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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

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CITTÀ DI TORINO
con la collaborazione di
AIACE Torino
AGIS Piemonte
Comitato di Coordinamento fra le Associazioni della Resistenza del Piemonte
Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea
Comunità Ebraica di Torino
Museo Nazionale del Cinema - Fondazione M.A. Prolo
Ministero Istruzione - Direzione Generale per il Piemonte

Il progetto per la costituzione di un Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione, della Guerra dei Diritti e della Libertà, della Deportazione e della Guerra, avviato dalla Città di Torino, ha potuto contare nel corso di questi anni su diversi momenti di sperimentazione delle proprie ipotesi progettuali.

Le iniziative e le manifestazioni organizzate o sostenute dalla Città in questi ultimi anni ci offrono oggi la possibilità di disporre di un notevole patrimonio di esperienze. Alle iniziative proposte durante il mese di aprile, e legate in particolare ai luoghi simbolici della memoria cittadina del periodo 1938/1945, si sono affiancate quelle proposte per il Giorno della Memoria, in un ideale collegamento retto da un filo conduttore comune: il rapporto tra storia e memoria, lo stimolo a una riflessione che sappia andare oltre la commemorazione e farsi coscienza e strumento di consapevolezza della nostra condizione presente.

Nel 2003 un primo importante risultato sarà raggiunto: nel palazzo juvarriano di Via del Carmine,13 ("Quartieri Militari"), del quale si stanno concludendo i restauri, troveranno la loro nuova sede l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea e l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.

Accanto ai due istituti, sarà ospitato nello stesso edificio il Centro di Interpretazione del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione e della Guerra. La città disporrà così di un centro museale e di un patrimonio documentario di straordinaria importanza che potranno reciprocamente arricchirsi e integrarsi.

Al Centro di Interpretazione spetterà una funzione di prima informazione, orientamento e stimolo all’approfondimento dei temi affrontati. Il pubblico sarà invitato a integrare la visita, da un lato, attraverso il percorso nei luoghi di memoria, dall’altro attraverso la consultazione del ricco patrimonio conservato dai due istituti.

Città di Torino
Settore Musei
Via San Francesco da Paola, 3 - 10123 Torino
Tel.: +39 011/4424735 - Fax: +39 011/4434492


CIMITERO MONUMENTALE
27 GENNAIO ore 10.00
Commemorazione e omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti.

TEATRO REGIO
27 GENNAIO ore 21.00
Saluto del Sindaco.
Testimonianza di un ex internato militare – ANEI.
Yonah, spettacolo teatrale, testo e musica di Enrico Fink, liberamente tratto dal libro di Giona e da “Giona e il Leviatano” di Giacoma Limentani.
Paolo De Benedetti introdurrà lo spettacolo e illustrerà il racconto e il significato del libro di Giona.
Per informazioni: Tel. 011/4423205.


27 GENNAIO 2003

Proiezioni cinematografiche a cura di Aiace Torino e Agis Piemonte.
L’ingresso a tutte le proiezioni è gratuito e libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per le classi e i gruppi è indispensabile la prenotazione.
Ogni proiezione sarà preceduta da un messaggio introduttivo di un testimone e da una breve presentazione a cura di un docente dell’Aiace.
Per informazioni e prenotazioni:
Numero Verde “La Città per la Scuola”: 800553130 dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 16.00.

CINEMA TEATRO FREGOLI, ore 9.30, Piazza Santa Giulia, 2 bis; Tel. 011/8179373
Arrivederci ragazzi
di Louis Malle, con Gaspard Manesse, Raphael Fejitö, Francine Racette, Stanislao Carrè de Malberg (Francia 1987, 103’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Si sa che il film è fondato su un ricordo crudele che il regista ha conservato per anni, quell’inverno del ’44 in cui le SS prelevarono dal collegio, dove erano rifugiati, alcuni ragazzi ebrei e l’insegnante che li aiutava. Morirono nei campi di concentramento. Julien era un ragazzo di undici anni un po’ presuntuoso, Jean era un tipo sveglio, più scafato dei suoi coetanei, ma misterioso. Non perché leggesse i libri proibiti, ma perché c’era qualcosa di impaurito e di sfuggente nelle sue risposte e nei suoi atteggiamenti. Può un ragazzo scoprire la persecuzione degli ebrei e trovare nel mondo adulto una minima ragione? Si aprirà una voragine di sfiducia e incredulità, vedrà anche i suoi come diversi e meschini: per esempio il sussiego e l’indifferenza della madre, un buon esempio di borghesia quasi-collaborazionista nella Francia occupata. Ma la consapevolezza è raggiunta nelle scene conclusive: l’ufficiale nazista che fa il sermone ai ragazzi sui doveri del buon cittadino (di denunciare gli ebrei) e l’amico catturato come un delinquente dopo che proprio un’occhiata allarmata di Julien ha affrettato il riconoscimento. Sono questi gli adulti? Non tutti, il film è dedicato anche alla memoria di quel prete insegnante che volle seguire nei lager la sorte dei più infelici tra i suoi allievi. Stefano Reggiani, “La Stampa”, 19/12/1987.

