Luoghi della Memoria

In questa sezione segnaliamo materiali e strumenti sul tema dei Luoghi della Memoria presenti a Torino e lungo l’arco alpino occidentale. La maggior parte delle indicazioni riguarda iniziative e pubblicazioni sviluppate dall’Istoreto, mentre nella linkografia si trovano siti nei quali è possibile approfondire la conoscenza dei luoghi che hanno segnato la storia del nostro territorio. Inoltre, in riferimento al tema del viaggio come spostamento forzato verso il lager, sempre nella linkografia indichiamo alcuni dei principali luoghi di memoria della deportazione presenti sul territorio italiano e all’estero.

Applicazioni e Banche dati

Torino 1938|45. I luoghi della memoria

Il viaggio virtuale attraversa Torino a partire dal 1938, anno dell’emanazione delle leggi razziali, esplora la città negli anni della guerra, della resistenza, della deportazione, fino alla liberazione nel 1945. L’ipertesto contiene schede di luoghi, mappe interattive, un percorso nel centro storico, cronologie degli eventi principali.


Torino 1938|45. La città delle fabbriche

L’applicazione ricostruisce la storia delle principali fabbriche attive a Torino durante la seconda guerra mondiale e fornisce una sintesi sulle vicende del movimento operaio torinese nella lotta di Liberazione nella città. Il lavoro riguarda 33 fabbriche presenti sul territorio cittadino. Oltre alle schede delle fabbriche, sono presenti mappe interattive, testimonianze, fotografie e dati statistici.


Lapidi della città di Torino ai caduti per la Liberazione

Questa applicazione è il risultato dell’informatizzazione della banca dati delle lapidi presenti sul territorio della Città di Torino raccolta nel volume Che il silenzio non sia silenzio, memoria civica dei caduti della resistenza a Torino, a cura di Nicola Adduci, Barbara Berruti, Luciano Boccalatte, Andrea D’Arrigo e Giuliana Minute, Torino, Museo Diffuso della Resistenza, Istoreto, 2015 [ultima edizione aggiornata].

Si tratta di 204 schede di lapidi e di 368 schede biografiche.


L’esodo istriano-fiumano-dalmata in Piemonte. Per un archivio della memoria

Il lavoro, che intreccia una fitta rete di testimonianze raccolte tra esuli residenti nelle varie province piemontesi a fonti archivistiche e documentarie di prima mano, si propone di ricostruire la traiettoria tracciata dai giuliano-dalmati in Piemonte. A corredo sono presentate le principali parole chiave che definiscono l’esodo e, più in generale, le intere vicende del confine orientale lungo l’arco del Novecento.


MuseoTorino

All’interno dell’ampia rassegna di itinerari e approfondimenti del Museo Torino, la sezione presenta le lapidi e i cippi presenti nella città e censiti dalla banca dati dell’Istoreto.

Pubblicazioni Istoreto

Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, a cura di Nicola Adduci, Barbara Berruti, Luciano Boccalatte, Andrea D’Arrigo e Giuliana Minute, Torino, Museo Diffuso, Istoreto, 2015 [ultima edizione aggiornata].

La prima edizione del volume, curata dall’Istoreto, è stata realizzata nel 2003 grazie al contributo della Città di Torino. Questa edizione – interamente rivista, aggiornata e ampliata – è il risultato dell’impegno congiunto dell’Istoreto e del Museo diffuso della resistenza ed è stata realizzata con il contributo dell’ANPI provinciale di Torino e di AFC spa Servizi cimiteriali, grazie al contributo del Comitato Resistenza e Costituzione.


Torino 1938/1945. Una guida per la memoria, Torino, Blu edizioni, 2010 (terza edizione).

La città come “teatro della storia”: questo il criterio alla base della scelta di raccontare in una guida gli eventi storici svoltisi a Torino tra il 1938 e il 1945 – dall’emanazione delle leggi razziali alla fine della guerra – e di documentare fotograficamente i luoghi, accostandoli, quando possibile, alle immagini di quegli anni. La guida, giunta alla terza edizione, è arricchita di un nuovo inserto iconografico che presenta diversi percorsi tematici attraverso fotografie d’epoca.


38|45. Una guida per la Memoria. Luoghi della guerra e della resistenza nella provincia di Torino, a cura di Luciano Boccalatte, Andrea d’Arrigo e Bruno Maida, Torino, Blu edizioni, 2007 (prima edizione).

Per mezzo di mappe, fotografie, documenti il lettore è accompagnato nella ricerca di quei luoghi, e invitato a leggere il territorio attraverso parole chiave che richiamano i grandi fenomeni della guerra: la frontiera e le operazioni militari, gli spostamenti di popolazione, le stragi e le distruzioni, la deportazione, le forze presenti sul territorio, tedeschi e fascisti, alleati e partigiani, e infine i luoghi di memoria, lapidi e monumenti.


La memoria delle Alpi/La Mémoire des Alpes:I sentieri della libertà. Piemonte e Alpi occidentali. 1938-1945 la Guerra, la Resistenza, la persecuzione razziale, a cura di Livio Berardo, Milano, Touring Club Italiano, 2007.

