione e il Centenario della Grande guerra

» 25 aprile, Torino, Polo del ‘900, h. 10,00-20,00

Festa grande d’Aprile!

Una giornata di appuntamenti e iniziative per celebrare la Liberazione al Polo del ‘900 insieme a tutti i suoi enti partner, una festa da mattina a sera per condividere i valori della Resistenza e i principi della Costituzione con un grande momento di partecipazione popolare.

Letture, incontri, proiezioni, esposizioni, spettacoli il cui filo conduttore è la figura di Franco Antonicelli, straordinaria personalità della Resistenza, presidente del CLN piemontese e fondatore – settant’anni fa, il 25 aprile del 1947 – dell’Istituto Storico della Resistenza, diventandone il primo presidente. Giornalista, editore, critico letterario, poeta, autore di teatro, dirigente RAI e presidente dell’Unione Culturale, fu proprio Antonicelli ad annunciare alla radio la liberazione di Torino e fu sempre lui a pubblicare – sempre settant’anni fa – la prima edizione di “Se questo è un uomo”, il capolavoro di Primo Levi, per i tipi della De Silva, la piccola casa editrice torinese che dirigeva, dopo che alcuni grandi editori, fra cui Einaudi, avevano rifiutato il manoscritto.

E poi tanta musica ad animare gli spazi esterni del Polo del ‘900 durante tutto il pomeriggio, in collaborazione con la Città di Torino e il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte.

Comunicato stampa

 

» 25 aprile, Torino, Polo del ‘900, h. 11,00-13,00

Accendi la Resistenza

All’interno della “Festa grande d’Aprile”, rassegna di lavori vincitori dell’edizione 2015-16 del concorso creativo Accendi la Resistenza:

11.00 Lo spettacolo LONTANO NELLA NEVE: storia di amore e guerra a cura di ARTI Teatro
12.00 LA GRANDE SETE CHE AVEVAMO: cortometraggio di Agnese Vigorelli
12.15 FORMAZIONE PARTIGIANA: graphic novel di Giulia Cuter e Matteo Gatti
12.30 La lettura scenica di LOTTAMMO ODIANDO LA GUERRA e LA MORTE di Beatrice Borsa
12.45 Le canzoni IL RICORDO CHE È RESTATO e NON TI RICORDI IL 31 DICEMBRE del gruppo Le Barricate


» 27 aprile, Torino, Polo del ‘900, h. 10,00-18,00

 Tedeschi contro il nazismo

Nell’immaginario collettivo persiste tuttora l’idea di un monolitico sostegno del popolo tedesco al regime nazista. Furono tuttavia migliaia i cittadini tedeschi che persero la vita nella lotta contro il nazismo, quasi un milione gli internati nei campi di concentramento e l’emigrazione politica fi n dal 1933 costituì uno dei fenomeni più rilevanti del Novecento.
L’incontro tenta di analizzare l’ampio e articolato spettro di questo fenomeno — resistenza attiva, opposizione, renitenza e insubordinazione sociale, forme di dissenso — emerso nel corso delle ricerche storiche e del dibattito pubblico in Germania e di riflettere sulla sua attuale rilevanza.


» 28 aprile, Torino, Polo del ‘900, h. 18,00-20,00

Storie della Resistenza al femminile. Racconti, immagini, scritture

A partire dal libro di Marcella Filippa, autrice di Donne a Torino nel Novecento. Un secolo di storie, Edizioni del Capricorno, Torino 2017, l’autrice,  Barbara Berruti (Istoreto) e Rossella Schillaci (regista) dialogano e raccontano attraverso linguaggi  differenti storie di donne che hanno praticato tante forme di resistenza, contribuendo all’affermazione dei diritti, della libertà e della democrazia. Modera Milena Boccadoro, giornalista.


