COMUNICARE
L’AZIONE UMANITARIA
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La
seconda edizione di Comunicare l’azione umanitaria
riprende e rilancia l’elemento strutturale che
ha caratterizzato l’edizione dello scorso anno:
la presentazione dei lavori del Laboratorio di Comunicazione
museale della Facoltà del Design del Politecnico
di Milano nel campo della documentazione dell’azione
umanitaria. Arricchendosi di una serie di interventi
di altre Istituzione europee (da Cracovia a Weimar
e Parigi) e in particolare dalla nascita di una prima
rassegna internazionale del cortometraggio sull’azione
umanitaria la cui direzione artistica è affidata
a Paolo Manera.
Il mese di attività, incontri, esposizioni si rivolge a quanti - in questo
primo anno di attività del museo - hanno iniziato a considerarlo come
uno spazio aperto e sensibile a una serie di problemi determinanti per lo sviluppo
e la crescita della democrazia e della libertà.
E si pone l’obiettivo, con particolare riferimento al settore della scuola,
di costituire un’occasione di incontro utilizzabile a una serie di diversi
livelli.
Ponendosi, ugualmente, come punto di riferimento per quanti, nel campo dell’organizzazione
dell’azione umanitaria, sono interessati alla presentazione della loro
attività e alla diffusione della conoscenza dei risultati del loro lavoro.
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Comunicare
i diritti e la libertà
La
mostra pone al proprio centro - nella «Galleria delle immagini» -
i risultati di un anno di attività del Laboratorio di Comunicazione Museale
della Facoltà del Design di Milano. Presentando una serie di modellini
di allestimento che documentano alcuni momenti dell’attualità dell’azione
umanitaria a partire dagli spunti forniti da una visita a Ginevra, al Musée
International de la Croix Rouge et du Croissant Rouge.
«
Spazi comunicativi» che partono dall’attività del CICR, ma
che documentano anche quanto viene realizzato da Emergency e da Amnesty International.
Alcuni video e cd-rom riprendono ed esplicitano i temi alla base della progettazione
dei modellini esposti. |
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Scenarios from Africa
Attraverso
opere recenti realizzate da registi emergenti, una finestra
aperta sul cinema come racconto e documentazione della
prevenzione dell’Aids
in Africa, e come strumento diretto di intervento.
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“Con
occhi diversi”
La
sezione presenta una serie di fotografie e di disegni
realizzati nell’immediato
dopoguerra dai ragazzi di Pristina: la situazione quotidiana, le difficoltà,
la vita che riprende in una città e in una regione (il Kossovo) raccontate
dal loro punto di vista.
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Manifesti
finlandesi,
francesi, iraniani,
polacchi e spagnoli
Accanto ai progetti tridimensionali, manifesti provenienti da Parigi, Cracovia,
Tehran, Azad, Soureh: una scelta dei migliori lavori degli studenti di Thierry
Sarfis, di Wladislaw Pluta e di Majid Abbasi, Mostafa Assadollahi, Saed Meshki,
Alireza Mostafazadeh e Bijan Sayfouri sui «Diritti dell’uomo» e
sul loro stato di applicazione.
Due docenti dell’International Poster School hanno infine realizzato, appositamente
per il museo, alcuni manifesti in grande formato: Isidro Ferrer dalla Spagna
e Kari Piippo dalla Finlandia. |
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Illustrazioni
per “L’uomo
che piantava gli alberi”
L’accostarsi a una tematica ambientale avviene attraverso le illustrazioni
di Simona Mulazzano, realizzate per l’edizione italiana del noto scritto
di Jean Giono (arrivata alla sua diciottesima ristampa).
L’idea di fondo è, quindi, quella di un appuntamento con una serie
di tematiche strettamente collegate all’attualità, viste e raccontate
a partire dal linguaggio del progetto tridimensionale, della multimedialità,
del cinema e del manifesto.
Fornendo, con i linguaggi della visione, una serie di spunti da riprendere
e approfondire visitando la mostra e integrandola con brevi incontri con gli «attori» dell’azione
umanitaria (mattinate riservate alle scuole). Riservando agli incontri pomeridiani
momenti di approfondimento (prevalentemente dedicati agli insegnanti) con giornalisti,
esperti, docenti con i quali analizzare come i diritti e le libertà vengano
affrontati in televisione, sui giornali e nell’editoria. |
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