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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

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 punto elenco Rassegna stampa su Germano Facetti 28/04/2008
 punto elenco Mostra "(R)esistere per immagini" 25 gennaio - 27 aprile 2008 [PDF]
 punto elenco Inaugurazione della mostra "(R)esistere per immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo" 24/01/2008
 punto elenco In ricordo di Mary Crittall Facetti
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 punto elenco Giornata di studio "Germano Facetti: l’uomo, l’artista, l’archivio" 27/09/2006
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Introduzione al convegno di E. A. Perona [PDF]
 punto elenco Ricognizione archivistica del fondo
 punto elenco La storia del Novecento in 22.000 immagini: l’archivio di Germano Facetti


Fondo Germano Facetti

La storia del Novecento in 22.000 immagini:
l’archivio di Germano Facetti.

Pochi giorni prima della sua scomparsa, avvenuta a Sarzana l’8 aprile 2006, Germano Facetti decise di depositare presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino il suo archivio, costituito da una cospicua raccolta di immagini, prevalentemente fotografiche. Documento eccezionale non solo della sua professione di grafico, ma della passione con cui egli si documentò per tutta la sua vita sulle vicende più drammatiche del mondo contemporaneo, raccogliendo e selezionando immagini di particolare efficacia, e registrandone la fonte con scrupolo di professionista.

Il 1° giugno 2006 la moglie di Facetti, Mary, e sua figlia Lucia hanno consegnato in deposito all’Istituto i 118 faldoni contenenti il fondo.

L’importanza dell’Archivio Facetti era già nota attraverso i numerosi articoli dedicati al personaggio e al bel film documentario The yellow box. A short History of Hate di Tony West (1998), che ne ricordava l’origine. Oltre al suo interesse intrinseco, la raccolta ha un grande valore biografico e simbolico: Facetti, deportato a 17 anni a Mauthausen, cominciò a raccogliere le tracce dell’esperienza vissuta nei giorni stessi della liberazione del Lager, recuperando fotografie e oggetti abbandonati dai tedeschi in fuga. Questo gesto non banale, che nasceva dall’imperativo precocissimo di denunziare e testimoniare, segnò Facetti per tutta la vita.
L’ esperienza diretta della dimensione dell’odio nutrì la sua indignazione contro ogni sopraffazione e lo portò a documentare senza soluzione di continuità ogni fatto storico che recasse le prove della violenza dell’uomo su altri uomini.

La sua carriera professionale è nota: divenuto grafico nel dopoguerra, nello studio BBPR, alla scuola del suo compagno di deportazione Ludovico di Belgioioso, lasciò l’Italia nel 1950 per sottrarsi al risentimento e ai ricordi più dolorosi, e passò in Inghilterra, dove fu art director dei prestigiosi Penguin Books dal 1960 al 1972. Il suo archivio testimonia la continuità della sua passione per documentare la violenza del Novecento, all’interno stesso della sua attività professionale.
In qualunque parte del mondo viaggiasse o su qualunque tema lavorasse, egli raccoglieva, ben al di là di quanto richiesto dal suo compito, immagini sulle violenze e le ingiustizie del passato o attuali, selezionate con occhio di esperto e adeguatamente descritte.

Grazie alla mediazione di un gruppo di amici e alla consapevole scelta sua e dei suoi familiari, il patrimonio raccolto da Germano Facetti patrimonio è ora collocato nell’archivio dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino.
Per la consulenza scientifica e il sostegno tramite il reperimento di risorse è stato costituito un Comitato di Garanti, formato da: Paola Agosti, Massimo Biava, Luisa Castiglioni Deichmann, Francesco della Porta, Giovanni De Luna, Lucia Facetti, Gianfranco Torri. In collaborazione con il Comitato, l’équipe di archivisti ed esperti dell’Istituto (Luciano Boccalatte, Andrea D’Arrigo, Carlo Pischedda) coordinati dalla direttrice Ersilia Alessandrone Perona ha impostato il lavoro di tutela e valorizzazione.