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Caro
amico, cara amica, sapendoti persona interessata alle
attività dellIstituto, attento al ruolo
culturale che esso svolge da più di cinquantanni
nel contesto cittadino e regionale e sensibile al patrimonio
di valori morali e civili che danno fondamento e orientano
la sua attività, mi permetto di sottoporti alcune
valutazioni e riflessioni.
Poiché sono
questioni che superano la dimensione interna e si pongono
al confine tra cultura e società, tra scelte
individuali e scelte generali, mi sembra importante
coinvolgere le persone che ci sono vicine per averne
un contributo in idee e in progetti.
La
prima riflessione deriva da una necessità di
adattamento del modo di essere dell'Istituto al mutare
dei tempi. Mentre da un lato ci confortano i risultati
scientifici raggiunti – allargamento alla storia
di tutto il '900, incremento del patrimonio archivistico
e librario lungo le direttrici della ricerca, innovazione
tecnologica - dall'altro avvertiamo l'esigenza di allargarne
la fruizione e di rendere più stretto il collegamento
con la società. L'inevitabile affievolirsi della
memoria partecipata - per ragioni generazionali, ma
anche per la profonda trasformazione del tessuto sociale
- ci porta a elaborare i nostri riferimenti storici
e ideali volgendoli verso una lezione di educazione
civile, capace di confrontarsi con i gravi problemi
del mondo contemporaneo.
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Come
salvaquardare infatti l'identità e le prospettive
di crescita dellIstituto se non ricorrendo a
nuovi riferimenti che sappiano bene interpretare e
gestire leredità che ci viene lasciata?
Che mantengano le connessioni con la società, il mondo della cultura e
della ricerca e quello, strategico, della scuola e più in generale della
formazione? Solo una struttura associativa solida e diffusa nella società civile
può consentire di rispondere a queste domande in termini positivi, fornendo
risorse di idee e di attività.
A queste
esigenze generali se ne aggiunge una specifica, rappresentata
dal trasferimento nella nuova sede di via del Carmine
13. L'accorpamento di tutto il patrimonio dai vari
depositi, la disponibilità per il pubblico di
spazi, strumentazioni, laboratori didattici, costituiscono
un forte impulso allo sviluppo e all'allargamento delle
attività. La collaborazione, in termini di proposte
e realizzazioni, alle iniziative del Museo
Diffuso della Resistenza della Deportazione, della
Guerra dei Diritti e della Libertà che
ha sede nello stesso edificio (corso Valdocco 4A) costituisce
un importante segnale di tale crescita.
Vuoi
condividere questa riflessione e questo lavoro diventando
socio dellIstituto?
Claudio Dellavalle
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» Quote
per lassociazione:
€ 15,00 annui per gli studentii
€ 20,00 annui per i Soci ordinari
€ 50,00 annui per i Soci sostenitori
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Il versamento può essere effettuato tramite
assegno bancario
oppure su cc postale n° 27649102
intestato a:
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societą contemporanea
'Giorgio Agosti' - Via del Carmine, 13 - 10122 Torino
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- sconti sulle pubblicazioni
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