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CIMITERO MONUMENTALE
27 GENNAIO ore 10.00
Commemorazione e omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti.
TEATRO REGIO
27 GENNAIO ore 21.00
Saluto del Sindaco.
Testimonianza di un ex internato militare – ANEI.
Yonah, spettacolo teatrale, testo e musica di Enrico Fink,
liberamente tratto dal libro di Giona e da “Giona e
il Leviatano” di Giacoma Limentani.
Paolo De Benedetti introdurrà lo spettacolo e illustrerà il
racconto e il significato del libro di Giona.
Per informazioni: Tel. 011/4423205.
27 GENNAIO 2003
Proiezioni cinematografiche a cura di Aiace Torino e Agis
Piemonte.
L’ingresso a tutte le proiezioni è gratuito e libero,
fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per le classi e
i gruppi è indispensabile la prenotazione.
Ogni proiezione sarà preceduta da un messaggio introduttivo
di un testimone e da una breve presentazione a cura di un
docente dell’Aiace.
Per informazioni e prenotazioni:
Numero Verde “La Città per la Scuola”:
800553130 dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 16.00.
CINEMA TEATRO FREGOLI, ore 9.30,
Piazza Santa Giulia, 2 bis; Tel. 011/8179373
Arrivederci ragazzi
di Louis Malle, con Gaspard Manesse, Raphael Fejitö, Francine
Racette, Stanislao Carrè de Malberg (Francia 1987, 103’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Si sa che il film è fondato su un ricordo crudele che il
regista ha conservato per anni, quell’inverno del ’44
in cui le SS prelevarono dal collegio, dove erano rifugiati,
alcuni ragazzi ebrei e l’insegnante che li aiutava.
Morirono nei campi di concentramento. Julien era un ragazzo
di undici anni un po’ presuntuoso, Jean era un tipo
sveglio, più scafato dei suoi coetanei, ma misterioso. Non
perché leggesse i libri proibiti, ma perché c’era qualcosa
di impaurito e di sfuggente nelle sue risposte e nei suoi
atteggiamenti. Può un ragazzo scoprire la persecuzione degli
ebrei e trovare nel mondo adulto una minima ragione? Si aprirà
una voragine di sfiducia e incredulità, vedrà anche i suoi
come diversi e meschini: per esempio il sussiego e l’indifferenza
della madre, un buon esempio di borghesia quasi-collaborazionista
nella Francia occupata. Ma la consapevolezza è raggiunta nelle
scene conclusive: l’ufficiale nazista che fa il sermone
ai ragazzi sui doveri del buon cittadino (di denunciare gli
ebrei) e l’amico catturato come un delinquente dopo
che proprio un’occhiata allarmata di Julien ha affrettato
il riconoscimento. Sono questi gli adulti? Non tutti, il film
è dedicato anche alla memoria di quel prete insegnante che
volle seguire nei lager la sorte dei più infelici tra i suoi
allievi. Stefano Reggiani, “La Stampa”, 19/12/1987.
CINEMA EMPIRE, ore 9.30, Piazza Vittorio Veneto,
5; Tel. 011/8171642.
Jacob il bugiardo
di Peter Kassovitz con Alan Arkin, Robin Williams, Mathieu
Kassovitz, Liev Schreiber, Hannah Taylor Gordon (USA 1999,
119’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Polonia, 1944. Nel ghetto di una piccola cittadina l’ebreo
Jakob, accusato di aver violato il coprifuoco, viene portato
al comando della Gestapo. Lasciato solo in un ufficio, l’uomo
ascolta per caso da una radio che i sovietici hanno raggiunto
Bezanika, una città vicina. Quindi, quasi per miracolo, riesce
a uscire dal comando e a tornare nel ghetto. Per lui e per
i suoi compagni di sventura, stremati dagli stenti e privi
di qualunque informazione sull’andamento della guerra
(nel ghetto è vietato possedere e ascoltare la radio), quella
dell’avanzata russa è una grande notizia. E Jacob non
vede l’ora di comunicarla a tutti. Ma c’è un problema:
se racconta come l’ha appresa, cioè da una radio al
comando, Jakob rischia di essere considerato una spia, visto
che nessun ebreo è mai sopravvissuto a una visita a quegli
uffici. Decide così di raccontare la verità (i russi stanno
arrivando) e una bugia: l’ha sentito dalla radio che
nasconde in casa. Da quel momento la notizia fa il giro del
ghetto risollevando il morale di uomini e donne, rinforzati
nelle loro speranze da Jakob, che s’inventa successi
sempre più clamorosi degli alleati e perdite sempre più gravi
dei tedeschi. Valeria Gandus, “Panorama”, 18/11/1999.