CINEMA EMPIRE, ore 9.30, Piazza Vittorio Veneto, 5; Tel. 011/8171642.
Jacob il bugiardo
di Peter Kassovitz con Alan Arkin, Robin Williams, Mathieu Kassovitz, Liev Schreiber, Hannah Taylor Gordon (USA 1999, 119’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Polonia, 1944. Nel ghetto di una piccola cittadina l’ebreo Jakob, accusato di aver violato il coprifuoco, viene portato al comando della Gestapo. Lasciato solo in un ufficio, l’uomo ascolta per caso da una radio che i sovietici hanno raggiunto Bezanika, una città vicina. Quindi, quasi per miracolo, riesce a uscire dal comando e a tornare nel ghetto. Per lui e per i suoi compagni di sventura, stremati dagli stenti e privi di qualunque informazione sull’andamento della guerra (nel ghetto è vietato possedere e ascoltare la radio), quella dell’avanzata russa è una grande notizia. E Jacob non vede l’ora di comunicarla a tutti. Ma c’è un problema: se racconta come l’ha appresa, cioè da una radio al comando, Jakob rischia di essere considerato una spia, visto che nessun ebreo è mai sopravvissuto a una visita a quegli uffici. Decide così di raccontare la verità (i russi stanno arrivando) e una bugia: l’ha sentito dalla radio che nasconde in casa. Da quel momento la notizia fa il giro del ghetto risollevando il morale di uomini e donne, rinforzati nelle loro speranze da Jakob, che s’inventa successi sempre più clamorosi degli alleati e perdite sempre più gravi dei tedeschi. Valeria Gandus, “Panorama”, 18/11/1999.

CINEMA ESEDRA, ore 9.30, Via Bagetti, 30; Tel. 011/4337474.
Jona che visse nella balena
di Roberto Faenza, con Juliette Aubrey, Jean-Hugues Anglade, Luke Petterson, Jenner Del Vecchio (Italia/Francia 1993, 96’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Tratto dal libro autobiografico di Jona Oberski “Anni d'infanzia”, Jona che visse nella balena racconta la prigionia e la deportazione della famiglia di un piccolo ebreo olandese nel campo di Bergen-Belsen: uno dei lager in cui venivano concentrati ebrei di nazioni neutrali, destinati a servire da merce di scambio con i soldati tedeschi prigionieri. In teoria i reclusi avrebbero dovuto ricevervi un trattamento più “umano”; in realtà la loro sorte non era molto diversa da quella di tutte le vittime dell'Olocausto tra fame, umiliazioni e continuo pericolo di morte. Max e Anna, i genitori del ragazzo, vi perderanno entrambi la vita, ma Jona, come il suo omonimo biblico, riuscirà alla fine a emergere dal ventre della balena. Il riferimento alla storia di Giona è molto più che una pura similitudine: Jona che visse nella balena, infatti, è un esemplare racconto di “seconda nascita”. Ecco perché tutta la tragedia dell'Olocausto è filtrata dal punto di vista del piccolo protagonista e le sue reazioni sono rigorosamente infantili. Sovrastato da eventi incomprensibili per lui, Jona ne svela in definitiva la profonda incomprensibilità, riuscendo a riaccendere il nostro sdegno per l’Olocausto senza ricorrere mai a ricatti sentimentali. Roberto Nepoti, “La Repubblica”, 4/4/1993.

CINEMA CENTRALE, ore 9.30; ore 15.30, Via Carlo Alberto, 27; Tel.011/540110.
Monsieur Batignole
di Gérard Jugnot, con Michèle Garcia, Gérard Jugnot, Alexia Portal, Jean-Paul Rouve, Jule Citruk (Francia 2002, 101').
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
L’orrore può avere anche il volto gioviale di Monsieur Batignole, un salumiere che nella Parigi del ‘42 occupata dai nazisti se la cava piuttosto bene. Con il fratello che gli manda la roba dalla campagna, il negoziante ha sempre la dispensa rifornita; e quanto al resto, pur non coltivando nessuna simpatia per i “crucchi”, il suo motto è evitare grane. Così quando su spiata del fidanzato di sua figlia, un viscido collaborazionista, gli arrestano sotto il naso una famigliola di agiati ebrei, i Bernstein, Batignole preferisce chiudere un occhio e far finta di niente. Una sera però batte alla sua porta Simone, il più piccolo dei Bernstein che è riuscito a scappare, e Batignole non ha il coraggio di mandarlo via. Mentre il bimbo viene raggiunto da due cuginette anche loro sfuggite alla razzia e i problemi si complicano creando situazioni comico-drammatiche, l´uomo sente affiorare suo malgrado la voce della coscienza. . Senza avere la pretesa di rinnovare il genere o di rifare la storia, la commedia scivola via fra ironia e tenerezza verso un finale di speranza, ma non ti fa mai dimenticare che se dietro i pochi scampati c’è un esercito di milioni di morti la colpa è anche, e soprattutto, dell´indifferenza. Alessandra Levantesi, “La Stampa”, 14/10/2002.

