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presentazione
Un'immagine dell'Italia.
Mostra di una mostra sulla Resistenza. 1946|2003
STORIA,
POPOLO E ISTITUZIONI
Nei
pannelli le immagini sembrano più voler sottolineare ed enfatizzare
i testi che essere un vero e proprio tessuto narrativo (1C;
1D).
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| 1C |
1D |
Nella
ricostruzione cartografica degli avvenimenti la semplificazione
finisce con evidenziare la parzialità di analisi e di informazione
di cui si disponeva e la difficoltà a rappresentare eventi
frammentati in innumerevoli episodi locali. La carta delle
ostilità di reparti dellesercito italiano con le forze
tedesche (2A) è incompleta. Gli organizzatori della
mostra, consapevoli di tali carenze, preferiscono ricorrere
alla forza simbolica offerta dagli avvenimenti meglio ricostruiti
e alla evidenza delle cifre: 8400 fucilati a Cefalonia (2C).
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| 2A |
2C |
Lunico
soggetto attivo e protagonista è il popolo. Non lo sono il
re e la monarchia che non vengono mai nominati, neppure i
generali e le gerarchie militari e tanto meno gli organi istituzionali.
Il
popolo è inteso nel senso più ampio: i civili massacrati (5A);
i ragazzi e le donne delle città che erano insorte contro
i tedeschi, a partire da Napoli (2B); gli operai che
avevano sabotato la produzione bellica, scendendo ripetutamente
in sciopero, ed accanto a loro gli studenti (4C); non
ultimi, i soldati.
A
fronte del popolo vi erano i crucchi nazisti,
avidi di uomini, che avevano organizzato la schiavitù e la
tratta dei lavoratori (6B).
Centinaia
di migliaia erano stati i deportati (6C) per i quali
si erano spalancati gli orrori dei campi di concentramento
(6D). Colpisce il silenzio sullo sterminio degli ebrei:
nel 1946 il fenomeno della deportazione di cui si parla è
quello della deportazione politica; i caratteri specifici
della Shoah non sono ancora avvertiti come tali dallopinione
pubblica al tempo.
46
mila morti erano lulteriore contributo di vittime pagato
dagli italiani rimasti a combattere in divisa, non pochi dei
quali appartenenti a quella nuova armata, fortemente
osteggiata dagli Alleati, che non la vollero riunire
in una armata organica perché un esercito italiano non figurasse
tra i combattenti e i vincitori, per cui le furono attribuiti
vari nomi: prima Gruppi di combattimento, poi Corpo italiano
di liberazione (7A; 7B).
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| 7A |
7B |
La
numerazione dei pannelli fotografici fa riferimento alla sequenza
originaria della mostra.
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