CINEMA ESEDRA, ore 9.30, Via Bagetti, 30; Tel.
011/4337474.
Jona che visse nella balena
di Roberto Faenza, con Juliette Aubrey, Jean-Hugues Anglade,
Luke Petterson, Jenner Del Vecchio (Italia/Francia 1993, 96’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Tratto dal libro autobiografico di Jona Oberski “Anni
d'infanzia”, Jona che visse nella balena racconta la
prigionia e la deportazione della famiglia di un piccolo ebreo
olandese nel campo di Bergen-Belsen: uno dei lager in cui
venivano concentrati ebrei di nazioni neutrali, destinati
a servire da merce di scambio con i soldati tedeschi prigionieri.
In teoria i reclusi avrebbero dovuto ricevervi un trattamento
più “umano”; in realtà la loro sorte non era molto
diversa da quella di tutte le vittime dell'Olocausto tra fame,
umiliazioni e continuo pericolo di morte. Max e Anna, i genitori
del ragazzo, vi perderanno entrambi la vita, ma Jona, come
il suo omonimo biblico, riuscirà alla fine a emergere dal
ventre della balena. Il riferimento alla storia di Giona è
molto più che una pura similitudine: Jona che visse nella
balena, infatti, è un esemplare racconto di “seconda
nascita”. Ecco perché tutta la tragedia dell'Olocausto
è filtrata dal punto di vista del piccolo protagonista e le
sue reazioni sono rigorosamente infantili. Sovrastato da eventi
incomprensibili per lui, Jona ne svela in definitiva la profonda
incomprensibilità, riuscendo a riaccendere il nostro sdegno
per l’Olocausto senza ricorrere mai a ricatti sentimentali.
Roberto Nepoti, “La Repubblica”, 4/4/1993.
CINEMA CENTRALE, ore 9.30; ore 15.30, Via Carlo
Alberto, 27; Tel.011/540110.
Monsieur Batignole
di Gérard Jugnot, con Michèle Garcia, Gérard Jugnot, Alexia
Portal, Jean-Paul Rouve, Jule Citruk (Francia 2002, 101').
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
L’orrore può avere anche il volto gioviale di Monsieur
Batignole, un salumiere che nella Parigi del ‘42 occupata
dai nazisti se la cava piuttosto bene. Con il fratello che
gli manda la roba dalla campagna, il negoziante ha sempre
la dispensa rifornita; e quanto al resto, pur non coltivando
nessuna simpatia per i “crucchi”, il suo motto
è evitare grane. Così quando su spiata del fidanzato di sua
figlia, un viscido collaborazionista, gli arrestano sotto
il naso una famigliola di agiati ebrei, i Bernstein, Batignole
preferisce chiudere un occhio e far finta di niente. Una sera
però batte alla sua porta Simone, il più piccolo dei Bernstein
che è riuscito a scappare, e Batignole non ha il coraggio
di mandarlo via. Mentre il bimbo viene raggiunto da due cuginette
anche loro sfuggite alla razzia e i problemi si complicano
creando situazioni comico-drammatiche, l´uomo sente affiorare
suo malgrado la voce della coscienza. . Senza avere la pretesa
di rinnovare il genere o di rifare la storia, la commedia
scivola via fra ironia e tenerezza verso un finale di speranza,
ma non ti fa mai dimenticare che se dietro i pochi scampati
c’è un esercito di milioni di morti la colpa è anche,
e soprattutto, dell´indifferenza. Alessandra Levantesi, “La
Stampa”, 14/10/2002.
CINEMA DUE GIARDINI SALA OMBRE ROSSE ore 9.30,
Via Monfalcone, 62;Tel 011/3272214.
Train de vie
di Radu Mihaileanu, con Lionel Abelanski, Rufus, Clément Arari,
Michel Muller, Agathe de la Fontaine, Johan Leysen (Francia
1998, 101’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
Se mentre lo state vedendo Train de vie vi sembra troppo
buonista, aspettate l'ultima inquadratura: quando un monologo
in primo piano di Lionel Abelanski, che impersona lo scemo
del villaggio, rivolta la frittata immettendo una massiccia
dose d'amaro nel contesto dolcificato del film. Siamo nel
‘41 e in un paesotto del Centroeuropa il suddetto scemo
porta la notizia che stanno arrivando i nazisti per rastrellare
gli abitanti. Che fare? Qualcuno tira fuori l'idea geniale:
«Ci deportiamo da soli?». Ovvero: ci fingiamo prigionieri
dei nazisti, su un convoglio allestito da noi come se fosse
adibito al trasporto verso il lager e travestiamo alcuni da
militari tedeschi. Destinazione, ovviamente, Israele. Il regista
e autore romeno-francesizzato Radu Mihaileanu manda avanti
il racconto a un ritmo reso indiavolato dagli inconfondibili
ritmi balcanici di Goran Bregovic, il musicista di Kusturica.