CINEMA DUE GIARDINI SALA OMBRE ROSSE ore 9.30, Via Monfalcone, 62;Tel 011/3272214.
Train de vie
di Radu Mihaileanu, con Lionel Abelanski, Rufus, Clément Arari, Michel Muller, Agathe de la Fontaine, Johan Leysen (Francia 1998, 101’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Se mentre lo state vedendo Train de vie vi sembra troppo buonista, aspettate l'ultima inquadratura: quando un monologo in primo piano di Lionel Abelanski, che impersona lo scemo del villaggio, rivolta la frittata immettendo una massiccia dose d'amaro nel contesto dolcificato del film. Siamo nel ‘41 e in un paesotto del Centroeuropa il suddetto scemo porta la notizia che stanno arrivando i nazisti per rastrellare gli abitanti. Che fare? Qualcuno tira fuori l'idea geniale: «Ci deportiamo da soli?». Ovvero: ci fingiamo prigionieri dei nazisti, su un convoglio allestito da noi come se fosse adibito al trasporto verso il lager e travestiamo alcuni da militari tedeschi. Destinazione, ovviamente, Israele. Il regista e autore romeno-francesizzato Radu Mihaileanu manda avanti il racconto a un ritmo reso indiavolato dagli inconfondibili ritmi balcanici di Goran Bregovic, il musicista di Kusturica. Nel moderno Exodus gli incidenti si susseguono spesso esilaranti, talvolta esuberanti, in uno stile che sta fra "Il violinista sul tetto" e "Vogliamo vivere" di Lubitsch. L'insieme è traboccante di simpatia e suscitatore di vera commozione fra il pubblico. Applausi fragorosi alla Mostra di Venezia. Tullio Kezich, “Corriere della Sera”, 29/1/1999.

CINEMA ELISEO BLU ore 9.30, Piazza Sabotino; Tel.011/4475241.
L’ultimo treno
di Yurek Bogayevicz con Willem Dafoe, Haley Joel Osment, Liam Hess, Richard Banel, Ola Frycz, Malgorzata Foremniak (USA 2001, 95’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
La storia che Bogayevicz narra riguarda una comunità rurale che vive ai margini del fuoco dei cannoni e dei forni crematori. I nazisti ci sono, ma si vedono poco. La presenza dei lager è rappresentata sotto forma di un treno che ogni notte transita con il suo carico di umanità compressa, e comunque quei convogli si dirigono altrove. Protagonisti del film sono, soprattutto, i ragazzi di questo paesino vicino Cracovia. Non devono trovar riparo dalle bombe che cascano dal cielo, e nemmeno vivono all'interno del filo spinato di un lager. Potrebbero, quindi, rimanere illesi e invece vengono travolti anche loro da una forma di imbarbarimento generale. L'originalità e il merito de "L'ultimo treno" sta dunque nel mostrare che la follia omicida colpì un'intera umanità poiché anche in assenza di bombardamenti e con i lager situati a una distanza relativa, furono commessi crimini orribili. Bogayevicz non fa riferimento in modo diretto ai campi di concentramento e ai teatri di guerra, ma piuttosto a quei luoghi posti ai margini del conflitto, là dove i nazisti operarono certamente il loro malefico potere e dove, tuttavia, ci sarebbe stata ancora la possibilità di solidarizzare e così non fu. Mazzino Montinari.

