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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

 punto elenco Scuola e leggi razziali  punto elenco Introduzione alle interviste

Introduzione ai materiali
di Barbara Berruti

Tra il 1982 e il 1985 è stata condotta dall'Università di Torino in collaborazione con l'Aned (Associazione nazionale ex deportati) una campagna di interviste a reduci dai campi di concentramento e di sterminio nazisti residenti in Piemonte. In tre anni sono state raccolte 219 testimonianze a deportati politici e razziali: queste sono state registrate su audiocassette e in seguito sbobinate, per un totale di circa 10.000 pagine. Nell'intenzione dei promotori le testimonianze non dovevano limitarsi al racconto dell'esperienza concentrazionaria, ma restituire delle "Storie di vita". È così possibile oggi rintracciare all'interno di quell'archivio percorsi biografici complessi che restituiscono memorie di guerra, di resistenza e di persecuzione razziale. [Per maggiori informazioni sull'Archivio della Deportazione piemontese, consulta la pagina corrispondente di Archos].

Tra le varie testimonianze, abbiamo estratto due memorie di donne che insistono con particolare attenzione sugli effetti immediati della legislazione antiebraica poiché per entrambe è centrale nel racconto autobiografico la percezione che le rispettive tragedie personali e familiari abbiano avuto inizio non tanto con la guerra ma con l'entrata in vigore delle leggi razziali.

La prima intervista è a Elena Recanati (Torino, 1922-1984), figlia di un ebrea tedesca e di un ufficiale italiano, ultima di 5 fratelli, frequenta il liceo classico Vittorio Alfieri fino alla seconda liceo quando è costretta ad abbandonare la scuola per ragioni razziali. Anche i fratelli perdono i loro impieghi. Il trauma è per lei molto forte. Nel 1940 il padre decide di emigrare con tutta la famiglia in Argentina ma Elena non li segue perché sceglie di sposare il suo primo amore, Guido Foà, conosciuto negli anni del ginnasio, con il quale torna a Torino. Sfollata con il marito e con il suocero a Feletto, il 9 agosto del 1944 viene arrestata con tutti loro e con il figlio di 9 mesi dalla Xª Mas. Il figlio viene messo fortunosamente in salvo durante la detenzione alle Nuove, Elena torna da Auschwitz, mentre il marito e il suocero non fanno ritorno.

La seconda intervista è a Enrica Jona (Asti, 1910-2000), figlia di ebrei piemontesi, prima di cinque fratelli, viene allontanata dall'insegnamento a causa delle leggi razziali. Il più piccolo e il più promettente dei suoi fratelli, Lino Jona, rivela un'acuta e precoce percezione della complessiva portata della legislazione antiebraica e negli anni della guerra si dedica con passione ad aiutare gli ebrei stranieri internati nei paesi dell'Astigiano fino alla morte improvvisa, avvenuta il 18 dicembre del 1942. [Sulla figura di Lino Jona consulta il sito dell’Istoreto].
Enrica viene arrestata ad Asti il 25 maggio 1944 e poi trasferita a Fossoli e di qui deportata ad Auschwitz il 26 giugno 1944. Sopravvive. Il 27 maggio 1944 avviene l’arresto dei genitori, Olga Levi ed Leopoldo Ezechia Jona che sono uccisi ad Auschwitz all'arrivo del trasporto il 2 agosto 1944. Le sorelle Elda e Laura riescono a trovare rifugio presso dei contadini e a salvarsi, così come il fratello Donato, entrato nella Resistenza.

Nel corso del 2005 è stata poi registrata una serie di video-interviste per la realizzazione dell’allestimento interattivo permanente, a cura dell’Istoreto, “Torino 38-48. Dalle leggi razziali alla Costituzione”, dedicato alla storia di Torino dall’introduzione delle leggi razziali fino alla Liberazione e all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. L’allestimento è collocato al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Le interviste riguardano testimonianze sui luoghi della città significativi per la storia del periodo, collegate all’interno del percorso espositivo. Tra di esse ne proponiamo due, rilasciate da Aldo Zargani e da Giorgina Arian Levi, che contengono riferimenti al tema delle leggi razziali.

Per ascoltare e leggere integralmente le interviste a uomini e donne deportati per ragioni razziali è necessario venire presso la sede Istoreto, in via del Carmine 3 a Torino. Il senso complessivo del lavoro svolto attraverso le interviste alle donne deportate si può cogliere attraverso la banca dati Donne nella deportazione piemontese.



Documenti di riferimento

Estratti delle interviste del 1982 a Elena Recanati [pdf] ed Enrica Jona [pdf]

Video interviste ad Aldo Zargani e a Giorgina Arian Levi