Nel moderno Exodus gli incidenti si susseguono spesso esilaranti,
talvolta esuberanti, in uno stile che sta fra "Il violinista
sul tetto" e "Vogliamo vivere" di Lubitsch. L'insieme è traboccante
di simpatia e suscitatore di vera commozione fra il pubblico.
Applausi fragorosi alla Mostra di Venezia. Tullio Kezich,
“Corriere della Sera”, 29/1/1999.
CINEMA ELISEO BLU ore 9.30, Piazza Sabotino; Tel.011/4475241.
L’ultimo treno
di Yurek Bogayevicz con Willem Dafoe, Haley Joel Osment, Liam
Hess, Richard Banel, Ola Frycz, Malgorzata Foremniak (USA
2001, 95’).
Adatto alle scuole medie inferiori e superiori.
La storia che Bogayevicz narra riguarda una comunità rurale
che vive ai margini del fuoco dei cannoni e dei forni crematori.
I nazisti ci sono, ma si vedono poco. La presenza dei lager
è rappresentata sotto forma di un treno che ogni notte transita
con il suo carico di umanità compressa, e comunque quei convogli
si dirigono altrove. Protagonisti del film sono, soprattutto,
i ragazzi di questo paesino vicino Cracovia. Non devono trovar
riparo dalle bombe che cascano dal cielo, e nemmeno vivono
all'interno del filo spinato di un lager. Potrebbero, quindi,
rimanere illesi e invece vengono travolti anche loro da una
forma di imbarbarimento generale. L'originalità e il merito
de "L'ultimo treno" sta dunque nel mostrare che la follia
omicida colpì un'intera umanità poiché anche in assenza di
bombardamenti e con i lager situati a una distanza relativa,
furono commessi crimini orribili. Bogayevicz non fa riferimento
in modo diretto ai campi di concentramento e ai teatri di
guerra, ma piuttosto a quei luoghi posti ai margini del conflitto,
là dove i nazisti operarono certamente il loro malefico potere
e dove, tuttavia, ci sarebbe stata ancora la possibilità di
solidarizzare e così non fu. Mazzino Montinari.
CINEMA ADUA 200, ore 9.30, Corso Giulio Cesare,
67; Tel 011/856521.
Comedian Harmonists
di Joseph Vilsmaier con Heino Ferch, Ulrich Noethen, Max Tidof
(Germania 1997, 126').
Adatto alle scuole medie superiori.
Comedian Harmonists è il nome, autentico, di un quintetto vocale
che furoreggiò per alcuni anni nella Germania pre-hitleriana,
finché il regime nazista - in imbarazzo perché tre dei cinque
cantanti erano ebrei - ne decise d'imperio lo scioglimento.
Tutto comincia nel 1927, quando lo studente di recitazione
Harry Frommermann pensa di formare un gruppo vocale ritagliato
sullo stile degli americani The Revellers. All'inizio nessuno
crede in quel piccolo ebreo dallo sguardo vivace, ma Frommermann
non si arrende: per la sua «orchestra vocale» ingaggia il
tedesco Robert Biberti, l'apolide polacco Roman Cycowski,
il playboy poliglotta Abraham Collin, l'ex ufficiale bulgaro
Ari Leschnikoff, il pianista Erwin Bootz, e con loro debutta
a teatro. Un successo fulmineo, che nel giro di pochi mesi
li porta in vetta alle classifiche di vendita. Tournée in
Francia, Italia, Inghilterra, perfino a New York, guadagni
per 50mila marchi all'anno. Alla maniera americana, Comedian
Harmonists racconta la fatica degli inizi, la sbornia del
successo, le rivalità amorose e il parallelo imporsi nel nazismo.
«Siamo pur sempre in Germania, qui regna l'ordine e la saggezza»,
minimizza uno di loro, e invece sappiamo come andarono le
cose. Michele Anselmi, “L’Unità”, 29/1/2000.
CINEMA FRATELLI MARX SALA GROUCHO, ore 9.30 - ore
15,30, Corso Belgio, 53; Tel.011/8121410.
Gli ultimi giorni
di James Moll (USA/GB 1998, 87’).
Adatto alle scuole medie superiori.
Gli ultimi giorni s'intitola così non solo perché parla
degli ultimi giorni di così tante persone innocenti - gli
uomini, le donne, i bambini della comunità ebraica ungherese
trasportati nei campi nazisti e fatti atrocemente morire -
ma anche perché (a prova ulteriore della sinistra follia di
cui furono vittime) quelli erano anche gli ultimi giorni o
quanto meno gli ultimi mesi della guerra. I nazisti, pur consapevoli
che le cose stavano per loro volgendo al peggio, determinati
nella loro folle ossessione, in sole otto settimane del 1944
lanciarono un genocidio su vasta scala contro gli ebrei ungheresi.