CINEMA ADUA 200, ore 9.30, Corso Giulio Cesare, 67; Tel 011/856521.
Comedian Harmonists
di Joseph Vilsmaier con Heino Ferch, Ulrich Noethen, Max Tidof (Germania 1997, 126').
Adatto alle scuole medie superiori.
Comedian Harmonists è il nome, autentico, di un quintetto vocale che furoreggiò per alcuni anni nella Germania pre-hitleriana, finché il regime nazista - in imbarazzo perché tre dei cinque cantanti erano ebrei - ne decise d'imperio lo scioglimento. Tutto comincia nel 1927, quando lo studente di recitazione Harry Frommermann pensa di formare un gruppo vocale ritagliato sullo stile degli americani The Revellers. All'inizio nessuno crede in quel piccolo ebreo dallo sguardo vivace, ma Frommermann non si arrende: per la sua «orchestra vocale» ingaggia il tedesco Robert Biberti, l'apolide polacco Roman Cycowski, il playboy poliglotta Abraham Collin, l'ex ufficiale bulgaro Ari Leschnikoff, il pianista Erwin Bootz, e con loro debutta a teatro. Un successo fulmineo, che nel giro di pochi mesi li porta in vetta alle classifiche di vendita. Tournée in Francia, Italia, Inghilterra, perfino a New York, guadagni per 50mila marchi all'anno. Alla maniera americana, Comedian Harmonists racconta la fatica degli inizi, la sbornia del successo, le rivalità amorose e il parallelo imporsi nel nazismo. «Siamo pur sempre in Germania, qui regna l'ordine e la saggezza», minimizza uno di loro, e invece sappiamo come andarono le cose. Michele Anselmi, “L’Unità”, 29/1/2000.

CINEMA FRATELLI MARX SALA GROUCHO, ore 9.30 - ore 15,30, Corso Belgio, 53; Tel.011/8121410.
Gli ultimi giorni
di James Moll (USA/GB 1998, 87’).
Adatto alle scuole medie superiori.
Gli ultimi giorni s'intitola così non solo perché parla degli ultimi giorni di così tante persone innocenti - gli uomini, le donne, i bambini della comunità ebraica ungherese trasportati nei campi nazisti e fatti atrocemente morire - ma anche perché (a prova ulteriore della sinistra follia di cui furono vittime) quelli erano anche gli ultimi giorni o quanto meno gli ultimi mesi della guerra. I nazisti, pur consapevoli che le cose stavano per loro volgendo al peggio, determinati nella loro folle ossessione, in sole otto settimane del 1944 lanciarono un genocidio su vasta scala contro gli ebrei ungheresi. Sullo sfondo di quei tragici mesi il film ci parla di Eichmann e dei Sonderkommandos, che organizzarono minuziosamente il loro piano di sterminio, così come del lavoro frenetico di Raoul Wallenberg, il diplomatico svedese che riuscì a salvare migliaia di persone creando una serie di rifugi e mandandoli in Svezia con falsi passaporti diplomatici. A lasciare il segno sono soprattutto le storie dei cinque testimoni scelti da Moll e le immagini del loro ritorno in patria, alla ricerca di un mondo scomparso, di memorie cancellate, di identità perdute. Irene Bignardi, “La Repubblica”, 25/10/1999.

CINEMA CHARLIE CHAPLIN 2, ore 9.30, Via Garibaldi, 32/e; Tel. 011/4360723.
Verso Oriente - Kedma
di Amos Gitai, con Andrei Kashkar, Liron Levo, Helena Yaralova, Yaël Abecassis, Juliano Mer (Israele/Italia/Francia 2002, 100').
Adatto alle scuole medie superiori.
Una vecchia nave da carico lenta e rugginosa trasporta in Palestina ebrei d’Europa scampati allo sterminio nazista, gente ferita, mutilata, desolata, gravata da troppi ricordi atroci, in cerca di una patria, della Terra Promessa. Prima ancora di nascere, lo Stato d´Israele presenta i suoi due volti: l´aspetto militare e la faccia della memoria, non soltanto del dolore ma anche della speranza. È doppio anche il monologo che conclude il film. Un ebreo scampato allo sterminio piange la diaspora («Milioni di persone, un popolo intero che decide di tuffarsi nella pazzia più totale! Va avanti da più di duemila anni! Duemila anni, ci pensi? Che popolo incredibile! Che popolo... spaventoso!»); un vecchio palestinese grida la resistenza («Qui resteremo, qui, malgrado voi, fermi come un muro! Non ce ne andremo mai!... Scriveremo poesie, riempiremo le strade con le nostre immense manifestazioni e i nostri figli si ribelleranno, generazione dopo generazione»). Il film del regista israeliano cinquantenne già autore di Kadosh e Kippur, racconta magnificamente gli scontri nel paesaggio arido, ostile e bellissimo, le vicende individuali, le personalità alterate dai disastri della guerra. Lietta Tornabuoni, “La Stampa”, 9/6/2002.

