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Sintesi
della lezione presentata al corso "Prepararsi
al saggio breve e alla recensione": Leggere/Recensire,
di Camilla Valletti.
Viene
qui presentato il testo della dispensa preparata dallIstituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti'.
Prepararsi
al saggio breve e alla recensione
no
dei problemi che rende più ardua la comprensione della nuova
prova ditaliano è la definizione di "saggio breve".
La realizzazione di una forma testuale così denominata è prevista
dal Decreto ministeriale relativo alle modalità di svolgimento
della prima prova scritta (tipologia B). Partire da una buona
definizione è per questo essenziale. Se si parte da una buona
definizione, risulterà più facile non cadere nella consueta
trappola e cioè confondere il "saggio breve" (dora
innanzi s.b.) con larticolo di giornale (o, in subordine,
con la recensione).
Oggetto
di queste esercitazioni saranno proprio i "saggi brevi",
o meglio, intendiamo porci un obiettivo forse più ambizioso,
ma non per questo irrealizzabile: lacquisizione di strumenti-base
per poter approdare indipendentemente dalla prova desame
a realizzare alcuni saggi brevi che non abbiano necessariamente
i caratteri della semplificazione, ma aspirino ad una realizzazione
strutturalmente più impegnativa.
Per
ottenere tale risultato abbiamo ritenuto indispensabile appoggiarci
ad alcuni s.b. per così dire "dautore", modelli
alti da tenere presenti prima di affrontare ogni tipo di scrittura
su documenti. Questi modelli sono allegati alle presenti pagine
e ne costituiscono, per così dire, la premessa anche metodologica.
Definizione
Il
saggio breve è un testo scritto che consiste nella trattazione
di una tematica riguardo alla quale si sia in possesso di
una certa documentazione e di cui si sia elaborata una personale
interpretazione.
Già
da questa sintetica definizione dovrebbe risultare chiaro
il capovolgimento di prospettiva che la riforma dellesame
di stato impone ai nuovi candidati. Non si incomincia a scrivere
subito, appena letta la traccia, come si faceva e si
fa per il tema tradizionale, ma si inizia a scrivere soltanto
dopo che si è raccolta la necessaria documentazione.
Una
tecnica diversa viene pertanto richiesta. Ne consegue una
prima riflessione preliminare: non è affatto sicuro che i
bravi redattori di "temi" si rivelino altrettanto
abili nella stesura del "saggio breve". Con il s.b.
non esistono rendite di posizione. Doti di intuito, di sinteticità
e anche di creatività subentrano alle tradizionali doti compositive.
E anche le consuete abilità, per esempio, riassuntive, non
è detto che si riverberino positivamente nella stesura di
un s.b. Può non apprire ovvio a tutti che altra cosa è riassumenre
un racconto o un romanzo, altra cosa è riassumere supponiano
in tre righe la tesi forte su cui si fonda un saggio
di uno storico o di un critico letterario.
Le
difficoltà e gli equivoci nascono quasi subito. Infatti, mentre
ci si esercita, come noi faremo durante questi tre incontri,
è possibile, anzi obbligatorio, fare ricorso ad una
documentazione, a sua volta allargabile con ulteriori ricerche
personali e comunque sorretta dalla possibilità di adoperare
il manuale o altri testi di appoggio come quelli qui allegati.
Il
problema insolubile almeno a breve termine - consiste
nel fatto che, il giorno dellesame, bisogna fare i conti
con la realtà, che è ben povera sul piano qualitativo e quantitativo:
documentazione che il Ministero ci offre nei fogli allegati
alla consegna è infatti scarsa, scarsissima, sebbene non del
tutto inutilizzabile. E poco più di un assaggio, qualche
minimo frammento documentario, fornito a titolo esemplificativo.
Poi, alla resa dei conti, bisogna appoggiarsi alla propria
memoria e al sedimentarsi delle conoscenze pregresse. Due
o tre documenti, non di più, qualcosa di più vario (riproduzione
di un quadro, fotogramma di un film) viene per lambito
artistico-letterario.
Solitamente
si può fare affidamento su tre citazioni, di una decina di
righe ciascuno, dove viene portata acqua a tesi contrapposte,
in modo da stimolare direttamente la pratica argomentativa.