Sullo sfondo di quei tragici mesi il film ci parla di Eichmann
e dei Sonderkommandos, che organizzarono minuziosamente il
loro piano di sterminio, così come del lavoro frenetico di
Raoul Wallenberg, il diplomatico svedese che riuscì a salvare
migliaia di persone creando una serie di rifugi e mandandoli
in Svezia con falsi passaporti diplomatici. A lasciare il
segno sono soprattutto le storie dei cinque testimoni scelti
da Moll e le immagini del loro ritorno in patria, alla ricerca
di un mondo scomparso, di memorie cancellate, di identità
perdute. Irene Bignardi, “La Repubblica”, 25/10/1999.
CINEMA CHARLIE CHAPLIN 2, ore 9.30, Via Garibaldi,
32/e; Tel. 011/4360723.
Verso Oriente - Kedma
di Amos Gitai, con Andrei Kashkar, Liron Levo, Helena Yaralova,
Yaël Abecassis, Juliano Mer (Israele/Italia/Francia 2002,
100').
Adatto alle scuole medie superiori.
Una vecchia nave da carico lenta e rugginosa trasporta
in Palestina ebrei d’Europa scampati allo sterminio
nazista, gente ferita, mutilata, desolata, gravata da troppi
ricordi atroci, in cerca di una patria, della Terra Promessa.
Prima ancora di nascere, lo Stato d´Israele presenta i suoi
due volti: l´aspetto militare e la faccia della memoria, non
soltanto del dolore ma anche della speranza. È doppio anche
il monologo che conclude il film. Un ebreo scampato allo sterminio
piange la diaspora («Milioni di persone, un popolo intero
che decide di tuffarsi nella pazzia più totale! Va avanti
da più di duemila anni! Duemila anni, ci pensi? Che popolo
incredibile! Che popolo... spaventoso!»); un vecchio palestinese
grida la resistenza («Qui resteremo, qui, malgrado voi, fermi
come un muro! Non ce ne andremo mai!... Scriveremo poesie,
riempiremo le strade con le nostre immense manifestazioni
e i nostri figli si ribelleranno, generazione dopo generazione»).
Il film del regista israeliano cinquantenne già autore di
Kadosh e Kippur, racconta magnificamente gli scontri nel paesaggio
arido, ostile e bellissimo, le vicende individuali, le personalità
alterate dai disastri della guerra. Lietta Tornabuoni, “La
Stampa”, 9/6/2002.
CINEMA FRATELLI MARX, ore 18.00, Corso Belgio,
53; Tel. 011/8121410.
The Believer
di Henry Bean, con Ryan Gosling, Billy Zane,Theresa Russell,
Summer Phoenix (USA 2001, 98’).
Adatto alle scuole medie superiori.
È una storia vera, ma quando la realtà supera l'immaginazione
si fa sempre un po' fatica ad accettarla al cinema. Rabbioso
e di paranoica determinatezza, Danny è un violento ragazzo
ebreo che ha sposato la causa neo-nazista. È difficile sintonizzarsi
con l'aggressività sanguinosa delle prime immagini, il fiato
pompato di un giovane perbene e la loquela leaderistica di
un estremista che è anche raffinato studente della Torah,
fascinatore di rabbini e figlio insoddisfatto, torbido e castrato.
È la contraddizione, il soggetto del film. E Dio sa quanto
è vera questa magnifica ossessione dei nostri tempi. Si può
essere i carnefici della propria identità? Visto da questo
punto di vista, e aiutati dalla spavalda e insieme misurata
interpretazione di Ryan Gosling, questo diventa un film illuminante
sul paradosso di un'epoca che dimentica perché dimenticare
è, tragicamente, al di là di tutte le epoche, nei cromosomi
delle società che si succedono e dei tempi che si divorano.
Il regista, che ha vinto al Sundance Film Festival, prepara
il progetto da 20 anni. Per riflettere. Ma anche per ricordare.
Silvio Danese, “Il Giorno”, 14/2/2002.
CINEMA CENTRALE, ore 18.00, Via Carlo Alberto,
27; Tel.011/540110.
Uno specialista - Ritratto di un criminale moderno
di Eyal Silvan (Francia/Germania/Belgio/Israele/Austria 1998,
125').
Adatto alle scuole medie superiori.