CINEMA FRATELLI MARX, ore 18.00, Corso Belgio, 53; Tel. 011/8121410.
The Believer
di Henry Bean, con Ryan Gosling, Billy Zane,Theresa Russell, Summer Phoenix (USA 2001, 98’).
Adatto alle scuole medie superiori.
È una storia vera, ma quando la realtà supera l'immaginazione si fa sempre un po' fatica ad accettarla al cinema. Rabbioso e di paranoica determinatezza, Danny è un violento ragazzo ebreo che ha sposato la causa neo-nazista. È difficile sintonizzarsi con l'aggressività sanguinosa delle prime immagini, il fiato pompato di un giovane perbene e la loquela leaderistica di un estremista che è anche raffinato studente della Torah, fascinatore di rabbini e figlio insoddisfatto, torbido e castrato. È la contraddizione, il soggetto del film. E Dio sa quanto è vera questa magnifica ossessione dei nostri tempi. Si può essere i carnefici della propria identità? Visto da questo punto di vista, e aiutati dalla spavalda e insieme misurata interpretazione di Ryan Gosling, questo diventa un film illuminante sul paradosso di un'epoca che dimentica perché dimenticare è, tragicamente, al di là di tutte le epoche, nei cromosomi delle società che si succedono e dei tempi che si divorano. Il regista, che ha vinto al Sundance Film Festival, prepara il progetto da 20 anni. Per riflettere. Ma anche per ricordare. Silvio Danese, “Il Giorno”, 14/2/2002.

CINEMA CENTRALE, ore 18.00, Via Carlo Alberto, 27; Tel.011/540110.
Uno specialista - Ritratto di un criminale moderno
di Eyal Silvan (Francia/Germania/Belgio/Israele/Austria 1998, 125').
Adatto alle scuole medie superiori.
Il film Uno specialista, sintesi delle 114 sedute del processo contro Adolf Eichmann svoltosi a Gerusalemme tra l'aprile e il dicembre del ‘61, viene incontro all'esigenza di una rilettura dell'Olocausto. Videoregistrato all'epoca dall'americano Leo Hurwitz (1909-1991), il materiale fu da lui utilizzato per il film tv "Verdict for Tomorrow". Ora gli animosi israeliani Rony Brauman e Eyal Sivan hanno editato le 350 ore delle cassette reperibili in una secca successione di tredici scene. Nella tragedia mancano il prologo e l'epilogo. Ovvero la caccia durata tre lustri al latitante colonnello delle SS, nascosto a Buenos Aires con nome falso e passaporto vaticano; e gli eventi successivi: l'appello che il 28 marzo ‘62 confermò la condanna e la conseguente impiccagione (31 maggio). Nella sua gabbia di cristallo il boia sembra più un burocrate sottoposto a indagine amministrativa che un assassino di massa. Inappuntabilmente formale, si alza in piedi per rispondere a ogni domanda, consulta fasci di documenti, prende appunti e ribadisce che come soldato era tenuto a obbedire. Uno specialista non è uno spettacolo, ma la verità nuda e cruda: e a definitiva confutazione delle tesi negazioniste, esprime quella che nel suo libro Hannah Arendt chiama “La banalità del male”. Tullio Kezich, “Corriere della Sera” 27/11/1999.

27 e 29 GENNAIO 2003, ore 15.30 e ore 17.00.
CINEMA MASSIMO, Via Verdi, 18 - Tel 011/8125606 - Museo Nazionale del Cinema - Fondazione M.A. Prolo.
Storie di lotta e deportazione
regia di Giovanna Boursier e Pier Milanese; montaggio di Monica Affatato. Coordinamento e supervisione di Paola Olivetti, con la collaborazione di Doris Felsen Escojido e Anna Segre. Betacam, 75’.
Il Video è stato realizzato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, con il contributo e la partecipazione della Provincia di Torino e della Città di Torino. Questo programma nasce dalla collaborazione dell’Archivio con la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, costituita a Los Angeles da Steven Spielberg, che ha raccolto in 57 paesi più di 50.000 interviste a testimoni che hanno vissuto l’esperienza della persecuzione nazista e fascista, della deportazione, dello sterminio. Il montaggio realizzato è incentrato sull’esperienza piemontese e delle molte drammatiche storie saranno proposti solo alcuni frammenti, integrati da materiale originale di archivio. Dai ricordi di vita ebraica negli anni Venti e Trenta, attraverso la sconvolgente frattura delle leggi razziali del 1938 e al periodo incerto della guerra, si arriva agli anni 1943/45, quando la persecuzione assume il volto della volontà di sterminio e i destini drammaticamente si divaricano: chi viene deportato, chi riesce in qualche modo a nascondersi e a fuggire, chi sceglie la strada della Resistenza.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni:Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza:Tel. 011/539274.