Lideale,
ovviamente, sarebbe un altro: poter disporre, in sede di esame,
di una biblioteca di classe, una o più enciclopedie, qualche
strumento di base, repertori bibliografici, magari laccesso
alla rete; solo così si potrebbe rispondere completamente
a una sacrosanta richiesta, a lungo disattesa dalle precedenti
riforme della prova ditaliano. La prova del s.b. viene
incontro ad una richiesta fondamentale e giustamente pone
laccento su un imperativo categorico di ogni scrittura
scolastica: "Incomincia a prendere la penna in mano,
soltanto dopo che hai ordinato le tue idee intorno
a fatti, dati, nozioni, letture". La riforma proposta
del "saggio breve" parte da una esigenza importante,
che rivoluziona il nostro modo di insegnare a scrivere: il
guaio è che tale riforma, allatto pratico, è applicata
solo in parte. Rimane al docente il compito di metterla in
pratica nella sua interezza per lo meno durante la fase preparatoria,
direi soprattutto nellultimo anno scolastico, predisponendo
prove di s.b. dove la documentazione non sia imposta dallalto,
ma solo suggerita, allo scopo di creare le condizioni necessarie
allo svolgimento di una piccola ricerca personale, favorendo
le attitudini necessarie alla ricerca individuale, incoraggiando
luso di strumenti di consultazione, la frequentazione
delle biblioteche, laccesso ai siti internet di rapida
consultazione bibliografica.
Già
che ci siamo, ricordiamo che il sito del Ministero della Pubblica
Istruzione (www.istruzione.it) dedica
largo spazio alla prova desame di italiano e raccoglie
ormai da mesi le prove desame di un grande numero di
istituti scolastici italiani che stanno facendo della buona
sperimentazione. Lo stesso sito riporta le prove sul s.b.
predisposte per gli esami dei due ultimi anni scolastici.
Un altro sito che raccoglie molta documentazione sulla nuova
prova è www.novecento.org Lo stesso
ministro attuale,, in collaborazione con S.Sensini ha pubblicato
una Guida alla prova scritta di italiano (Firenze,
Le Monnier, 1999), dove alle pp.115 e ss. Si trovano utili
indicazioni ed esemplificazioni di s.b.
Laccesso
alla rete è però ancora utopico in una realtà scolastica che
nella maggior parte dei casi fa scarso uso anche di strumenti
cartacei di base come il Dizionario Biografico degli Italiani,
il Dizionario della Lingua Italiana (il cosiddetto Battaglia),
le enciclopedie tematiche sui grandi temi della storia contemporanea
(ne esistono, pubblicati dalle maggiori case editrici italiane:
per avvicinarci ai temi che affronteremo nei nostri incontri,
ricordiamo quello sulla Resistenza, appena stampato da Einaudi,
o laltro sulla storia della "sinistra europea",
appena uscito dagli Editori Riuniti).
La
tipologia del saggio breve
Per
definizione il s.b. non può che essere breve. Nella "consegna"
fornita allo studente allinizio della prova viene di
norma precisata una lunghezza standard: max 4-5 colonne di
mezza pagina protocollo (si potrebbe anche dire 8.000-10.000
battute di un normale programma di videoscrittura).
La
brevità e la sinteticità sono doti supreme per la stesura
di un buon elaborato. Non vince chi scrive tanto, ma chi riesce
a dire molto in uno spazio breve. Valori e criteri di giudizio
sono per molti aspetti capovolti; chi riesce a inserire il
maggior numero di informazioni nel più breve spazio possibile
è giudicato con maggiore attenzione rispetto a chi si perde
in digressioni, in esercizi virtuosi fini a se stessi, seppur
ben confezionati. Il paragrafo sulle vittime civili nella
seconda guerra mondiale (pp.350-351), contenuto nel saggio
di R.Vivarelli qui allegato è al riguardo da
considerare un esempio da manuale: dati e cifre essenziali
in poco più di 20 righe.
Dunque
è auspicabile che il collegamento fra le proprie argomentazioni,
fra il proprio personale modo di esporre le cose sia sorretto
innanzitutto da cifre, dati statistici, definizioni esili
ma chiare di unidea-guida che costituirà la parte centrale
della prova (il riassunto del saggio va a confluire nel tessuto
della propria trattazione).