Il film Uno specialista, sintesi delle 114 sedute del processo
contro Adolf Eichmann svoltosi a Gerusalemme tra l'aprile
e il dicembre del ‘61, viene incontro all'esigenza di
una rilettura dell'Olocausto. Videoregistrato all'epoca dall'americano
Leo Hurwitz (1909-1991), il materiale fu da lui utilizzato
per il film tv "Verdict for Tomorrow". Ora gli animosi israeliani
Rony Brauman e Eyal Sivan hanno editato le 350 ore delle cassette
reperibili in una secca successione di tredici scene. Nella
tragedia mancano il prologo e l'epilogo. Ovvero la caccia
durata tre lustri al latitante colonnello delle SS, nascosto
a Buenos Aires con nome falso e passaporto vaticano; e gli
eventi successivi: l'appello che il 28 marzo ‘62 confermò
la condanna e la conseguente impiccagione (31 maggio). Nella
sua gabbia di cristallo il boia sembra più un burocrate sottoposto
a indagine amministrativa che un assassino di massa. Inappuntabilmente
formale, si alza in piedi per rispondere a ogni domanda, consulta
fasci di documenti, prende appunti e ribadisce che come soldato
era tenuto a obbedire. Uno specialista non è uno spettacolo,
ma la verità nuda e cruda: e a definitiva confutazione delle
tesi negazioniste, esprime quella che nel suo libro Hannah
Arendt chiama “La banalità del male”. Tullio Kezich,
“Corriere della Sera” 27/11/1999.
27
e 29 GENNAIO 2003, ore 15.30 e ore 17.00.
CINEMA MASSIMO, Via Verdi,
18 - Tel 011/8125606 - Museo Nazionale del Cinema - Fondazione
M.A. Prolo.
Storie di lotta e deportazione
regia di Giovanna Boursier e Pier Milanese; montaggio di Monica
Affatato. Coordinamento e supervisione di Paola Olivetti,
con la collaborazione di Doris Felsen Escojido e Anna Segre.
Betacam, 75’.
Il Video è stato realizzato dall’Archivio Nazionale
Cinematografico della Resistenza, con il contributo e la partecipazione
della Provincia di Torino e della Città di Torino. Questo
programma nasce dalla collaborazione dell’Archivio con
la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, costituita
a Los Angeles da Steven Spielberg, che ha raccolto in 57 paesi
più di 50.000 interviste a testimoni che hanno vissuto l’esperienza
della persecuzione nazista e fascista, della deportazione,
dello sterminio. Il montaggio realizzato è incentrato sull’esperienza
piemontese e delle molte drammatiche storie saranno proposti
solo alcuni frammenti, integrati da materiale originale di
archivio. Dai ricordi di vita ebraica negli anni Venti e Trenta,
attraverso la sconvolgente frattura delle leggi razziali del
1938 e al periodo incerto della guerra, si arriva agli anni
1943/45, quando la persecuzione assume il volto della volontà
di sterminio e i destini drammaticamente si divaricano: chi
viene deportato, chi riesce in qualche modo a nascondersi
e a fuggire, chi sceglie la strada della Resistenza.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni:Archivio Nazionale Cinematografico della
Resistenza:Tel. 011/539274.
22 GENNAIO 2003 ore 21.00 - 23 e 24 GENNAIO 2003 ore 10.00
e ore 21.00.
TEATRO AGNELLI, Via Paolo
Sarpi, 111.
Sul fondo
tratto da "Se questo è un uomo" di Primo Levi con Gianni Bissaca,
progetto di Gianni Bissaca, con la collaborazione di Roberto
Tarasco.
Lo spettacolo è stato prodotto dalla Città di Torino come
sviluppo di un progetto più articolato sul tema della Memoria.
Il Progetto ha coinvolto le Scuole Medie Superiori cittadine
e circa trecento ragazzi in un percorso di lettura del testo
di Primo Levi Se questo è un uomo. La rappresentazione del
testo di Levi propone collegamenti letterari con situazioni
e personaggi del ‘900 in un gioco di riferimenti che
suggeriscono la collocazione storica e culturale di questo
straordinario "verbale di una deposizione da leggersi anche
per conto terzi nell’aula di un tribunale". Viene affrontato
il tema dell’universo concentrazionario, ma anche il
destino dei sopravvissuti e la loro difficoltà ad essere ascoltati
e ricordati: in tale direzione abbiamo raccolto una serie
di testimonianze che saranno oggetto di discussione al termine
della rappresentazione.
Ingresso libero agli spettacoli del mattino.
Prenotazione obbligatoria al Tel. 011/3042808.