» Documentario “Partizani. La resistenza italiana in Montenegro”

Realizzato dallo storico Eric Gobetti con il supporto dell’Istoreto e del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, il documentario ha ottenuto la qualifica di film d’essai, aggiudicandosi il premio Opera prima  al 22° San Giò Verona Video Festival. Il documentario si avvale di moltissime immagini di repertorio del tutto inedite, ritrovate presso le famiglie dei reduci e conservate oggi all’Archivio cinema d’impresa di Ivrea oltre ai materiali dell’Archivio della televisione di stato della Serbia (Rts) e dell’ Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini (Anvrg). La colonna sonora originale è stata realizzata dal noto chitarrista (ex-CSI), Massimo Zamboni. Il cuore del film è rappresentato dalle testimonianze di reduci, in gran parte piemontesi, che hanno vissuto l’esperienza straordinaria della Divisione partigiana italiana Garibaldi. Si tratta di circa ventimila soldati italiani che, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, decisero di non arrendersi e di aderire alla Resistenza jugoslava. Un’esperienza eroica e drammatica, che si concluse nel marzo 1945 con il rientro a casa di meno della metà dei primi partigiani. Questo film contribuisce dunque a dare il giusto riconoscimento alla vicenda della divisione Garibaldi, una storia in gran parte caduta nell’oblio, mai entrata veramente nella memoria pubblica italiana.

In occasione dell’anniversario della Liberazione 2017 il documentario Partizani è proiettato in tredici località della Regione Piemonte, grazie a l contributo del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte.

Programma delle proiezioni


» Banche dati del Partigianato piemontese e del Partigianato meridionale in Piemonte

La ricerca sulla presenza dei Partigiani meridionali nella Resistenza piemontese, sostenuta dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, è giunta alla sua conclusione.

La ricerca ha prodotto una banca dati dedicata e ha permesso l’accurata revisione della Banca dati del partigianato piemontese che viene ripubblicata in una versione aggiornata, corretta e ampliata dall’inserimento dei Partigiani piemontesi che smobilitarono in Liguria e in Lombardia. Grazie a questo lavoro risultano essere 108.421 le schede individuali raccolte nella Banca dati (circa 18.000 in più rispetto al precedente Data base). I Partigiani di origine meridionale che hanno partecipato alla Resistenza piemontese sono 7.922 e per un centinaio di loro sono stati ricostruiti i percorsi biografici.

La ricerca restituisce così da un punto di vista qualitativo e quantitativo la partecipazione e i percorsi spesso drammatici di uomini e donne il cui apporto alla costruzione di un’Italia libera e democratica è stato a lungo poco riconosciuto. L’accurata revisione dei campi relativi alle province di provenienza e alle professioni ci consentono di riflettere su nuovi possibili percorsi di ricerca e nuove attività didattiche a partire dalle fonti.

Si tratta di un’iniziativa per il  70° anniversario della fondazione dell’Istituto.

Progetto scientifico: Claudio Dellavalle
Coordinamento scientifico e organizzativo: Barbara Berruti e Andrea D’Arrigo
Progettazione base dati, progetto web e programmazione: Carlo Pischedda e Filippo Rocca

Hanno partecipato alla ricerca:

Valentina Colombi, Cesare Panizza, Werther Spessa, Matteo Lovera, Elisa Malvestito, Valerio Pulga, Giulia Attanasio, Raffaele Pellegrino, Giuseppe Ferraro, Isabella Insolvibile, Aldo Borghesi, Alessia Maria Rapisarda

Presentazione dell’evento


» Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia e “Zone di guerra, geografie di sangue”

Nel 2012 il Governo della Repubblica Federale Tedesca si è impegnato a finanziare una serie di iniziative tese a valorizzare la storia e la memoria dei rapporti fra Italia e Germania nel corso della Seconda guerra mondiale, con l’istituzione presso il Ministero federale degli affari esteri di un “Fondo italo-tedesco per il futuro”.

Rientra fra queste iniziative la ricerca “Per un atlante delle stragi nazifasciste in Italia” che ha permesso di definire un quadro completo degli episodi di violenza contro i civili commessi dall’esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945.