La
stesura dovrà essere prevalentemente di tipo argomentativo:
si tratterà cioè di descrivere, indicare, esporre e spiegare
le ragioni degli altri confrontandole con le proprie.
A
differenza di un tema, il s.b. non richiede una introduzione.
Si potrà entrare subito in medias res, perché si dà per scontato
che il lettore medio, cui sindirizza il nostro testo,
conosca largomento (non così viene richiesto per larticolo
di giornale: una delle tante ragioni che consigliano di sottolineare,
subito, in fase di esercizio, le sostanziali e per molti aspetti
radicali differenze fra i due tipi di scrittura).
Si
consiglia luso del presente storico, cioè della forma
verbale assertiva per eccellenza. Meglio se il presente storico
è confortato da una terza persona impersonale, sostituita
dal pronome Io soltanto nella parte conclusiva del lavoro,
laddove sarà bene mettersi in campo direttamente, con una
valutazione personale piuttosto energica.
Il
saggio breve non è un esercizio retorico, né un comizio, né
una prova di virtuosismo stilistico-letterario: i puntini
di sospensione, le esclamazioni, le troppe domande retoriche
non avranno molti diritti di cittadinanza nel s.b.; alla fine
si conteranno, verrebbe da dire "si peseranno" altri
coefficienti nella valutazione: la stringatezza, lefficacia
riassuntiva, la capacità di citare senza dilungarsi e senza
offrire il destro allaccusa di plagio (la cosiddetta
ars citandi non gode di molta fortuna nelle aule scolastiche,
sebbene richiederebbe un laboratorio a sé). Citare due-tre
righe dal documento offerto va bene, riportare lintero
brano è pura follia. E così ancora: vi sono autori che per
puro senso di buon gusto non si citano (per es. un presentatore
di varietà televisivo non è autorevole quanto un uomo politico,
nelleconomia del s.b); una citazione vaga e indistinta
è come non esistesse, anzi diventa controproducente
Il
tipo di scrittura non sarà semplicemente quello giornalistico,
divulgativo, anche se la chiarezza espositiva è elemento di
primaria importanza. Per una scrittura più brillante e colorita
chi la possiede non abbia timori meglio però
scegliere la forma dellarticolo di giornale. Il s.b.
esige un minimo di serietà professionale, ma non esclude,
ove necessario, il ricorso agli strumenti della polemica,
ai toni accesi del dibattito culturale, se largomento
lo richiede e soprattutto se si hanno argomenti adeguatamente
documentati da mettere sul piatto della bilancia.
Il
tono e il registro dovranno essere quelli di un buon manuale
o, appunto, di un saggio dautore. Per questo
è fondamentale lesercizio propedeutico della lettura
di s.b. scritti da saggisti di professione e serve poco lappiattimento
al livello del settimanale divulgativo come accade nella maggior
parte delle esercitazioni che spesso si leggono nei manuali
scolastici sotto forma di esercizi. Uno dei problemi più seri
della scuola odierna consiste nella perdita del senso critico,
nellappiattimento dei livelli interpretativi, sicché
possono considerarsi alla stessa stregua un pur bravo inviato
speciale e uno storico serio.
Non
si improvvisa mai, tanto meno un s.b. Se prima di arrivare
alla prova non si sono letti un po di s.b. "dautore"
non si farà dunque molta strada. Tra laltro, non sarà
male ricordare che i s.b. sono una prerogativa della tradizione
culturale novecentesca del nostro paese, una delle non tante
cose di cui le nostre "patrie lettere" possono a
buon diritto vantarsi: si pensi alle Prose polemiche
di Luigi Russo, giù giù fino agli Scritti corsari di
Pier P. Pasolini, esiste una nobile tradizione lì pronta a
offrire materiali di lavoro.
Come
in ogni forma espressiva, nulla sinventa, ma tutto simpara
osservando. Si individui un saggista che corrisponda ai nostri
gusti personali e lo si segua in tutta la sua produzione "breve";
naturalmente non ci si dovrà ispirare osservandolo quando
è alle prese con un "saggio specialistico"
che è altra cosa rispetto al "saggio breve" . Il
s.b. è un genere a sé: non tutti gli studiosi lo praticano
con la stessa maestria.