25
GENNAIO 2003 ore 17.00 - 18.30 - 20.30
26 GENNAIO 2003 ore 10.30 – 11.30 – 17.00 –
18.30 – 20.30
27 GENNAIO 2003 ore 9.30 – 10.30 – 11.30 - 18.30
28 e 29 GENNAIO 2003 ore 9.30 – 10.30 – 11.30.
SCALO FERROVIARIO DI PORTA MILANO (ex Torino –
Ceres), Corso Giulio Cesare/
Via Andreis.
Deportazione, viaggio nella perdita dei diritti umani.
Spettacolo a percorso per attore e ottanta spettatori su
un treno di carri bestiame fermo in una stazione ferroviaria.
Realizzato da ACTI Teatri Indipendenti per la Città di Torino,
con la collaborazione di Istituto piemontese per la storia
della resistenza e della società contemporanea, ANED (Associazione
Nazionale Ex Deportati), ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati),
Satti SpA, Trenitalia. Ideato e diretto da Beppe Rosso, insieme
a Antonio Cassarà ed Elena Castelli, interpretato da Irene
Zagrebelsky.
Il percorso narrativo si snoda attraverso le tappe che condussero
alla lenta e inesorabile spoliazione delle vittime, fino alla
consunzione estrema. Un viaggio nel viaggio, per fornire gli
strumenti e le informazioni necessarie ad aprire la via all’analisi,
alla riflessione, al ragionamento. Al termine, la testimonianza
di un sopravvissuto ai campi di sterminio delle Associazioni
ANED o ANEI arricchisce la rievocazione con la forza della
memoria diretta. Mantenere viva la memoria di ciò che è successo,
in un tempo non così lontano, nelle nostre città e nelle altre
città europee, è non soltanto un atto dovuto nei confronti
dei superstiti, ma un processo fondamentale per l’educazione
delle nuove generazioni. Riflettere sul passato è un passaggio
importante e fondamentale per potersi confrontare con il nostro
tormentato e incerto presente, per comprendere ed accettare
la diversità, nella difesa dei diritti umani. Attraverso il
teatro i giovani incontreranno una storia che in qualche modo
gli appartiene, una storia che in forme diverse si ripete
in altre parti del mondo anche oggi, una storia del passato
che può servire per leggere il presente, per capire, come
disse Primo Levi, “con quale facilità il bene possa
cedere al male esserne assediato ed infine sommerso”.
Prenotazione al Numero Verde "Città per la Scuola" 800553130
dal lunedi al venerdi, ore 9.00 - 16.00.
Biblioteche
Civiche:
BIBLIOTECA CIVICA VILLA
AMORETTI (Via Filadelfia, 205
- Tel. 011/3294556).
Dal 21 al 31 GENNAIO 2003, orario: lunedì/venerdì ore 9.00/13.00
- 14.00/19.00;
sabato 9.00/13.00 - 14.00/18.00.
"Triangoli viola". Vittime dimenticate? mostra sulla
persecuzione nazista delle minoranze religiose in Germania
(1933-1945) con documentazione della Congregazione dei Testimoni
di Geova.
Inaugurazione
- 20 GENNAIO 2003 ore 18.00.
22
GENNAIO 2003 ore 18.00:
La deportazione e la famiglia,
coordina Giuseppe Topputo partecipano Nedelia Tedeschi, Beppe
Berruto e Alberto Bertone.
24
GENNAIO 2003 ore 18.00:
Donne e memoria, incontro con donne torinesi deportate
nei lager nazisti, partecipano Natalia Tedeschi, Marisa Scala
e Fiamma De Pasquale; Anna Gasco presenta il video "La guerra
alla guerra: storie di donne a Torino e in Piemonte tra il
1940 e il 1945"; lettura di testimonianze a cura di Elisabetta
Fanzago.
27
GENNAIO 2003 ore 18.00:
La deportazione e la fede, presentazione del video
"I testimoni di Geova, saldi di fronte all’attacco nazista".
Coordina Franco Rizzo; partecipano Federico Cereja e Claudio
Vercelli.
31
GENNAIO 2003 ore 18.00:
Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali
durante il nazismo e il fascismo,
a cura del Circolo Pink di Verona, ed. Ombre corte, 2002;
presentazione del libro con Giulio Russo, curatore, Gianfranco
Goretti, storico e coautore, Gianni Zardini e Gigi Malaroda.
In collaborazione con il Circolo culturale Gay Lesbico Bisessuale
Transgender Maurice.
Circoscrizioni:
CIRCOSCRIZIONE 2 (Via Guido Reni, 102 - Tel. 011/4435200
- 011/4435250).
28 GENNAIO 2003 ore 21.00 (Teatro Agnelli, Via P. Sarpi, 111):
Smemoraz.
Spettacolo della Compagnia "Teatro dell'Angolo" con Barbara
Dolza e Stefano Botti.