L’Atlante delle stragi naziste e fasciste ha raccolto  i risultati della ricerca in una banca dati che censisce, descrive e geolocalizza oltre 5400 stragi con circa 23.000 vittime. Il reperimento di tali dati è stato possibile grazie al lavoro di 122 collaboratori in larga parte provenienti dagli Istituti della rete dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri. Oltre 100 sono le stragi censite in provincia di Torino. 

Nell’ambito del progetto è stato inoltre pubblicato il volume Zone di guerra, geografie di sangue L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943-1945). A cura di Gianluca Fulvetti e  Paolo Pezzino (Il Mulino, 2017)  che riunisce in modo critico e analitico i risultati storiografici fin qui ottenuti.  Accanto alla ricostru­zione degli avvenimenti, sono presi in esame i contesti nei quali le stragi ebbero luogo, il ruolo dei responsabili, le dinamiche delle azioni partigiane, le strategie di sopravvivenza dei civili, ponendo in rilievo i nessi fra i singoli episodi e gli obiettivi dell’esercito tedesco in Italia.

Entrambi questi strumenti aprono nuove piste di ricerca e hanno possibili ricadute didattiche per le scuole.

Presentazione dell’evento


» Ciclo di incontri “Storie e miti della Grande guerra”

Il Comune di Chieri e l’Istoreto propongono un ciclo di 17 incontri pubblici nell’arco di quattro anni che, nel raccontare in modo critico “storie e miti” della Grande guerra, intende far emergere l’impatto che la guerra ha avuto su una società ancora in gran parte contadina e premoderna e l’accelerazione del mutamento sociale da essa generato.

Ogni incontro sarà introdotto e moderato da Enrico Manera, docente-ricercatore presso l’Istoreto, che affiancherà di volta in volta relatori specialisti incaricati di curare l’approfondimento dei temi specifici: dalle piazze ai giornali, dalle fabbriche alle trincee, dal cinema ai monumenti, la rassegna entrerà nei molti luoghi della Grande guerra e nelle vite delle persone che la attraversarono.


Applicazioni e Banche dati

Partigianato piemontese

Banca dati relativa a 108.421 nominativi tra partigiani combattenti, patrioti e benemeriti piemontesi che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte, tratti dai fogli riassuntivi dei fascicoli personali di pratiche esaminate dalle Commissioni piemontese, ligure e lombarda per l’accertamento delle qualifiche partigiane.

Oltre ai dati anagrafici, ogni scheda riporta la qualifica, le formazioni di appartenenza e relativi periodi, grado militare, le ferite e le decorazioni ottenute ed eventuali dati su decesso, cattura e deportazione.


Partigianato meridionale in Piemonte

Banca dati che raccoglie 7.922 nominativi di partigiani combattenti, patrioti, e benemeriti provenienti dal sud Italia e che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte. Si tratta del risultato della ricerca condotta tra 2016 e 2017 dagli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea con sede in Piemonte, Puglia, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia.

Sono presenti anche cento biografie approfondite, testimonianze video e un’approfondito elenco di voci d’indice.


70 RESISTENZA

Questo sito, costruito in occasione del 70° anniversario della Resistenza, nasce all’interno del progetto “I linguaggi della contemporaneità” della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo. Si tratta di trasmettere la conoscenza storica dei “venti mesi” (settembre 1943 – aprile 1945), scegliendo un modello narrativo efficace, in grado di intrecciare l’utilizzo delle fonti e dei documenti con le modalità del racconto tipiche di linguaggi diversi da quelli della scrittura (cinema, musica, fotografia, letteratura, teatro, televisione).

Per facilitare il lavoro di docenti e studenti, l’Istoreto rende disponibile una selezione ragionata di materiali conservati presso il proprio archivio (fonti), una cronologia essenziale, e alcune indicazioni sulle diverse forme di rappresentazione e comunicazione della storia (materiali).


