Sono riuscito a chiudere tutta la mia
vita in una scatola, una scatola di documenti, come
serrati in me. Una scatola
di cartone giallo, la mia yellow box. L’ho legata
con un cordino ben stretto. Sono anni che non lo sciolgo.
Devo averla nascosta da qualche parte, non ho mai voluto
che qualcuno potesse trovarla, nemmeno Mary, nemmeno mia
figlia.
Forse è meglio che non la cerchi.
Germano Facetti (Milano 1926 – Sarzana, 2006) è un
personaggio noto in ambito internazionale per la sua attività di
grafico militante, legata in particolare alla direzione artistica
dei Penguin Books nei rivoluzionari anni Sessanta.
Pochissimi seppero che era stato deportato a Mauthausen per
ragioni politiche, poco più che adolescente. Egli
ne parlò come testimone solo negli ultimi anni della
sua vita, a partire dal film di Tony West The Yellow
Box (1998).
Questo volume segue il filo che lega “la scatola gialla” di
carta fotografica Kodak nella quale egli rinchiuse per mezzo
secolo i suoi disegni e i documenti sottratti al Lager, alla
rage de vivre con cui al ritorno si gettò nell’attività artistica,
fino alla sua decisone di aprire la scatola per farne
qualcosa, per portare evidenza.
Perché: Ricordati, c’è sempre gente
che nega i fatti.
Questo
volume accompagna la mostra “(R)esistere
per immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione del
Lager
alla storia del XX secolo”, allestita presso il Museo
Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra,
dei Diritti e della Libertà di Torino dal 24 gennaio
al 27 aprile 2008.