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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

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Un'immagine dell'Italia.
Mostra di una mostra sulla Resistenza. 1946|2003

LA GRIGLIA INTERPRETATIVA

"Amici d’oltre frontiera, è necessario al nostro avvenire e utile alla pace del mondo che voi conosciate quale è stato lo spirito, quale è stato il tormento, quale è stato soprattutto lo sforzo autonomo di liberazione del nostro popolo”.

L’enunciazione di questi tre temi apre le pagine del volumetto La Resistenza italiana, edito dal Corpo volontari della libertà in lingua italiana e francese, che accompagnò dal 1947 la circolazione delle mostre.

Il progetto espositivo privilegiò lo sviluppo di quei tre nuclei essenziali di riflessione, piuttosto che la ricostruzione degli avvenimenti. Sarebbe stato difficile, infatti, restituire in modo compiuto ed organico una storia frammentata, caratterizzata da specificità locali, spesso ancora sconosciuta al di fuori dei singoli ambiti geografici o della ristretta cerchia dei protagonisti.

Non si poteva quindi far altro che cogliere le evidenze: dalla “fondamentale unità morale, la comunanza degli obiettivi [che] permise di assicurare l’unità delle forze e degli sforzi” come nessun altro movimento nazionale di resistenza europeo era riuscito ad ottenere, al bilancio politico di quella lotta.

“Da Cuneo a Udine quasi ogni città della Valle del Po ebbe la sua battaglia di liberazione a prezzo spesso di assalti cruenti.Come era giusto, come era nostro dovere ci preoccupammo noi di salvare i nostri stabilimenti industriali. Consegnammo agli eserciti liberatori un Paese ordinato come meglio si poteva in quei frangenti tremendi. L’organizzazione clandestina dei nostri Comitati di liberazione aveva automaticamente, ordinatamente assunto i poteri civili e l’amministrazione di tutto il Paese […].

Se non vi fosse stata nessuna lotta di liberazione, cioè nessuna lotta partigiana, gli alleati non sarebbero stati degli eserciti liberatori; sarebbero stati degli eserciti semplicemente conquistatori”.

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La numerazione dei pannelli fotografici fa riferimento alla sequenza originaria della mostra.