22 GENNAIO 2003 ore 21.00 - 23 e 24 GENNAIO 2003 ore 10.00 e ore 21.00.
TEATRO AGNELLI, Via Paolo Sarpi, 111.
Sul fondo
tratto da "Se questo è un uomo" di Primo Levi con Gianni Bissaca, progetto di Gianni Bissaca, con la collaborazione di Roberto Tarasco.
Lo spettacolo è stato prodotto dalla Città di Torino come sviluppo di un progetto più articolato sul tema della Memoria. Il Progetto ha coinvolto le Scuole Medie Superiori cittadine e circa trecento ragazzi in un percorso di lettura del testo di Primo Levi Se questo è un uomo. La rappresentazione del testo di Levi propone collegamenti letterari con situazioni e personaggi del ‘900 in un gioco di riferimenti che suggeriscono la collocazione storica e culturale di questo straordinario "verbale di una deposizione da leggersi anche per conto terzi nell’aula di un tribunale". Viene affrontato il tema dell’universo concentrazionario, ma anche il destino dei sopravvissuti e la loro difficoltà ad essere ascoltati e ricordati: in tale direzione abbiamo raccolto una serie di testimonianze che saranno oggetto di discussione al termine della rappresentazione.
Ingresso libero agli spettacoli del mattino.
Prenotazione obbligatoria al Tel. 011/3042808.

25 GENNAIO 2003 ore 17.00 - 18.30 - 20.30
26 GENNAIO 2003 ore 10.30 – 11.30 – 17.00 – 18.30 – 20.30
27 GENNAIO 2003 ore 9.30 – 10.30 – 11.30 - 18.30
28 e 29 GENNAIO 2003 ore 9.30 – 10.30 – 11.30.
SCALO FERROVIARIO DI PORTA MILANO (ex Torino – Ceres), Corso Giulio Cesare/
Via Andreis.
Deportazione, viaggio nella perdita dei diritti umani.
Spettacolo a percorso per attore e ottanta spettatori su un treno di carri bestiame fermo in una stazione ferroviaria. Realizzato da ACTI Teatri Indipendenti per la Città di Torino, con la collaborazione di Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea, ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati), Satti SpA, Trenitalia. Ideato e diretto da Beppe Rosso, insieme a Antonio Cassarà ed Elena Castelli, interpretato da Irene Zagrebelsky.
Il percorso narrativo si snoda attraverso le tappe che condussero alla lenta e inesorabile spoliazione delle vittime, fino alla consunzione estrema. Un viaggio nel viaggio, per fornire gli strumenti e le informazioni necessarie ad aprire la via all’analisi, alla riflessione, al ragionamento. Al termine, la testimonianza di un sopravvissuto ai campi di sterminio delle Associazioni ANED o ANEI arricchisce la rievocazione con la forza della memoria diretta. Mantenere viva la memoria di ciò che è successo, in un tempo non così lontano, nelle nostre città e nelle altre città europee, è non soltanto un atto dovuto nei confronti dei superstiti, ma un processo fondamentale per l’educazione delle nuove generazioni. Riflettere sul passato è un passaggio importante e fondamentale per potersi confrontare con il nostro tormentato e incerto presente, per comprendere ed accettare la diversità, nella difesa dei diritti umani. Attraverso il teatro i giovani incontreranno una storia che in qualche modo gli appartiene, una storia che in forme diverse si ripete in altre parti del mondo anche oggi, una storia del passato che può servire per leggere il presente, per capire, come disse Primo Levi, “con quale facilità il bene possa cedere al male esserne assediato ed infine sommerso”.

Prenotazione al Numero Verde "Città per la Scuola" 800553130
dal lunedi al venerdi, ore 9.00 - 16.00.

Biblioteche Civiche:
BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI (Via Filadelfia, 205 - Tel. 011/3294556).
Dal 21 al 31 GENNAIO 2003, orario: lunedì/venerdì ore 9.00/13.00 - 14.00/19.00;
sabato 9.00/13.00 - 14.00/18.00.
"Triangoli viola". Vittime dimenticate? mostra sulla persecuzione nazista delle minoranze religiose in Germania (1933-1945) con documentazione della Congregazione dei Testimoni di Geova.

Inaugurazione - 20 GENNAIO 2003 ore 18.00.

22 GENNAIO 2003 ore 18.00:
La deportazione e la famiglia,
coordina Giuseppe Topputo partecipano Nedelia Tedeschi, Beppe Berruto e Alberto Bertone.

24 GENNAIO 2003 ore 18.00:
Donne e memoria, incontro con donne torinesi deportate nei lager nazisti, partecipano Natalia Tedeschi, Marisa Scala e Fiamma De Pasquale; Anna Gasco presenta il video "La guerra alla guerra: storie di donne a Torino e in Piemonte tra il 1940 e il 1945"; lettura di testimonianze a cura di Elisabetta Fanzago.

27 GENNAIO 2003 ore 18.00:
La deportazione e la fede, presentazione del video "I testimoni di Geova, saldi di fronte all’attacco nazista".
Coordina Franco Rizzo; partecipano Federico Cereja e Claudio Vercelli.

31 GENNAIO 2003 ore 18.00:
Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo,
a cura del Circolo Pink di Verona, ed. Ombre corte, 2002;
presentazione del libro con Giulio Russo, curatore, Gianfranco Goretti, storico e coautore, Gianni Zardini e Gigi Malaroda.
In collaborazione con il Circolo culturale Gay Lesbico Bisessuale Transgender Maurice.


