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Fondo
Germano Facetti
La
storia del Novecento in 22.000 immagini:
l’archivio
di Germano Facetti.
Pochi
giorni prima della sua scomparsa, avvenuta a Sarzana l’8 aprile 2006, Germano Facetti decise di depositare
presso l’Istituto piemontese per la storia della
Resistenza e della società contemporanea “Giorgio
Agosti” di Torino il suo archivio, costituito da
una cospicua raccolta di immagini, prevalentemente fotografiche.
Documento eccezionale non solo della sua professione di
grafico, ma della passione con cui egli si documentò per
tutta la sua vita sulle vicende più drammatiche
del mondo contemporaneo, raccogliendo e selezionando immagini
di particolare efficacia, e registrandone la fonte con
scrupolo di professionista.
Il 1° giugno 2006 la moglie di Facetti, Mary, e sua
figlia Lucia hanno consegnato in deposito all’Istituto
i 118 faldoni contenenti il fondo.
L’importanza dell’Archivio Facetti era già nota
attraverso i numerosi articoli dedicati al personaggio e
al bel film documentario The yellow box. A short History
of Hate di Tony West (1998), che ne ricordava l’origine.
Oltre al suo interesse intrinseco, la raccolta ha un grande
valore biografico e simbolico: Facetti, deportato a 17 anni
a Mauthausen, cominciò a raccogliere le tracce dell’esperienza
vissuta nei giorni stessi della liberazione del Lager, recuperando
fotografie e oggetti abbandonati dai tedeschi in fuga. Questo
gesto non banale, che nasceva dall’imperativo precocissimo
di denunziare e testimoniare, segnò Facetti per tutta
la vita.
L’ esperienza diretta della dimensione dell’odio
nutrì la sua indignazione contro ogni sopraffazione
e lo portò a documentare senza soluzione di continuità ogni
fatto storico che recasse le prove della violenza dell’uomo
su altri uomini.
La
sua carriera professionale è nota: divenuto grafico
nel dopoguerra, nello studio BBPR, alla scuola del suo compagno
di deportazione Lodovico di Belgiojoso, lasciò l’Italia
nel 1950 per sottrarsi al risentimento e ai ricordi più dolorosi,
e passò in Inghilterra, dove fu art director dei prestigiosi
Penguin Books dal 1960 al 1972. Il suo archivio testimonia
la continuità della sua passione per documentare la
violenza del Novecento, all’interno stesso della sua
attività professionale.
In qualunque parte del mondo viaggiasse o su qualunque tema
lavorasse, egli raccoglieva, ben al di là di quanto
richiesto dal suo compito, immagini sulle violenze e le ingiustizie
del passato o attuali, selezionate con occhio di esperto
e adeguatamente descritte.
Grazie
alla mediazione di un gruppo di amici e alla consapevole
scelta sua e dei suoi familiari, il patrimonio raccolto da
Germano Facetti patrimonio è ora collocato nell’archivio
dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza
e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di
Torino.
Per la consulenza scientifica e il sostegno tramite il reperimento
di risorse è stato costituito un Comitato di Garanti,
formato da: Paola Agosti, Massimo Biava, Luisa Castiglioni
Deichmann, Francesco della Porta, Giovanni De Luna, Lucia
Facetti, Gianfranco Torri. In collaborazione con il Comitato,
l’équipe di archivisti ed esperti dell’Istituto
(Luciano Boccalatte, Andrea D’Arrigo, Carlo Pischedda)
coordinati dalla direttrice Ersilia Alessandrone Perona ha
impostato il lavoro di tutela e valorizzazione.
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