Archivio della deportazione piemontese

Questo database è frutto di un lavoro di ricerca condotto sul fondo archivistico della sezione di Torino dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati), che mette in relazione le circa 220 interviste a uomini e donne deportati con le loro biografie e altre testimonianze. Il lavoro è corredatato da un glossario dei termini della deportazione, da una mappa dei lager nazisti e da un elenco dei trasporti partiti dall’Italia verso i campi.


Torino 1938|45. I luoghi della memoria

Il viaggio virtuale attraversa Torino a partire dal 1938, anno dell’emanazione delle leggi razziali, esplora la città negli anni della guerra, della resistenza, della deportazione, fino alla liberazione nel 1945. L’ipertesto contiene schede di luoghi, mappe interattive, un percorso nel centro storico, cronologie degli eventi principali.


Torino 1938|45. La città delle fabbriche

L’applicazione ricostruisce la storia delle principali fabbriche attive a Torino durante la seconda guerra mondiale e fornisce una sintesi sulle vicende del movimento operaio torinese nella lotta di Liberazione nella città. Il lavoro riguarda 33 fabbriche presenti sul territorio cittadino. Oltre alle schede delle fabbriche, sono presenti mappe interattive, testimonianze, fotografie e dati statistici.


Lapidi della città di Torino ai caduti per la Liberazione

Questa applicazione è il risultato dell’informatizzazione della banca dati delle lapidi presenti sul territorio della Città di Torino raccolta nel volumeChe il silenzio non sia silenzio, memoria civica dei caduti della resistenza a Torino, a cura di Nicola Adduci, Barbara Berruti, Luciano Boccalatte, Andrea D’Arrigo e Giuliana Minute, Torino, Museo Diffuso della Resistenza, Istoreto, 2015 [ultima edizione aggiornata].

Si tratta di 204 schede di lapidi e di 368 schede biografiche.

Pubblicazioni Istoreto

Gobetti Eric, Partizani. La Resistenza italiana in Montenegro, Torino, 2015

Colozza Roberto, Partigiani in borghese. Unità Popolare nell’Itala del dopoguerra, Milano, 2015, pp. 243

Ferruccio Francesco Frisone, Binario morto. Diario di un pittore internato a Semlin, Versen e Fullen, a cura di Eric Gobetti, Victoria Musiołek e Cristian Pecchenino, arabAFenice, 2015, pp. 559.

Giulio Bolaffi, Partigiani in Val di Susa. I nove diari di Aldo Laghi, a cura di Chiara Colombini. Milano, FrancoAngeli, 2014, pp. 491.

Nicola Adduci, Gli altri. Fascismo repubblicano e comunità nel Torinese(1943-1945). Milano, FrancoAngeli, 2014.

Meridionali e Resistenza. Il contributo del Sud alla lotta di Liberazione in Piemonte. 1943-1945, a cura di Claudio Dellavalle, Consiglio regionale del Piemonte – Istoreto, Torino, 2013.

Resistenza e autobiografia della nazione. Uso pubblico, rappresentazione, memoria, a cura di Aldo Agosti e Chiara Colombini, Torino, Edizioni SEB 27, 2012.

Nicola Adduci, Segni di Resistenza. Dalle lapidi dell’80a Brigata al Parco della Resistenza e della pace Chiaves-Monastero di Lanzo, Torino, Consiglio regionale del Piemonte – Istoreto, 2011.

Simone Teich Alasia, Un medico della Resistenza. I luoghi, gli incontri, le scelte, a cura di Luciano Boccalatte e Andrea D’Arrigo, Torino, Edizioni SEB 27, 2010. Allegato DVD: Videointervista a Simone Teich Alasia.

Torino 1938/1945. Una guida per la memoria (la città delle leggi razziali, della guerra, della resistenza, della deportazione, della liberazione), Città di Torino – Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’, Torino, Blu Edizioni, terza edizione 2010.

Una valle in guerra: foto di gruppo in Val Chisone, a cura di Barbara Berruti e Andrea D’Arrigo, riprese e montaggio di Fabiana Antonioli (diecidecimi visual.media Torino), produzione Provincia di Torino, Comune di Perosa Argentina, Dvd video, Torino, Istoreto, 2009.

