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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

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'Media e Storia'

La prima edizione a.a. 2006-2007
di Enrica Bricchetto

L’Istituto storico della Resistenza è nato per conservare i documenti della Resistenza e dell’antifascismo e più in generale della società contemporanea sui quali compiere ricerche scientifiche, commemorare ma anche rammemorare il passato, e non ultimo per informare sul passato. Fin dalla sua fondazione, Istoreto ha mostrato attenzione all’aspetto della comunicazione, organizzando, nel corso del tempo, importanti mostre con lo scopo di creare conoscenza storica e riflettere sulla memoria . Ragionare sul rapporto tra “documentazione” e “comunicazione” è sempre stato al centro dell’attività dell’Istituto. A questi due termini oggi Istoreto coniuga quello di “cittadinanza”, definendolo rispetto al ruolo attuale della storia nella costruzione del cittadino non solo italiano ma europeo e “digitale”.

Istoreto presenta due iniziative correlate come ulteriore contributo sul terreno dell'educazione alla cittadinanza. La prima è l’allestimento multimediale interattivo La metropolitana della memoria Torino 1938-1948 dalle leggi razziali alla Costituzione; il secondo è il corso di perfezionamento universitario Media, storia, cittadinanza, organizzato insieme al Centro di Formazione permanente dell’Università Cattolica del “Sacro Cuore” di Milano.

In entrambi i casi il punto di partenza è dato dalla consapevolezza che media sono fonti, strumenti per narrare e agenti di storia “ri–mediati” per creare un nuovo medium nel caso dell’allestimento e tenuti sempre presenti in questa triplice dimensione nel corso. E’ con questo universo che docenti, educatori dei media e storici non possono esimersi dal confrontarsi. E’ evidente che con l’allestimento Istoreto intende rivolgersi alla comunità dei cittadini, non solo torinesi, per indurli a un viaggio immersivo nella realtà della città in guerra che, attraverso emozione e coinvolgimento, porti da un lato all’attivazione della memoria dall’altro costruisca strumenti per comprendere in generale la categoria della guerra e della negazione dei diritti, spingendo verso una correlazione stretta tra presente e passato.

La presenza dell’allestimento ha indotto Istoreto a fare il salto nella Media Education, declinata in senso storico, per entrare in quella complessa partita che vede impegnati gli storici, gli insegnanti e i media, spesso appunto le più efficaci agenzie di informazione soprattutto per i giovani, figli della cultura della rappresentazione.

In questo senso, l’organizzazione del corso di perfezionamento in Media, storia, cittadinanza vuole offrire agli iscritti – insegnanti ma anche laureati in Scienze della comunicazione o della Formazione - la possibilità di riflettere sulla capacità dei media di orientare le scelte dello spettatore, di costruire la sua agenda, di presentargli un’ interpretazione del mondo come se fosse la realtà delle cose e quindi di costruirgli anche la memoria; in altri termini, di attrezzarsi per declinare il nesso storia e media attraverso un confronto ravvicinato con l’ambito dell’educazione, anzi più precisamente della Media Education.

Praticamente il corso in Media, storia, cittadinanza, articolato in sette incontri a cadenza mensile, dotato di una piattaforma e-learning su cui svolgere le attività tra un incontro e l’altro, si configura con una parte teorica di Media Education erogata in video conferenza dall’Università Cattolica e da una parte specifica svolta in sede sia da esperti di media, indotti a ragionare in termini storici, sia da storici che si servono dei media come fonti o ne analizzano la funzione nell’ambito della riflessione sull’uso pubblico della storia. L’idea di fondo è quella di utilizzare i media come strumenti di produzione di immagini del passato, luogo di conflitto fra rappresentazioni divergenti del passato e strumenti di costruzione di “memoria mediata” ma anche di analizzare la presenza della storia e del passato nei media secondo alcune categorie tipologiche:

o La storia degli storici
o Uso pubblico della storia
o Uso “privato” della storia e del passato

In questo modo ci sembra che chi si iscrive al corso – soprattutto se è insegnante – entri nella dimensione della sfida che pongono oggi i media anche nel tentativo di istituire un contatto autentico e significativo con gli allievi.
L’impostazione didattica è fortemente curata anche nella dimensione della valutazione e della preparazione di moduli da utilizzare in classe così come è presa in considerazione il versante della progettazione.

Il corso offre a chi si iscrive la possibilità di perseguire l’analisi specifica dei media e dei new media – di cui si danno anche alcuni rudimenti tecnici – ma con l’obiettivo di realizzare un approccio culturale che porti storici e insegnanti dentro il flusso delle immagini o dentro la produzione multimediale per affrontarne l’aspetto educativo.

A questo proposito gli workshop realizzati a Torino hanno coinvolto media più tradizionali come il cinema -o l’analisi di siti web con aspetti più legati all’interattività (digitale terrestre) e al web 2.0.
Il corso Media, storia, cittadinanza destina ogni anno i suoi due incontri laboratoriali ai progetti su La metropolitana della memoria, creando quindi i presupposti per ampliare la proposta didattica e quindi per utilizzare l’allestimento in chiave di educazione alla cittadinanza.
Mai sottovalutata nella progettazione e nella realizzazione del corso è la valenza educativa. Educare ai media attraverso la storia significa dare degli strumenti di interpretazione del flusso in cui siamo tutti immersi ma significa anche sollecitare a costruirsi come cittadini in un momento fortemente apolitico come quello attuale. Inoltre il lavoro sui media ha una ricaduta anche sui gruppi classe, contribuendo a trattare la classe come una vera e propria comunità.

Giuntial termine della prima edizione e constata la soddisfazione dei partecipanti, Istoreto è pronto ad affrontare la seconda con alcuni aggiustamenti di programma ma mantenendo la struttura sperimentata. L’esperienza dell’Università Cattolica ha consentito di avviare un corso compatibile con le esigenze di chi lavora e che rilascia un titolo accademico utile in un momento di transizione come quello attuale.