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Introduzione ai documenti
di Daniela Marendino
Negli archivi scolastici i documenti che permettono di ricostruire
l’impatto che le leggi razziali del 1938 hanno avuto sulla vita di circa
50.000 cittadini italiani (all’epoca, in Italia, la proporzione della
comunità ebraica è di circa 1 su mille abitanti) sono raramente accorpati
sotto un’unica categoria documentaria: è quindi difficile trovare fascicoli
o faldoni nei quali siano riuniti tutte le circolari e le
disposizioni, gli elenchi e fascicoli personali di alunni
e docenti allontanati. Solitamente la corrispondenza in entrata
e in uscita da una scuola viene protocollata e smistata secondo un titolario
di classificazione (fornito dal Provveditorato): ad esempio
tutte le circolari che riguardano l’arredo
scolastico saranno messe insieme.
Come si può notare dalle segnature archivistiche, i documenti selezionati provengono
da fascicoli che contengono le pratiche più disparate: dall’organizzazione generale
della scuola, all’orario scolastico, all’iscrizione degli alunni, ai fascicoli
personali dei docenti, persino agli arredi scolastici e ai libri di testo. Questo
dato apparentemente incongruente con l’accurata precisione che caratterizza prima
la ricerca (censimenti ripetuti della popolazione) e poi la cacciata degli ebrei,
ne riflette invece pienamente l’intento: queste persone devono semplicemente
scomparire, quindi l’inventiva dei legislatori spazia in qualsiasi settore che
renda visibile anche solo il loro ricordo. Pertanto: allontanamento di ogni alunno
e docente ebreo (vedi alla voce: organizzazione scolastica e fascicoli del personali),
nessun libro scritto da ebrei può essere adoperato (vedi alla voce: libri di
testo) né carte geografiche (vedi: arredi scolastici).
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