Marisa Sacco, La pelliccia di agnello bianco, Edizioni SEB 27, Torino, 2008.

Nicola Adduci, Pian del Lot, 2 Aprile 1944. Storia e memoria di una strage, Consiglio regionale del Piemonte – Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’, Nuova ed., Torino, 2008.

Edi Consolo: le Alpi, la Resistenza, i paesaggi, a cura di Barbara Berruti, saggio biografico di Paolo Momigliano Levi, Torino, Edizioni SEB 27, 2007. Allegato DVD: Videointervista a Edi Consolo. Interviste di Barbara Berruti e Luciano Boccalatte, regia di Elena Valsania.

Mostre

Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione

L’allestimento permanente del Museo è un percorso multimediale interattivo che, attraverso testimonianze, immagini, filmati e suoni, conduce il visitatore in un viaggio virtuale in Torino, nel decennio che va dall’approvazione delle Leggi razziali del 1938 alla riconquista dei diritti, sancita dalla Costituzione Repubblicana del 1948.


La lunga Liberazione 1943-1948

La liberazione dell’Europa, dell’Italia e del Piemonte sono state presentate in un percorso espositivo che unisce al forte impatto della scenografia e dei filmati d’epoca la suggestione di una ricca selezione fotografica sulla Campagna d’Italia. Dopo un’introduzione che presenta con film originali le tappe della fine della Seconda Guerra Mondiale, si accede al corpo centrale della mostra “Chiaroscuri: i volti della Liberazione”. Attraverso immagini raccolte in molti archivi italiani ed esteri la liberazione della Penisola è vista da angolazioni particolari: la sua lunga durata; le sue diverse forme; i suoi aspetti ambientali, sociali, umani.

Album fotografico della mostra

1943-1945 La lunga liberazione, a cura di Eric Gobetti, FrancoAngeli, Milano 2007.


Alpes en guerre / Alpi in guerra 1939-1945

L’idea di considerare le Alpi occidentali come un solo e unico territorio da studiare e indagare ha rappresentato un approccio che ha suscitato un grande interesse presso studiosi e conservatori di musei francesi, svizzeri e italiani.

Per questo il Muséé de la Résistance et de la Déportation de l’Isère, l’Istoreto, l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta e l’Isalp-Istituto di storia delle Alpi di Lugano hanno deciso di collaborare alla realizzazione di una mostra sulle regioni transfrontaliere alpine occidentali nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza.

Album fotografico della mostra

Sitografia

Data la vastità del materiale presente nella rete riguardante la Prima, la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza, ci limitiamo ad alcuni suggerimenti. Oltre ai siti delle associazioni partigiane e agli altri istituti della Resistenza della rete INSMLI, segnaliamo delle risorse on-line, specialmente a carattere nazionale, e i siti dei principali musei italiani e francesi sulla resistenza e la seconda guerra mondiale.

Per una selezione ragionata di siti web in lingua italiana dedicati alle due guerre mondiali, rimandiamo a:

Sitografia. L’Italia nelle due guerre mondiali, a cura di Antonio Prampolini, con la collaborazione di Igor Pizzirusso.

Associazioni di partigiani e deportati

ANED: Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti. Insieme alla Fondazione Memoria della Deportazione s’impegna a raccogliere documenti e testimonianze relative all’esperienza della deportazione nazifascista. Il sito contiene molte informazioni riguardo ai lager; consente inoltre di consultare on line il giornale dell’associazione Triangolo rosso.

ANEI: Associazione Nazionale Ex Internati. Cura la memoria dei militari italiani internati nei campi nazisti dopo l’8 settembre del ’43 e promuove ricerche e studi per approfondirne la conoscenza.

ANPI: Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Persegue l’obiettivo di custodire e attuare i valori della Costituzione e di promuovere la memoria della Resistenza italiana. Pubblica la rivista “Patria indipendente”. Sul sito dell’Associazione si trovano anche schede storiche e biografiche.