Uno
stesso autore può essere magnifico nel s.b. e insopportabile
nel saggio lungo o viceversa. Prima di imparare a scrivere
bene un saggio breve, scegliamoci un maestro, innamoriamoci
del suo stile, imitiamolo fino ai limiti del plagio. Copia
un maestro di stile non è mai stato un reato e quando Salvemini,
nella parte conclusiva del saggio con cui si apre il nostro
dossier, dice che a scuola "certe cose non si debbono
fare", certo non si riferiva a questa modesta, ma insostituibile
regola di ogni seria "scuola di scrittura".
Le
consegne
Con
termine un po militaresco si indica così il brano di
una ventina di righe che sostituisce la vecchia traccia del
tema desame. E un testo che racchiude in sé ciò
che viene richiesto al candidato. Con poche varianti le consegne
tendono ormai a ripetersi di anono in anno, secondo un modello
standardizzato che adesso esamineremo. Le consegne, di norma,
non mutano a seconda dellambito per il quale sono state
concepite.
La
prova del saggio breve risulta pertanto così suddivisa:
- ambito
storico-politico
- ambito
artistico-letterario
- ambito
socio-economico
- ambito
tecnico-scientifico
Ogni
candidato può scegliere fra queste quattro opzioni, allinterno
delle quali è indicato un argomento.
Largomento
si può dire che prenda il posto della vecchia traccia e altro
non è che un gigantesco ombrello sotto il quale ognuno deve
dimostrare di sapersi muovere con destrezza. Non è errato
sostenere che largomento sia in buona sostanza la trascrizione
del titolo di un intero capitolo (o più di un capitolo) del
manuale di storia o dellantologia di letteratura: letà
giolittiana, il fascismo e la seconda guerra mondiale, la
poesia crepuscolare.
Talora,
come nella prova dello scorso anno per lambito artistico-letterario,
largomento prescelto è talmente vasto da sostituirsi
con lintero programma dellultimo anno (la poesia
del Novecento).
Attenzione
a non confondere argomento e titolo. Il candidato
dovrà dimostrare di sapersi muovere con destrezza dentro lambito
prescelto, ma è totalmente libero di ritagliarsi un suo spazio
personale e di scegliere, allinterno dellargomento
dato, una strada tutta sua per affrontarlo. Libero sì, ma
a patto che alla fine sia lui a scegliere un titolo per il
suo elaborato: titolo che naturalmente dovrà essere premiato
tanto più sarà congruente con il ragionamento svolto.
In
sintesi ogni consegna deve contenere, oltre ai documenti:
- argomento
- lunghezza
- titolo
- destinatario-destinazione
editoriale
Della
lunghezza abbiamo già detto, e così dellargomento. Rimangono
da affrontare gli altri due aspetti della consegna, che sono
i più complicati e quelli maggiormente esposti ad equivoci:
il destinatario e la destinazione editoriale del s.b.
Le
consegne, innanzitutto, impongono di scegliere di svolgere
largomento proposto in forma di saggio breve, ma lasciano
aperta lipotesi di svolgere lo stesso argomento
sotto forma di articolo di giornale. Un domani potrà essere
richiesta la stesura sotto forma di recensione. La recensione
altro non è che un articolo di giornale, sia pure di tipo
molto particolare e per questanno ci soffermeremo poco
su di essa, limitandoci ad allegare il curioso e saporito
decalogo stilato dal direttore di una rivista dinformazione
libraria e destinato ai suoi più stretti collaboratori.
Le
difficoltà maggiori consistono nel porre laccento su
ciò che distingue larticolo dal s.b. Altra cosa è spiegare
chi era Giolitti e quale era la sua politica a un destinatario
che è il lettore del quotidiano, altra cosa è spiegare chi
era Giolitti al lettore di una rivista dargomento culturale
come potrebbe essere, supponiamo, "Il ponte" oppure
la "Nuova Antologia".
La
differenza, poco chiara talora nella formulazione stessa del
legislatore e nella bibliografia esistente, turba il sonno
a studenti e a non pochi insegnanti.
Cè
un modo molto semplice per risolvere la controversia. Risulterà
subito chiara, la differenza, se si avrà la pazienza di mettere
il naso nei locali di una biblioteca di ampie dimensioni,
una Biblioteca Nazionale.