CIRCOSCRIZIONE 3 (Corso Peschiera, 193 - Tel. 011/4435300).
27 GENNAIO 2003
Treni verso est, un racconto sulla deportazione degli
ebrei italiani.
Spettacolo dell'Associazione Culturale TeatrIrrequieti. Angelo
Scarafiotti interpreterà brani tratti dalle opere di Primo
Levi, Alberto Cavaglion, Mimmo Franzinelli, Carlo Rosselli,
Angelo D'Orsi, Simon Wiesenthal.
Ore 11.45 (Istituto Professionale per il Commercio "Valentino
Bosso", Via Moretta, 55 - Torino); replica riservata alle
scuole superiori
Ore 17.00 (Biblioteca Civica Luigi Carluccio, Via Monte Ortigara,
95 - Torino).
Ore 18.30 (Sala Consiglio della Circoscrizione 3, Corso Peschiera,
193 - Torino).
Ingresso libero.
CIRCOSCRIZIONE 4 (Corso Francia, 192 - Tel. 011/4435451/2/3).
27 GENNAIO 2003 ore 9.30 per le scuole, ore 21.00 per la cittadinanza
(Teatro Sant'Anna - Via Brione, 40):
Gli ultimi giorni di James Moll.
Ingresso libero.
CIRCOSCRIZIONE 5 (Via Stradella, 192 - Tel. 011/4435554/55).
1 FEBBRAIO 2003 ore 21.00 (Centro Culturale Principessa Isabella,
Via Verolengo, 212).
Coba, la resistenza di un adolescente, incontro a cura
della Cooperativa Asteroide B 612.
8 FEBBRAIO 2003 ore 21.00 (Teatro Murialdo, Piazza Chiesa
della Salute, 17/b).
Sul Fondo. Da Se questo è un uomo di Primo Levi.
Progetto e spettacolo di Gianni Bissaca con la collaborazione
di Roberto Tarasco.
CIRCOSCRIZIONE 6 (Via San Benigno, 22 - Tel. 011/4435636/67).
25 GENNAIO 2003 ore 21.30 (Auditorium del centro culturale
Cascina Marchesa, Corso Vercelli, 141 - Torino):
Sefarad, spettacolo a cura dell'Associazione Multiculturale
Clubabba, voce recitante Rosalba Legato, musiche originali
sefardite eseguite dal gruppo "Le vie dei canti".
Ingresso libero.
31 GENNAIO 2003 ore 21.00
(Auditorium del centro culturale Cascina Marchesa, Corso Vercelli,141).
3 e 4 FEBBRAIO 2003 ore 11.00,
(Auditorium del centro culturale Cascina Marchesa, Corso Vercelli,
141)
Smemoraz, spettacolo della compagnia Teatro dell'Angolo,con
Barbara Dolza e Stefano Botti.
Ingresso libero.
Repliche riservate agli studenti degli Istituti Superiori
della Circoscrizione 6.
ISTITUTO PIEMONTESE PER LA STORIA della RESISTENZA
e della SOCIETA' CONTEMPORANEA
- Tel. 011/5628836.
3 FEBBRAIO 2003 ore 15.00, (I.T. Industriale "A. Avogadro",
Corso San Maurizio, 8):
La Shoah. Un tema per la scuola. Relazioni e laboratori
didattici a cura di: Simon Levis Sullam. Università di Venezia
Maria Teresa Sega, Istituto veneto per la storia della Resistenza
Alberto Cavaglion, Istituto piemontese per la storia della
Resistenza e della società contemporanea
Francesca Koch, Landis, Bologna.
Il seminario, essendo organizzato da soggetto qualificato
per l'aggiornamento DM 270/01, è autorizzato ai sensi dell'art.
14 CCNI 1998/2001 e dispone dell'autorizzazione alla partecipazione
in orario di servizio per il personale scolastico di ogni
ordine di scuola.
7 FEBBRAIO 2003 ore 15.30, (Archivio di Stato, Piazza Mollino,1):
seminario di studio intorno al volume di D.Peschanski:
"La France des Camps", Paris, Gallimard, 2002. Con l'autore
si confronteranno: Carlo S.Capogreco, Fondazione Ferramonti;
Marcello Flores, Università di Siena; Luigi Ganapini, Università
di Bologna; Lutz Klinkhammer, Istituto Germanico (Roma).
COMUNITA' EBRAICA di Torino (Piazzetta Primo Levi,12
- Tel. 011/658585).
27 GENNAIO 2003 ore 15.00:
Responsabilità individuale e responsabilità collettiva.Tavola
rotonda
Pier Paolo Rivello, responsabilità e giustizia.
I processi per i crimini nazisti. Un’analisi storico-giuridica.