ANPPIA: Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. Su questo blog l’associazione, che accoglie singoli o circoli che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Resistenza, pubblica i suoi contributi più aggiornati con lo scopo di stimolare la crescita di una comune coscienza democratica.

ANRP: Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione e loro familiari. L’associazione ha costituito nel 2000 la Fondazione Archivio Nazionale Ricordo e Progresso, a cui ha affidato il compito di continuare a promuovere i grandi temi della storia dell’ultimo secolo, e di preservarne la memoria.

FIAP: Federazione Italiana Associazioni Partigiane. Venne costituita nel 1949 con la partecipazione di gruppi e di associazioni partigiane, già iscritti all’ANPI, di cui non condividevano alcune posizioni di politica internazionale. Sul sito è possibile consultare materiale relativo all’esperienza resistenziale; vi si trova anche il bimestrale “Lettera ai compagni” scaricabile in PDF.

FNDIRP: Fédération Nationale des Déportés et Internés, Résistants et Patriotes. Sul sito dell’associazione francese si trovano anche una cartina dei Lager e schede dei principali campi.

Guerre e Resistenza

Biografia di una bomba: Ricco portale che contiene informazioni sui bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale sul territorio italiano.

European Resistance Archive: Archivio on line nato allo scopo di rendere viva la storia delle resistenze europee ai totalitarismi durante la Seconda Guerra Mondiale. Raccoglie videointerviste a uomini e donne che, nei rispettivi paesi, hanno lottato contro fascismo e nazismo. Per l’Italia sono scaricabili le interviste realizzate dall’Istituto storico della Resistenza di Reggio Emilia. Sul sito sono inoltre disponibili carte geografiche con i luoghi più significativi della lotta di liberazione, ai quali sono legati testi di approfondimento, foto e documenti vari.

L’Archivio: Nella sezione “Storia” del sito, curato dall’”Associazione italiana autori scrittori artisti”, si trovano documenti e interviste su Mussolini, il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza.

Guerra civile nel Canavese: Ricerca, a cura di Pietro Berta, dedicata alla guerra partigiana nel Canavese.

La Città invisibile: Il progetto “La Città Invisibile. Segni Storie e Memorie di Pace Pane e Guerra” di Fabio Glauco Galli, svoltosi tra il 2005 e il 2008, ha raccolto 18 testimonianze videoregistrate di persone che hanno vissuto gli anni della guerra a Riccione e altrove. Sul sito è possibile ascoltare le voci dei testimoni e consultare le schede che ripercorrono più in generale la storia della Seconda Guerra Mondiale sul territorio della Linea Gotica tra Marche e Romagna.

Les Chemins de la Mémoire: Un inventario dei luoghi simbolo della Prima e della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Civile Spagnola, corredato da dettagliate schede storiche, è il frutto del programma della Commissione europea “Culture 2000” che ha coinvolto istituti storici di 6 paesi sotto la direzione del Mémorial de Caen.

Portale Storia XXI secolo: A cura dell’ANPI di Roma, ospita un sito interamente dedicato alla Seconda Guerra Mondiale e uno relativo alla Resistenza Italiana. Vi si trovano cronologie, bibliografie, sintesi storiche, documenti e altri materiali relativi a quel periodo storico.

Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della resistenza italiana: La base di dati è costituita principalmente dal materiale contenuto nei fondi archivistici donati all’Istituto Nazionale per il Movimento di Liberazione in Italia da Piero Malvezzi (tra il 1985 e il 1986) e da Mimmo Franzinelli (nel 2005), ma nel corso degli anni si è arricchita di numerosa altra documentazione, messa a disposizione da archivi di enti e associazioni e da privati (nella maggior parte dei casi famigliari delle vittime).

Principali musei della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza in Italia

Museo audiovisivo della Resistenza di Massa Carrara e La Spezia: Scopo del museo è la trasmissione della memoria non solo dei partigiani, ma anche dei deportati, degli internati militari, delle donne, e di tutta la popolazione civile in lotta per la sopravvivenza.