Architettonicamente
parlando la Nazionale di Torino reca diversi spazi espositivi:
una sala quotidiani, vicina allingresso principale
luogo deputato alla lettura degli articoli e una sala
periodici, dopo la prima rampa di scale, dove regnano e abbondano
i saggi. Non necessariamente quelli brevi: in verità la maggiori
parte dei saggi pubblicati oggi dalle riviste culturali italiane
e consultabili in quella sala sono saggi specialistici: riviste
universitarie, per lo più, di letteratura trovano spazio accanto
a riviste di fisica, diritto internazionale, teologia, biologia
e così via, ma vi sono alcuni scaffali dedicati a quelle "riviste
di argomento culturale" che evidentemente il Legislatore
aveva in mente quando fissava nel s.b. una delle possibili
destinazioni editoriali della nuova prova.
Facciamo
un elenco sommario e lacunoso: saggi brevi esemplari si leggono
con facilità in riviste come le seguenti, per consultare le
quali, fra laltro, basta accedere alla biblioteca della
propria scuola o alla più vicina biblioteca civica:
"Micromega",
"Il Mulino", "Il Ponte",
"Limes", "Intersezioni",
"Belfagor", "Lettera Internazionale",
"La Nuova Antologia".
Non
si può pensare di scrivere un s.b. per una rivista di argomento
culturale se prima non si è "annusato" almeno un
fascicolo di queste riviste, segnando idealmente a margine
il s.b. che si preferisce, magari lo si fotocopia e lo si
rilegge più volte.
Riviste
di sole recensioni librarie sono:
"La
rivista dei libri", "Lindice dei libri
del mese", "Linformazione bibliografica".
Per
la seconda di queste tre ultime riviste è stato pensato il
decalogo, di cui si acclude fotocopia.
Potrà
capitare che emergano delle difficoltà leggendo le diverse
tipologie che le consegne prevedono come destinazione editoriale.
Per
quanto riguarda il s.b. si osserva ormai una certa ripetitività
nelle scelte adottate per gli anni passati; sicché non si
sbaglierà di molto se si ipotizza anche per le future consegne
la seguente tipologia.
-
rassegna di argomento culturale
-
fascicolo scolastico di ricerca e documentazione
-
rivista specialistica
Le
opzioni 1 e 2 non si differenziano molto fra loro. Il tipo
di scrittura immaginabile per una rassegna culturale non è
diverso da quello prevedibile per il fascicolo di documentazione.
Un fascicolo di documentazione lo avete in mano in questo
momento o un altro simile potete averlo consultato quando
qualche esperto esterno alla scuola è venuto a tenere una
lezione o un ciclo di lezioni su qualche tema specifico, facendosi
accompagnare da un dossier didattico. Il Cesedi, che organizza
il nostro corso ha prodotto negli anni passati un congruo
numero di "fascicoli scolastici di ricerca e documentazione".
Sono
differenze minime, ininfluenti tra 1 e 2. Diversa è lopzione
3, consigliabile soltanto a un alunno che abbia particolari
attitudini ad una disciplina e voglia cimentarsi con un tipo
di scrittura specialistica, da tesina (quando non già, precocemente,
da tesi di laurea). Per buttarsi sullopzione 3 bisogna
aver letto molto, maneggiare con sicurezza il lessico specialistico
di questa o quellaltra disciplina. I modelli, se è il
caso, potranno essere ricavati dalle stesse riviste citate
che non rifiutano saggi specialistici e soprattutto
da altre più professionali. Per gli ambiti che qui più ci
interessano p. es. riviste specialistiche possono essere considerata:
"Lettere
italiane" o il "Giornale storico della letter.ital."
per la critica letteraria, "Passato e presente"
e "Studi storici" per la storia contemporanea.
Il
buonsenso suggerisce di orientare gli studenti verso le prime
due opzioni, in particolare verso la stesura di un s.b. ispirato
alla lettura di una rivista generica di argomento culturale
e sempre il buonsenso consiglia di lasciare da parte il caso
3, consigliabile soltanto a qualche caso eccezionale. IN questa
ottica precisa si muovo le esercitazioni che svolgeremo in
classe.
