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Gli
archivi storici delle scuole:
risorsa didattica e bene culturale
In
collaborazione con le scuole aderenti alla Rete degli
archivi della scuola.
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| Titolo
del modulo o dell'unitą didattica |
“Grandi
maestri” |
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Data di realizzazione
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Anno
scolastico 2002/03 |
| Scuola
in cui è stata applicata
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Istituto
Magistrale statale "D. Berti" - Via Duchessa Jolanda
27 bis - Torino |
| Docenti
autori o/e coinvolti nel lavoro
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Gemma
Re |
| Documenti
usati
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Si
sono scelti alcuni faldoni dalla sezione Fascicoli
Personale docente contenenti documentazione relativa
a due professoresse che hanno insegnato presso l’Istituto
Magistrale Berti di Torino, Orsola Maria Barbano e
Lea Mei.
Si è esaminato in particolare il loro Stato
giuridico, documento che raccoglie informazioni prima
della presa di servizio e per tutto il tempo della
permanenza in servizio in quella istituzione riuscendo
a ricostruime una biografia.
Si è potuto così mettere a fuoco le figure
di due docenti di grandissimo rilievo professionale,
maggiormente Interessanti in quanto donne e in quanto
donne in possesso di titoli scientifici non comuni
in tempi in cui l’accesso all’istruzione
era, a loro, largamente negato. Le due figure che hanno
preso vita dall’indagine sui documenti, a poco
a poco, diventavano più reali suscitando curiosità,
interesse, ammirazione, desiderio di approfondire.
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| Arco
temporale coperto
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Da
dicembre ad aprile per complessive circa 15 ore di lezione |
| Strumenti
e materiali usati
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La fase dell’analisi dei documenti d’archivio è stata
preceduta da una breve ricerca sulla storia dell’istituto
e dell’evoluzione della legislazione scolastica
in Italia condotta individualmente o a gruppi su testi
cartacei e fonti multimediali. La classe ha esaminato
collettivamente il testo R. Prola Perno, Storia dell’Educatorio
Duchessa Isabella” e dell’istituto magistrale
statale “Domenico Berti’ Centro studi piemontesi,
Torino.
L’analisi degli Stati giuridici ha comportato
la consultazione di altre fQnti (di carattere prevalentemente
storico e giuridico) e l’intervista ad un addetto
di segreteria per le informazioni relative alla compilazione,
all’esistenza attuale di questo tipo di documento,
ecc…
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| Obiettivi
prefissati
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Per
gli allievi:
- di
ordine formativo:
1) educare alla cittadinanza attraverso
le fasi di:
•
costruzione del senso di identità personale,
•
acquisizione di senso di appartenenza all’istituzione,
al territorio, allo Stato
•
sviluppo dell’educazione alla cittadinanza anche
attraverso la conoscenza, il rispetto, la valorizzazione
del bene storico archivio come memoria della nostra
civiltà
2) sviluppare le abilità sociali
3) stimolare l’interesse autonomo per l’approfondimento
dei temi esaminati e per la costruzione di
percorsi individuali e collettivi di studio e ricerca
4) migliorare la capacità di ricerca
-
di ordine disciplinare:
acquisire strumenti tipici del metodo storico e giuridico,
ricostruire la realtà attraverso l’accesso,
la manipolazione, l’interpretazione di documenti,
migliorare il mezzo espressivo e l’abilità comunicativa
come veicolazione di esperienze e strutturazione concettuale.
Per
il docente:
migliorare l'efficacia della didattica laboratoriale
e di forme di valutazione autentica (alternative
assesment).
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| Competenze
attivate
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-
Competenze cognitive.
La decodifica dei documenti esaminati
ha richiesto una serie di operazioni:
esame formale del documento (di che documento si tratta,
che cos’è, qome si presenta, supporto,
formato, scrittura, ecc)
lettura del documento e decodificazione di segni,
grafie, termini non più in uso o non noti, ecc
trascrizione del documento
rielaborazione di una biografia del docente attraverso
le notizie fornite dal documento
proposta di interrogativi suscitati dal documento
riguardanti il documento stesso o l’oggetto della
ricerca, le persone
-
Competenze sociali.
il
lavoro è stato, in parte svolto
con la classe intera, in parte condotto in gruppo,
In parte realizzato individualmente. Ogni momento esigeva
comunque l’apprendimento e l’esercizio
da parte degli allievi, di competenze sociali: ad es.
coordinare il lavoro del gruppo, dare la parola, dare
il giusto rilievo agli apporti dei compagni, dividere
i compiti, assumersi la responsabilità che tutti
i componenti del gruppo avessero ben compreso ciò che
era richiesto, riferire il lavoro collettivo, ecc. |
| Tempo
impiegato
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Metodi
e fasi di lavoro
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Si è ritenuto dì privilegiare una metodologia
prevalentemente labaratoriale che ha previsto la pratica
della ricerca e l’operatività come momenti
fondanti di un apprendimento efficace. La puntuale
sistematizzazione teorica dei concetti è stata
utilizzata quale capitalizzazione di obiettivi conseguiti
durante il percorso.
- Prima fase
motivazionale: una visita all’Archivio come “luogo”.
L’occasione è servita per focalizzare
la funzione dell’archivio, perché esiste
, che cosa contiene, come è organizzato ecc.
la visita è un momento di suggestioneche suscità curiosità,
interesse, desiderio di sapere.
- Seconda fase
di ricerca: su Domenico Berti e sulle origini dell’istituto.
- Terza fase
la scelta del campo di indagine: alcuni documenti tratti
dalla categoria “Fascicoli personale docente".
- Quarta fase
Laboratorio di analisi dei documenti.
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| Breve
descrizione dei contenuti del lavoro
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• costruzione della biografia di due docenti
illustri e contestualizzazione storico giuridica della
realtà presa in esame.
•
formulazione di interrogativi ed ipotesi.
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| Strumenti
di verifica
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La valutazione del lavoro si è avvalsa dello
strumento del portfolio, essa non è stata dunque
un’operazione distinta e terminale poiché ha,
invece, accompagnato tutte le fasi del progetto, in
un’ottica formativa.
Attori della valutazione sono stati gli allievi stessi,
i compagni, la docente utilizzando strumenti e griglie
costruiti e condivisi dalla classe.
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| Obiettivi
raggiunti
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Il coinvolgimento degli allievi nel lavoro è stato
alquanto soddisfacente con risultati al di sopra della
media annuale. E’ migliorata la capacità di
ricerca e la capacità di lavorare insieme. La
gratificazione rispetto ai risultati data dai compagni
ha premiato l’impegno profuso.
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| Adattabilità
ad un altro corso di studi e possibilità di sviluppo |
• l’unità didattica
L’ipotesi di lavoro qui descritta è riproducibile
in altri contesti, la documentazione dell’intervento
didattico presentato è disponibile sotto forma
di portfolio di alcuni allievi. Le fasi di lavoro descritte
possono essere considerate paradigmatiche per altri
progetti.
•
la ricaduta sulla professionalità del docente
La ricerca documenta anche la sperimentazione dell’efficacia
di ipotesi metodologiche che possono essere praticate
nella didattica ordinaria. La ricaduta sulla professionalità del
docente consiste nell’acquisizione di agiti consapevoli,
con maggiore probabilità di successo, nel processo
formativo.
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