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palazzo dei Quartieri Militari, F. Juvarra

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Un'immagine dell'Italia.
Mostra di una mostra sulla Resistenza. 1946|2003

LA LINGUA DELLA MOSTRA

Le parole e le immagini

Dal punto di vista linguistico venne in primo luogo affidato alle immagini il compito enunciativo maggiore e fu limitata la presenza di documenti.
La scelta accentuò il ricorso a fotografie che fossero di forte carattere emblematico e simbolico, improntate ad un linguaggio retorico o che, più semplicemente, suggerissero situazioni realmente accadute.
Conseguente fu l’uso della parola scritta intesa non come didascalia ma come complemento testuale, sovrapposta all’immagine, capace di accentuarne i contenuti comunicativi.
Ad esempio, il concetto che la vicenda resistenziale avesse costituito una vera e propria riscrittura della storia venne ribadito, ribaltando il significato di immagini note prodotte dai fascisti o dai tedeschi (4A; la scritta “Vinceremo i tedeschi” in 1D).

4A 1D

Così l’idea del territorio liberato venne evocata con l’immagine dei cartelli tedeschi usati per segnalare la presenza di bande partigiane (9A; 9B), mentre la centralità della società civile nella lotta partigiana fu simboleggiata dalla sfilata in borghese, per le vie di Milano, del comando generale della resistenza (16B).


9A; 9B 16B

A sua volta l’azione partigiana gappista venne richiamata dalla istantanea di una bicicletta (5B) e un ponte distrutto fu sufficiente a suggerire l’idea del sabotaggio, poco importando se quel ponte era stato in realtà demolito da un bombardamento (11A).

5B 11A

La ricostruzione fotografica di un avvenimento venne utilizzata di frequente: andava dalle modalità di sabotaggio dei tram a Milano (4D), alla ricostruzione dell’attentato di via Rasella a Roma (il carrettino abbandonato in 5C), al palese fotomontaggio simbolico - un gruppo di operai fotografati ad una manifestazione dopo la liberazione e le ciminiere di una fabbrica - al quale si assegnava il compito di evocare gli scioperi nelle fabbriche nel 1943 e nel 1944 (1Abis).

4D 5C 1Abis

La numerazione dei pannelli fotografici fa riferimento alla sequenza originaria della mostra.