|
La
Repubblica Italiana ha proclamato il 27 gennaio data dell'abbattimento
dei cancelli di Auschwitz: Giorno della Memoria
Editoriale
di Alberto Cavaglion
Istituto
piemontese per la storia della Resistenza e della società
contemporanea, sulla base del materiale raccolto e soprattutto
in previsione della Giornata della Memoria del 2002, intende
aprire nel proprio sito una finestra di discussione sui temi
della memoria e della storia.
È
innanzitutto importante osservare come e in quali tempi il
nostro paese sia arrivato a determinare una Giornata della
Memoria e a fissare come data proprio il giorno che ricorda
l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Altri paesi europei,
per esempio la Germania, hanno seguito la nostra stessa strada
e hanno fissato lo stesso giorno. Altre nazioni invece hanno
avuto tempi diversi e hanno seguito strade diverse. In particolare
è importante l’esempio e il confronto con la vicina
Francia, dove un decreto del Presidente Mitterand del 3 febbraio
1993 fissava la data del 16 giugno come giornata di ricordo
della grande rafle del Vélodrome d’Hiver: interessante
è osservare come in Francia la decisione sia arrivata
un decennio prima che da noi e per decreto presidenziale –
non quindi mediante una legge votata dal Parlamento. Per di
più la decisione di annodare la memoria ad un episodio
specifico della storia nazionale arrivava in Francia al termine
di una vivace polemica sui giornali, e dentro la società
civile, intorno alla specificità della Shoah.
Il
decreto presidenziale, non senza polemiche, prevedeva infatti
una commemorazione per le "persécutions racistes
et antisémites commises sous l’autorité de fait
dite ‘Gouvernement de l’Etat français (1940-1944)’,
cioè tentava di avviare e di portare a compimento un
esame di coscienza collettivo sulle responsabilità
nazionali.
A titolo meramente introduttivo, per aprire un dialogo specialmente
con gli insegnanti interessati, si forniscono qui di seguito
alcuni dei materiali prodotti in occasione del Seminario del
23 gennaio 2001. In particolare – per gentile concessione
dell’autore – si fornisce il testo del monologo
di Paolo Jedlowski, Smemoraz, ed insieme la bibliografia
dell’intervento di Carla Piana.
Degli altri interventi si propone una sintesi (testi di Sergio
Sarri, Alberto Cavaglion,
Marco Bosonetto, che
trae spunto dalla pubblicazione del suo recente romanzo, Nonno
Rosenstein nega tutto, Milano, Baldini & Castoldi,
2000). Si spera che tali documenti possano suscitare reazioni,
proposte di approfondimento e suggerimenti per ulteriori iniziative
da mettere in cantiere per il mese di febbraio 2002, quando
è previsto un secondo seminario sullo stesso tema..
È
infatti nostro desiderio aggiornare costantemente questo angolo
del sito con la segnalazione di altri colleghi che lavorano
su questi stessi temi, al fine di stabilire relazioni, future
ipotesi di lavoro o di collaborazione, bibliografie, interventi
critici, discussioni su iniziative comuni soprattutto nel
campo della didattica. Ciò per una doppia ragione:
in primo luogo per evitare il rischio di mere celebrazioni,
in secondo luogo per tentare di perlustrare strade che, meglio
delle antiche, aiutino l’insegnante a far sì che l’esperienza
del passato si raccordi armoniosamente e senza traumi all’esperienza
dei giovani che oggi frequentano le nostre scuole.
|