Per
quanto riguarda larticolo di giornale le consegne standard
riguardano invece le seguenti opzioni:
-
quotidiano
-
rivista divulgativa
-
giornale scolastico
Qui
sorgono le maggiori difficoltà. Innanzitutto perché tale suddivisione
tende a far nascere una possibile confusione tra questa
opzione 2 e lopzione 1 del s.b., il che non solo è assolutamente
sbagliato, ma è anche causa di incidenti a catena. La rivista
divulgativa cui qui sallude non è la stessa cosa
della rivista di argomento culturale.
Qui
si ha in mente il modello "Espresso-"Panorama",
il settimanale tematico (di attualità, di moda, di economia,
per sole donne, per soli uomini, per appassionati di computers
ecc.). La rivista divulgativa può in teoria ospitare s.b.,
ma ciò accade eccezionalmente e comunque si tratterà di saggi
di natura diversa dai saggi in precedenza esaminati, ovvero
di prove che attribuiscono alla divulgatività la loro ragione
dessere. Un bravo giornalista potrebbe prenderla male,
ma è bene che, in preparazione della prova per il s.b., circoli
in aula il principio secondo cui un articolo di giornale è
mediamente più effimero di un s.b.
In
secondo luogo nella tipologia dellarticolo di giornale
si nasconde la più elementare via duscita per la prova
desame. Il giornale scolastico.
Dovendo
ipotizzare un destinatario, lo studente è ovvio che saccontenti
di uscire dallobbligo scegliendosi il destinatario più
semplice e a lui più congeniale: il suo coetaneo. A lui lo
legano affetti e comunanza di linguaggio. Dunque: colloquialità
della prosa, forme gergali, cadute stilistiche nel parlato,
nella lingua scolastica, nel blabla televisivo.
In
sé la scelta non è errata, ma sarà bene avvisare subito gli
interessati che, così facendo, si svolgerà la prova ricorrendo
al quoziente minimo di difficoltà: quoziente 1, come capita
nei videogiochi. Bisogna saper ciccare anche sul grado 2,
3 di difficoltà. Labilità cresce se si sceglie un quoziente
di difficoltà maggiore. Si fa un piccolo scalino, scegliendo
come destinazione editoriale il giornalino scolastico; altre
e ben maggiori sono le difficoltà che si debbono tentare,
se si vuole tentare il passo per lo meno intermedio, quello
della rivista culturale per il s.b., o larticolo per
il quotidiano. Così facendo, naturalmente, i risultati
raggiungibili saranno più alti.
La
questione della simulazione del destinatario non è un falso
problema. E la richiesta di uno sforzo supplementare,
che risponde ad unesigenza importante complementare
a quella della documentazione: "Sapere per chi si scrive"
è il secondo imperativo categorico del s.b. E un altro
lato positivo della riforma. Non sarà facile persuadere lo
studente che il destinatario delle sue colonne di fogli protocollo
è un personaggio immaginario, un fantasma, e non il tipo in
carne ed ossa che andrà a far parte della commissione desame
e che dovrà giudicarlo. In fase di preparazione allesame,
questo è comunque un gioco di simulazione consigliabile. Fissiamo,
senza paura di sbagliare o di essere corretti, alcune essenziali
"regole del gioco". Se la simulazione in
linea teorica è considerata pericolosa dai pedagogisti,
in una prova di scrittura essa è vivamente consigliabile e
non fa danni alla stabilità psicologica delladolescente
(altre sono le simulazioni dannose, come è noto).
Tutti
gli esercizi di prova dovrebbero così essere concepiti lasciando
fuori lopzione "giornalino scolastico", dando
cioè per scontato che comunque esiste la scappatoia
della scrittura avente per destinatario il coetaneo, ma per
crescere bisogna puntare più in alto, il che vuol dire, per
il s.b., scrivere da adulto per un destinatario adulto.
Un
esercizio, una prova
LIstituto
che con il Cesedi ha organizzato questo corso sperimentale
- "Prepararsi al saggio breve" - si chiama Istituto
piemontese per la storia della Resistenza e la società contemporanea.
La persona che ha svolto in classe le esercitazioni, e che
adesso scrive queste note, lavora presso questo Istituto.
Ciò spiega perché le esercitazioni, nella maggioranza dei
casi, si siano concentrate sullanalisi e sullo svolgimento
di prove aventi come ambito di riferimento quello storico-politico.
