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"Amici
doltre frontiera, è necessario al nostro avvenire
e utile alla pace del mondo che voi conosciate quale
è stato lo spirito, quale è stato il tormento, quale
è stato soprattutto lo sforzo autonomo di liberazione
del nostro popolo.
Lenunciazione
di questi tre temi apre le pagine del volumetto La Resistenza
italiana, edito dal Corpo volontari della libertà in
lingua italiana e francese, che accompagnò dal 1947
la circolazione delle mostre.
Il
progetto espositivo privilegiò lo sviluppo di quei tre
nuclei essenziali di riflessione, piuttosto che la ricostruzione
degli avvenimenti. Sarebbe stato difficile, infatti,
restituire in modo compiuto ed organico una storia frammentata,
caratterizzata da specificità locali, spesso ancora
sconosciuta al di fuori dei singoli ambiti geografici
o della ristretta cerchia dei protagonisti.
Non
si poteva quindi far altro che cogliere le evidenze:
dalla fondamentale unità morale, la comunanza
degli obiettivi [che] permise di assicurare lunità
delle forze e degli sforzi come nessun altro
movimento nazionale di resistenza europeo era riuscito
ad ottenere, al bilancio politico di quella lotta.
Da
Cuneo a Udine quasi ogni città della Valle del Po ebbe
la sua battaglia di liberazione a prezzo spesso di assalti
cruenti.Come era giusto, come era nostro dovere ci preoccupammo
noi di salvare i nostri stabilimenti industriali. Consegnammo
agli eserciti liberatori un Paese ordinato come meglio
si poteva in quei frangenti tremendi. Lorganizzazione
clandestina dei nostri Comitati di liberazione aveva
automaticamente, ordinatamente assunto i poteri civili
e lamministrazione di tutto il Paese [
].
Se
non vi fosse stata nessuna lotta di liberazione, cioè
nessuna lotta partigiana, gli alleati non sarebbero
stati degli eserciti liberatori; sarebbero stati degli
eserciti semplicemente conquistatori.
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