Oltre 100 luoghi tra montagne delle Alpi e valli del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Liguria, del Canton Ticino e della Francia raccontano un periodo straordinariamente intenso e drammatico della nostra storia: la guerra, la Resistenza, la liberazione e la persecuzione razziale tra il 1938 e il 1945.


Edi Consolo: le Alpi, la Resistenza, i paesaggi, a cura di Barbara Berruti, saggio biografico di Paolo Momigliano Levi, Torino, Edizioni SEB 27, 2007, – Allegato DVD: Videointervista a Edi Consolo.

Interviste di Barbara Berruti e Luciano Boccalatte, regia di Elena Valsania. Questo libro racconta la storia di Consolo, che è soprattutto una storia di montagna e di frontiere mobili, brulicanti di attività e di presenze umane, di un territorio pervaso dal fascino delle sue vette innevate e dalla solennità dei suoi silenzi.


Ebrei in fuga attraverso le Alpi. Cd-rom a cura di Adriana Muncinelli (Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo), Torino, Regione Piemonte, 2007.

Le storie di alcune famiglie di origine ebraica fra Francia, Italia ed Europa centro-orientale negli anni terribili della II guerra mondiale e della persecuzione antiebraica, corredate da un ricco apparato storiografico e iconografico.


Guerra, Resistenza, Alleati. Cd-rom a cura di Barbara Berruti (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”), Torino, Regione Piemonte, 2007.

Argomenti di questo CD sono: la frontiera e la rottura della solidarietà tra le società alpine italiana e francese, le devastazioni della guerra, le occupazioni, le due Resistenze, i rapporti con gli alleati e le liberazioni.


La memoria delle Alpi. Cd-rom a cura di Jean-Louis Dereymez (Université “Pierre Mendès France” di Grenoble), Torino, Regione Piemonte, 2007.

Il CD è dedicato al tema dell’identità culturale e storica della frontiera alpina fra la Francia e l’Italia.


Luoghi della memoria, memoria dei luoghi nelle regioni alpine occidentali, 1940-1945, a cura di Ersilia Alessandrone Perona e Alberto Cavaglion, Torino, Blu Edizioni, 2005.

Il volume sviluppa e approfondisce le tematiche della mostra “Alpi in guerra”, di cui rappresenta il completamento. Vi sono raccolti gli studi presentati nell’ambito di un convegno promosso dalla Regione Piemonte e dall’Istoreto sul tema delle Alpi come luogo di memoria.

Mostre

Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione

L’allestimento permanente del Museo è un percorso multimediale interattivo che, attraverso testimonianze, immagini, filmati e suoni, conduce il visitatore in un viaggio virtuale in Torino, nel decennio che va dall’approvazione delle Leggi razziali del 1938 alla riconquista dei diritti, sancita dalla Costituzione Repubblicana del 1948.


Alpes en guerre/ Alpi in guerra 1939-1945

La mostra è stata realizzata nel 2003 presso il Museo della Resistenza e della Deportazione dell’Isère con il contributo dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea, dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea in Valle d’Aosta e dell’Istituto di Storia delle Alpi di Lugano.

La mostra considera le Alpi occidentali come un solo e unico territorio da studiare e indagare.

Sitografia

Luoghi della memoria

Luoghi della memoria a Torino e in Piemonte

La memoria della Alpi: Portale creato nell’ambito del progetto europeo La memoria delle Alpi, che promuove attività e ricerche sulla storia del Novecento nel territorio delle Alpi Occidentali. Sul sito, oltre a diversi materiali e prodotti, si trovano notizie relative ai centri rete e alle altre strutture di documentazione che partecipano al progetto.

Campo di Borgo San Dalmazzo: Ben poco rimane di questo campo che venne allestito da un comando tedesco nell’antica caserma degli alpini di Borgo San Dalmazzo poco dopo l’8 settembre e nel quale vennero raccolti 349 ebrei per essere deportati ad Auschwitz.

Casa della Resistenza di Fondotoce: La “Casa” e il “Parco della memoria e della pace” sono sul luogo dove il 20 giugno 1944 i nazisti fucilarono 43 partigiani e rappresentano un’area monumentale in ricordo della Resistenza. Attraverso questo sito è possibile usufruire di vari servizi dedicati alla conoscenza della storia del Novecento nei territori del Verbano-Cusio-Ossola.

Comitato Resistenza Colle del Lys: Il comitato gestisce l’Ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys,situato sullo spartiacque tra le valli di Lanzo e la valle di Susa, nei luoghi che videro cadere più di 2000 partigiani.

Ecomuseo della Resistenza di Coazze: Oltre ad essere un centro di documentazione della rete del progetto La memoria delle Alpi, l’Ecomuseo gestisce i sentieri della Resistenza in Alta Val Sangone.

Ecomuseo della Resistenza della Val Pellice: L’Ecomuseo si estende con articolati sentieri nei comuni di Angrogna, Bricherasio, Luserna San Giovanni e Torre Pellice, toccando tutti i principali luoghi testimoni dei fatti avvenuti in Val Pellice durante la Resistenza.