Le regole generali valgono per tutti e quattro ambiti, ma
le letture dei documenti fatte nelle classi e gli stessi
documenti qui a titolo di modello antologizzati rientrano
nel solo ambito storico-politico, allinterno del quale
lIstituto da anni svolge attività di aggiornamento e
approfondimento, con corsi, seminari per insegnanti, consulenze
per tesi di laurea, tesine di maturità. Libri e riviste da
cui si è tratto il materiale grezzo di lavoro provengono dalla
biblioteca dellIstituto, alla quale insegnanti e alunni
stessi potranno fare capo ogni volta che il loro lavoro lo
renderà necessario.
Il
modello di prova che si è ipotizzato, e su cui si è lavorato
in alcune scuole cittadine nei mesi di febbraio-marzo 2001,
tocca dunque soltanto uno dei quattro ambiti previsti dalla
prova. Si è privilegiata la (parziale) competenza in un settore,
allambizioso tentativo di approfondire tutte
le discipline per le quali è richiesta la prova del s.b. Una
scelta di principio, portata alle estreme conseguenze anche
nella "consegna-campione" che è stata sottoposta
alle singole classi, come prova-esercizio, assegnata in occasione
del primo incontro e collettivamente discussa e corretta al
termine del terzo incontro.
Viene
qui riprodotto alla lettera il testo della consegna-esercizio.
Il tempo per lelaborazione del s.b. non era naturalmente
quello dei classiche sei ore di esame, mai i dieci-quindici
giorni di intervallo tra il primo e il terzo incontro:
Ambito
storico-politico
Argomento:
La
seconda guerra mondiale e lItalia: guerra civile e guerra
ai civili?
Oppure
(in alternativa alla precedente)
Memoria
e storia: il caso della deportazione
CONSEGNE
Sviluppa
uno dei due argomenti in forma di s.b., non solo utilizzando
i documenti allegati in fotocopia (e riprodotti in questa
dispensa), ma anche, nei limiti del possibile, facendo uso
di altri strumenti scelti fra quelli suggeriti in classe.
Interpreta
e confronta dati e documenti acquisiti con queste letture
preliminari, facendo riferimento alle tue conoscenze di studio;
fai liberamente uso del manuale di storia in adozione.
Da
un titolo efficace al tuo saggio e ipotizzane la destinazione
per una rivista di argomento culturale o per un fascicolo
di documentazione scolastica. Cerca di tenere alto il tono
della tua trattazione: non pensare che il destinatario del
tuo scritto siano i tuoi coetanei, ma al tempo stesso sforzati
nellimmaginare che i tuoi lettori non saranno insegnanti
o commissari di esame.
Non
superare le cinque colonne di metà foglio protocollo o le
8.000 battute di un qualunque programma di videoscrittura.
In
talune classi, che ne hanno fatto esplicita richiesta, è stata
predisposta una prova anche per lambito artistico-letterario,
avente il seguente titolo:
Romanzo
e autobiografia nellopera di Svevo
Le
esercitazioni vertevano sulla lettura e lanalisi di
una serie di s.b. "dautore" che sono stati
discussi insieme ai ragazzi a metà del percorso, mentre la
classe stava già materialmente provando a raccogliere documentazione
per conto proprio e comunque prima dellultima settimana
destinata alla stesura vera e propria.
Il
materiale fornito come documentazione prevedeva come obbligatorie
due letture introduttive generali, prive di attinenza con
largomento proposto, ma ritenute utili come inquadramento
metodologico generale:
-
alcuni frammemti del saggio di G. Salvemini, Che cosè
la cultura (1908)
-
alcuni frammenti del saggio di A.Momigliano, Le regole
del gioco (1984)
La
scelta di questi due modelli è stata dettata dalla necessità
di offrire due prove esemplari anche sul piano della chiarezza
espositiva. I due frammenti, meglio di ogni definizione meramente
teorica, sono serviti a spiegare, nel concreto di un, che
cosa vuol dire argomentare, ossia procedere ragionando, confrontando
idee, tesi opposte.