Circoscrizioni:

CIRCOSCRIZIONE 2 (Via Guido Reni, 102 - Tel. 011/4435200 - 011/4435250).
28 GENNAIO 2003 ore 21.00 (Teatro Agnelli, Via P. Sarpi, 111):
Smemoraz.
Spettacolo della Compagnia "Teatro dell'Angolo" con Barbara Dolza e Stefano Botti.

CIRCOSCRIZIONE 3 (Corso Peschiera, 193 - Tel. 011/4435300).
27 GENNAIO 2003
Treni verso est, un racconto sulla deportazione degli ebrei italiani.
Spettacolo dell'Associazione Culturale TeatrIrrequieti. Angelo Scarafiotti interpreterà brani tratti dalle opere di Primo Levi, Alberto Cavaglion, Mimmo Franzinelli, Carlo Rosselli, Angelo D'Orsi, Simon Wiesenthal.
Ore 11.45 (Istituto Professionale per il Commercio "Valentino Bosso", Via Moretta, 55 - Torino); replica riservata alle scuole superiori
Ore 17.00 (Biblioteca Civica Luigi Carluccio, Via Monte Ortigara, 95 - Torino).
Ore 18.30 (Sala Consiglio della Circoscrizione 3, Corso Peschiera, 193 - Torino).
Ingresso libero.

CIRCOSCRIZIONE 4 (Corso Francia, 192 - Tel. 011/4435451/2/3).
27 GENNAIO 2003 ore 9.30 per le scuole, ore 21.00 per la cittadinanza (Teatro Sant'Anna - Via Brione, 40):
Gli ultimi giorni di James Moll.
Ingresso libero.

CIRCOSCRIZIONE 5 (Via Stradella, 192 - Tel. 011/4435554/55).
1 FEBBRAIO 2003 ore 21.00 (Centro Culturale Principessa Isabella, Via Verolengo, 212).
Coba, la resistenza di un adolescente, incontro a cura della Cooperativa Asteroide B 612.
8 FEBBRAIO 2003 ore 21.00 (Teatro Murialdo, Piazza Chiesa della Salute, 17/b).
Sul Fondo. Da Se questo è un uomo di Primo Levi.
Progetto e spettacolo di Gianni Bissaca con la collaborazione di Roberto Tarasco.

CIRCOSCRIZIONE 6 (Via San Benigno, 22 - Tel. 011/4435636/67).
25 GENNAIO 2003 ore 21.30 (Auditorium del centro culturale Cascina Marchesa, Corso Vercelli, 141 - Torino):
Sefarad, spettacolo a cura dell'Associazione Multiculturale Clubabba, voce recitante Rosalba Legato, musiche originali sefardite eseguite dal gruppo "Le vie dei canti".
Ingresso libero.
31 GENNAIO 2003 ore 21.00
(Auditorium del centro culturale Cascina Marchesa, Corso Vercelli,141).
3 e 4 FEBBRAIO 2003 ore 11.00,
(Auditorium del centro culturale Cascina Marchesa, Corso Vercelli, 141)
Smemoraz, spettacolo della compagnia Teatro dell'Angolo,con Barbara Dolza e Stefano Botti.
Ingresso libero.
Repliche riservate agli studenti degli Istituti Superiori della Circoscrizione 6.

ISTITUTO PIEMONTESE PER LA STORIA della RESISTENZA
e della SOCIETA' CONTEMPORANEA
- Tel. 011/5628836.
3 FEBBRAIO 2003 ore 15.00, (I.T. Industriale "A. Avogadro", Corso San Maurizio, 8):
La Shoah. Un tema per la scuola. Relazioni e laboratori didattici a cura di: Simon Levis Sullam. Università di Venezia
Maria Teresa Sega, Istituto veneto per la storia della Resistenza
Alberto Cavaglion, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea
Francesca Koch, Landis, Bologna.
Il seminario, essendo organizzato da soggetto qualificato per l'aggiornamento DM 270/01, è autorizzato ai sensi dell'art. 14 CCNI 1998/2001 e dispone dell'autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio per il personale scolastico di ogni ordine di scuola.
7 FEBBRAIO 2003 ore 15.30, (Archivio di Stato, Piazza Mollino,1):
seminario di studio intorno al volume di D.Peschanski: "La France des Camps", Paris, Gallimard, 2002. Con l'autore si confronteranno: Carlo S.Capogreco, Fondazione Ferramonti; Marcello Flores, Università di Siena; Luigi Ganapini, Università di Bologna; Lutz Klinkhammer, Istituto Germanico (Roma).