David Meghnagi. L’elaborazione del tema della Shoà nella
terza generazione.
Moderatore: Anna Bravo.
Ore 18.00:
Inaugurazione della mostra fotografica ”Bikernieki,
passato e presente”, la visita alla mostra sarà
preceduta da una testimonianza di Enrico Loewenthal.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 GENNAIO 2003 al 9
FEBBRAIO 2003 dalle ore 10.00 alle 12.00 escluso il sabato.
CINEMA MASSIMO SALA TRE (Via Verdi, 18).
21 - 23 GENNAIO 2003:
Memoria dei testimoni e testimonianza delle immagini,
rassegna cinematografica organizzata da Goethe Institut, Consiglio
Regionale del Piemonte, Comunità Ebraica e Museo Nazionale
Cinema.
Ingresso libero.
Per informazioni Tel. 011/5628810, il programma completo è
consultabile al sito www.goethe.de/turin
ISTITUTO PROFESSIONALE "A. STEINER"(Lungo Dora
Napoli, 25, Tel. 011/4310963)
27 GENNAIO 2003 ore 9.00 - 12.30 (Sala conferenze del Sermig
"Arsenale della Pace", Piazza Borgo Dora - Torino):
L'Italia in guerra 1940-1945. La sorte dei militari italiani
dopo l'otto settembre.
Convegno a cui partecipano testimoni e vittime dell'Internamento,
della Deportazione, della Strage di Cefalonia.
La strage della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù presentazione
della mostra fotografica in occasione del 60° anniversario
dell'evento.
Il Convegno del 27 GENNAIO sarà preceduto da alcuni seminari
di approfondimento.
SCUOLA INTERNAZIONALE EUROPEA ALTIERO SPINELLI
(Auditorium, Via Figlie dei Militari, 25 - Tel. 011/8399552)
24 GENNAIO 2003 ore 10.30 e 14.00
25 GENNAIO ore 10.30
27 GENNAIO ore 10.30 e 14.00
28 GENNAIO ore 10.30:
Der Seelenfresser (Il divoratore d’anime).
Spettacolo ispirato alla Storia del III Reich di W.L. Shirer.
A cura di Antonio Cassarà con la collaborazione di Paola Biglione,
Cesarea Citta, Gianni Giannuzzo, Angela Gorzegno, Rodolfo
Passuello, Giuseppina Pisanu, Nicolò Raia, con la collaborazione
di: ACTI, Teatri indipendenti, Istituto piemontese per la
storia della Resistenza e della società contemporanea, Goethe-Institut.
Missionario in Africa, Niemöller, pastore protestante tedesco,
ripercorre in un lungo flash back l'ascesa al potere di Hitler
di cui è in qualche modo responsabile e vittima. Passerà otto
anni fra carcere e campi di concentramento. Sulla narrazione
delle sue vicende personali, si innestano quelle di quattro
bambini: una rom, un polacco, una tedesca esule in Olanda,
un’italiana.
Per prenotazioni La Città per la Scuola 800553130 dal lunedì
al venerdì 9.00 - 16.00.
ISITUTO COMMERCIALE "Q.SELLA" (Tel. 011/542470
- Cell. Prof. Pesante 348/5300428)
24 GENNAIO 2003 ore 20.45, (Liceo Alfieri, Corso Dante, 80)
27 GENNAIO 2003 ore 9.00, (Liceo Alfieri, Corso Dante, 80)
27 GENNAIO 2003 ore 14.30 (Teatro Crocetta, Via Piazzi, 25):
Credere, obbedire..:1938-39, spettacolo teatrale.
In una classe del Regio Istituto Tecnico Commerciale “Q.
Sella”, circolari del regime fascista e didattica autoritaria
si intrecciano in un clima di annientamento delle coscienze.
L’allestimento è tratto da circolari scolastiche del
periodo fascista e dalla vicenda dell’espulsione dalla
scuola italiana, per motivi razziali, della docente Giorgina
Levi.
TEATRO DELL' ANGOLO (Teatro Araldo, Via Chiomonte,
3, Tel. 011/331764)
24 - 25 GENNAIO ore 21.15:
G come guerra, rappresentazione teatrale della Compagnia
Onda Teatro.
Posto unico Euro 6,50.
21-22-23-24 GENNAIO ore 10.00, spettacoli per le scuole dell'obbligo.
Posto unico Euro 4.00.
26-27 GENNAIO ore 21.15:
Il canto di Marta, rappresentazione teatrale della
Compagnia Eduardo.
Posto unico Euro 6,50.
27-28-29 GENNAIO ore 10.00, spettacoli per la scuola dell'obbligo.
Posto unico Euro 4,00.
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