La Benedicta: Nel luogo dove il 7 aprile del 1944 i nazisti fucilarono 147 partigiani e ne catturarono circa 400 diretti ai campi di concentramento, luogo simbolo della Resistenza delle popolazioni dell’Appennino ligure-piemontese, è sorto un centro di documentazione, di ricerca e di formazione.

Le Person dij Partigian” (Le Prigioni dei Partigiani): Si trovano a San Maurizio Canavese e sono gli scantinati usati come locali di detenzione da parte dei paracadutisti fascisti repubblicani del Battaglione “Nembo” nel periodo 1944/45, dove numerosi partigiani patirono violenze e torture, alcuni fino alla morte. Ultimo nato tra i luoghi della memoria resistenziale, il museo rappresenta la prima tappa di un percorso della memoria nel Ciriacese e nelle Valli di Corio e di Lanzo.

Museo diffuso di Torino: La valorizzazione dei luoghi del nostro territorio legati alla memoria della Seconda Guerra Mondiale costituisce uno degli impegni fondanti del Museo Diffuso.

MuseoTorino: All’interno dell’ampia rassegna di itinerari e approfondimenti del Museo Torino, la sezione presenta le lapidi e i cippi presenti nella città e censiti dalla banca dati dell’Istoreto.

Luoghi della deportazione

Luoghi della deportazione

Auschwitz-Birkenau: Aperto nel giugno 1940, Auschwitz con i suoi sottocampi (soprattutto Birkenau) divenne in 3 anni la più efficiente e terrificante fabbrica della morte nazista. Oggi il campo, presso che integro o ricostruito com’era, è sotto la protezione dell’Unesco; vi si visita il Museo e i principali blocchi del campo, in alcuni dei quali si trovano i monumenti costruiti dai vari paesi che ebbero qui le loro vittime. Il sito è in polacco e in inglese.

Binario 21 – Memoriale di Milano: La stazione Centrale di Milano fu uno dei punti di raccolta, nei tragici anni delle persecuzioni, degli ebrei catturati in gran parte del Nord Italia e destinati al campo di concentramento di Auschwitz. Sul sito si trovano schede storiche sulla storia degli ebrei, un glossario dei termini della deportazione, testimonianze, mappe dei campi e materiali multimediali.

Campo di Bolzano: Venne allestito nel quartiere di Gries e fu in attività dalla tarda primavera del 1944; vi vennero deportate circa 11.000 persone, parte delle quali destinate ai lager d’Oltralpe. Il sito del comune di Bolzano offre al pubblico della rete alcuni materiali frutto della ricerca “Storia e Memoria: Lager di Bolzano”.

Campo di Fossoli e Museo del deportato: Istituito dagli italiani nel maggio 1942 come campo per prigionieri di guerra inglesi, venne occupato dopo l’8 settembre 1943 dai nazisti, diventando campo di transito per prigionieri politici e razziali destinati ai Lager del nord Europa. La Fondazione Fossoli gestisce anche il Museo monumentale al deportato di Carpi, inaugurato nel 1973.

Mémorial de la Shoah à Drancy: Il più importante campo di transito per ebrei catturati sul suolo francese. Il memoriale ha l’obiettivo di preservare la memoria di coloro che vi furono internati e poi deportati ad Auschwitz.

Maison d’Izieu: Il memoriale della Maison d’Izieu perpetua la memoria dei 105 bambini e degli ebrei adulti che vi trovarono rifugio a partire dal maggio 1943. Il 6 aprile 1944, su ordine di Klaus Barbie, 44 bambini e 7 adulti furono arrestati e poi deportati. Léa Feldblum, educatrice, fu l’unica sopravvissuta.

Mauthausen: Con una rete di una sessantina di sottocampi disseminati per tutta l’Austria (tra cui quelli di Gusen e di Ebensee furono i principali), Mauthausen fu uno dei maggiori campi di lavoro e di sterminio nazisti. La sua struttura in pietra si è in gran parte conservata. Il sito ha anche la traduzione in italiano.

Museo della deportazione di Prato: Il percorso espositivo, concepito come un viaggio simbolico in un lager nazista, parte dalla vicenda dei lavoratori toscani arrestati dai nazifascisti in seguito allo sciopero generale del marzo 1944 e deportati nel lager di Mauthausen, per allargare poi lo sguardo alle storie di milioni di uomini e donne, vittime di rastrellamenti avvenuti in ogni parte d’Europa.

Risiera di San Sabba: La Risiera di San Sabba venne utilizzata dopo l’8 settembre 1943 dall’occupatore nazista come campo di prigionia, e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia: partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio.

Struthof: L’unico grande campo di concentramento su suolo francese. Costruito nella regione dell’Alsazia, vicino al villaggio di Struthof, venne chiamato dai nazisti KL-Natzweiler. A partire dal maggio 1941 vi furono deportati migliaia di antifascisti francesi, partigiani, zingari ed ebrei, che vennero anche usati per esperimenti medici. Il sito del museo, consultabile in tre lingue, è ricco di materiale e consente di effettuare una visita virtuale del campo.

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