Quel
che Salvemini scrive sullassenza di ogni certezza assoluta
nelle questioni politiche e sociali, vale più di ogni bizantina
definizione sulle differenze fra testo argomentativo e testo
espositivo; a maggior ragione quelle lucide espressioni possono
valere come consiglio generale per chiunque debba comporre
un testo quale che esso sia: "Noi non abbiamo alcuna
certezza di possedere la verità assoluta nelle questioni sociali.
Per conseguenza siamo tenuti a non ignorare i punti di vista
che sono in opposizione con i nostri; non abbiamo il diritto
di sopprimere con mezzi violenti le altrui vedute. (
)
Se vogliamo conservare il rispetto di noi stessi è nostro
diritto intellettuale e nostro dovere morale di sostenere
senza compromessi il nostro punto di vista e di essere intellettualmente
intolleranti dei loro errori finché essi non ci abbiano convinto
con argomenti abbastanza forti che noi ci sbagliamo. Se essi
dovessero riuscirci a convincerci che ci sbagliamo, dobbiamo
diventare intellettualmente o moralmente intolleranti del
nostro errore ed eliminarlo istantaneamente (
) allo
scopo di sapere il modo più efficace di combattere lerrore
del nostro avversario, dobbiamo comprenderlo, ma non
allo scopo di fare un miscuglio composto per metà del suo
errore e per metà della nostra verità o di rinunciare alla
nostra verità e ingoiare il suo errore".
Abbiamo
focalizzato il nostro discorso intorno al s.b. sul problema
preliminare della documentazione che è questione cruciale
amche per lo storico, indipendentemente dal fatto che si cimenti
oppure no con il s.b. "Più documenti significa migliore
storia", scrive Momigliano. E noi potremo chiosare: "Più
documenti significa miglior s.b." Per questo abbiamo
pensato di fornire, come secondo testo introduttivo, le "regole
del gioco" che questo anziano professore di storia antica,
pochi anni prima di morire, ha deciso di fissare sulla carta
per fare chiarezza intorno al modo di lavorare proprio e dei
colleghi.
E
sempre possibile migliorare il proprio s.b. con il trovare
più documenti, così come è sempre possibile migliorare il
proprio lavoro storiografico se si schiudono nuove fonti di
documentazione. Scarsi documenti, insiste lautore delle
"regole del gioco", significano peggiore storia
(e peggiore s.b., aggiungeremo noi).
Scarsi
documenti lasciano spazio a molte ipotesi. Non dare mai per
certo quel che è dubbio, non generalizzare i casi isolati
ecco altre piccole regole che possono comodamente essere
esportate nel lavoro scolastico, a partire, beninteso, da
questultima: "Ogni storico serio nel dubbio consulta
i colleghi". Ogni alunno serio, potremmo aggiungere noi,
consulta un compagno, "specialmente quelli che hanno
fama di essere scettici e inesorabili". Dimmi che amici
hai, e ti dirò che storico sei. Largomentazione non
può essere mai preda di faciloni o creduloni. Il dubbio e
la critica sono garanzia contro le falsificazioni.
Alberto
Cavaglion
Elenco
dei documenti allegati:
Parte
introduttiva, testi di carattere generale:
-
Gaetano Salvemini, Sulleducazione morale, da
Storia e scienza, Firenze, La Nuova Italia, 1948,
pp.137-142, 111-114.
-
Arnaldo Momigliano, Le regole del gioco, in Sui
fondamenti della storia antica, Torino, Einaudi, 1984,
pp.477-486.
-
Cesare Cases, La recensione e Progetto di decalogo
per il Recensore, inediti. Si ringrazia Cesare Cases
per la cortese disponibilità.
Testi
di appoggio e di documentazione per la consegna-esercizio:
-
Roberto Vivarelli, Guerra ai civili e vuoti di memoria,
in "Belfagor", LIII, 315, 31 maggio 1998, pp.346-354.
-
Goffredo Fofi, Beppe Fenoglio e la Resistenza, in
Strade maestre, Roma, Donzelli, 1996, pp.121-127.
-
Cesare Cases, Difesa di "un" cretino, in
Patrie lettere, Torino, Einaudi, 1987, pp.138-143.
-
Anna Rossi Doria, Il culto della memoria, in Memoria
e storia: il caso della deportazione, Catanzarop, Rubbettino,
1998, pp. 13-22.
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