Museo Cervi: Museo della Resistenza e della storia del movimento contadino, allestito nella casa dove i Cervi arrivarono nel 1934. Viene gestito dall’Istituto Alcide Cervi.

Museo della Guerra e della Linea Gotica di Castel del Rio: Il Museo ospita una vasta collezionedi più di 1600 pezzi e una biblioteca tematica di circa 1500 testi. Ha sezioni dedicate alla Grande Guerra, alla Seconda Guerra Mondiale e al passaggio del fronte in vallata, all’attività Partigiana e alla Deportazione di cittadini di Castel del Rio. Sul sito si trova anche una ricca galleria fotografica.

Museo diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà:L’allestimento permanente del Museo è un percorso multimediale interattivo che, attraverso testimonianze, immagini, filmati e suoni, conduce il visitatore in un viaggio virtuale in Torino, nel decennio che va dall’approvazione delle Leggi razziali del 1938 alla riconquista dei diritti, sancita dalla Costituzione Repubblicana del 1948.

Museo storico della Linea Gotica: Il museo possiede oltre 3000 reperti rinvenuti sui campi di battaglia della linea gotica, un archivio che racchiude una collezione di giornali e documenti del periodo 1936/1945 – 1945/1960, una videoteca e una biblioteca storica.

Museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema : Attraverso documenti originali, pannelli didascalici, materiale fotografico, audiovisivo e multimediale, oggetti e testimonianze autentiche, il Museo offre una panoramica essenziale delle vicende svoltesi nel periodo 1943-1945 in Italia, con uno sguardo particolare rivolto alla Versilia; ampio spazio viene dedicato ovviamente all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Museo virtuale dell’antifascismo e della Resistenza: Prodotto nell’ambito del Progetto Memoria della Provincia di Arezzo, il sito permette di conoscere i luoghi e i protagonisti della lotta di liberazione nel territorio aretino, mettendo a disposizione un repertorio di banche dati e archivi multimediali.

Principali musei della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza in Francia

Centre d’Histoire de la Résistance et de la Déportation de Lyon: Ospitato nell’edificio che fu sede della Gestapo, sotto il comando di Klaus Barbie (condannato nel 1987 per crimini contro l’umanità), nella città “capitale della Resistenza”, il Centro è nato con lo scopo di preservare la memoria collettiva dei mesi terribili dell’occupazione nazista della Francia.

Mémorial de Caen: Il museo è prima di tutto un monumento alla pace e un tributo alla memoria della tragedia che ha colpito la città nell’estate del ‘44, quando fu distrutta per più di tre quarti da una pioggia di bombe durante la guerra tra l’esercito tedesco e le forze alleate. Il percorso permanente procede dal periodo tra le due guerre per arrivare fino ai giorni nostri.

Mémorial Leclerc et de la Libération de Paris – Musée Jean Moulin: Inaugurato nel cinquantennale della Liberazione di Parigi, nel 1994, Il memoriale-museo di Montparnasse ripercorre l’azione di due figure emblematiche della Seconda Guerra Mondiale, il generale Leclerc e il capo della Resistenza interna francese, Jean Moulin.

Musée de la Résistance et de la Déportation de l’Isère: Il museo, che collabora per alcuni progetti con l’Istoreto, rende testimonianza degli avvenimenti e dei personaggi legati alla Seconda Guerra Mondiale nella zona dell’Isère, attraverso un percorso che fa ampio uso di testimonianze orali, testi d’archivio, giornali, video e fotografie.

Musée de la Resistance Nationale: Alla federazione del Museo della Resistenza Nazionale, che si propone di mantenere viva la memoria della Resistenza in Francia attraverso l’organizzazione di mostre e visite guidate, aderiscono molti musei. Il sito, accanto ad una sezione storica, presenta i musei e un elenco delle numerose esposizioni itineranti organizzate.


Nell’immagine: 6 maggio 1945 Vincenzo Modica, “Petralia”, portabandiera nella sfilata per la Liberazione a Torino.

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