COMUNITA' EBRAICA di Torino (Piazzetta Primo Levi,12 - Tel. 011/658585).
27 GENNAIO 2003 ore 15.00:
Responsabilità individuale e responsabilità collettiva.Tavola rotonda
Pier Paolo Rivello, responsabilità e giustizia.
I processi per i crimini nazisti. Un’analisi storico-giuridica.
David Meghnagi. L’elaborazione del tema della Shoà nella terza generazione.
Moderatore: Anna Bravo.
Ore 18.00:
Inaugurazione della mostra fotografica ”Bikernieki, passato e presente”, la visita alla mostra sarà preceduta da una testimonianza di Enrico Loewenthal.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 GENNAIO 2003 al 9 FEBBRAIO 2003 dalle ore 10.00 alle 12.00 escluso il sabato.

CINEMA MASSIMO SALA TRE (Via Verdi, 18).
21 - 23 GENNAIO 2003:
Memoria dei testimoni e testimonianza delle immagini, rassegna cinematografica organizzata da Goethe Institut, Consiglio Regionale del Piemonte, Comunità Ebraica e Museo Nazionale Cinema.
Ingresso libero.
Per informazioni Tel. 011/5628810, il programma completo è consultabile al sito www.goethe.de/turin

ISTITUTO PROFESSIONALE "A. STEINER"(Lungo Dora Napoli, 25, Tel. 011/4310963)
27 GENNAIO 2003 ore 9.00 - 12.30 (Sala conferenze del Sermig "Arsenale della Pace", Piazza Borgo Dora - Torino):
L'Italia in guerra 1940-1945. La sorte dei militari italiani dopo l'otto settembre.
Convegno a cui partecipano testimoni e vittime dell'Internamento, della Deportazione, della Strage di Cefalonia.
La strage della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù presentazione della mostra fotografica in occasione del 60° anniversario dell'evento.
Il Convegno del 27 GENNAIO sarà preceduto da alcuni seminari di approfondimento.

SCUOLA INTERNAZIONALE EUROPEA ALTIERO SPINELLI (Auditorium, Via Figlie dei Militari, 25 - Tel. 011/8399552)
24 GENNAIO 2003 ore 10.30 e 14.00
25 GENNAIO ore 10.30
27 GENNAIO ore 10.30 e 14.00
28 GENNAIO ore 10.30:
Der Seelenfresser (Il divoratore d’anime).
Spettacolo ispirato alla Storia del III Reich di W.L. Shirer. A cura di Antonio Cassarà con la collaborazione di Paola Biglione, Cesarea Citta, Gianni Giannuzzo, Angela Gorzegno, Rodolfo Passuello, Giuseppina Pisanu, Nicolò Raia, con la collaborazione di: ACTI, Teatri indipendenti, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, Goethe-Institut.
Missionario in Africa, Niemöller, pastore protestante tedesco, ripercorre in un lungo flash back l'ascesa al potere di Hitler di cui è in qualche modo responsabile e vittima. Passerà otto anni fra carcere e campi di concentramento. Sulla narrazione delle sue vicende personali, si innestano quelle di quattro bambini: una rom, un polacco, una tedesca esule in Olanda, un’italiana.
Per prenotazioni La Città per la Scuola 800553130 dal lunedì al venerdì 9.00 - 16.00.

ISITUTO COMMERCIALE "Q.SELLA" (Tel. 011/542470 - Cell. Prof. Pesante 348/5300428)
24 GENNAIO 2003 ore 20.45, (Liceo Alfieri, Corso Dante, 80)
27 GENNAIO 2003 ore 9.00, (Liceo Alfieri, Corso Dante, 80)
27 GENNAIO 2003 ore 14.30 (Teatro Crocetta, Via Piazzi, 25):
Credere, obbedire..:1938-39, spettacolo teatrale.
In una classe del Regio Istituto Tecnico Commerciale “Q. Sella”, circolari del regime fascista e didattica autoritaria si intrecciano in un clima di annientamento delle coscienze. L’allestimento è tratto da circolari scolastiche del periodo fascista e dalla vicenda dell’espulsione dalla scuola italiana, per motivi razziali, della docente Giorgina Levi.

TEATRO DELL' ANGOLO (Teatro Araldo, Via Chiomonte, 3, Tel. 011/331764)
24 - 25 GENNAIO ore 21.15:
G come guerra, rappresentazione teatrale della Compagnia Onda Teatro.
Posto unico Euro 6,50.
21-22-23-24 GENNAIO ore 10.00, spettacoli per le scuole dell'obbligo.
Posto unico Euro 4.00.
26-27 GENNAIO ore 21.15:
Il canto di Marta, rappresentazione teatrale della Compagnia Eduardo.
Posto unico Euro 6,50.
27-28-29 GENNAIO ore 10.00, spettacoli per la scuola dell'obbligo.
Posto unico Euro 4,00.