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Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti'
Studi
e documenti
Dal
buio del sottosuolo.
Poesia e Lager
a
cura di Alberto Cavaglion
Milano,
FrancoAngeli, 2006
 n
una lettera a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva
tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva
appena letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, “molto
del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo
del Lager”. E sul finire della lettera aggiungeva: “Ma
tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di
quella Sua avidità vigile… di nulla lasciare
inesplorato, di
tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza”.
Sollevare la memoria del Lager dal “buio del sottosuolo”è il
compito che si prefiggono Saba, Levi e molti autori europei
che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul Lager:
Vittorio Sereni, Paul Celan, Jean Cayrol, Charlotte Delbo,
Robert Desnos.
Sempre Levi dirà in una famosa intervista che “dopo
Auschwitz
non si può fare poesia se non su Auschwitz”.
Questo volume, che raccoglie gli atti di un Convegno svoltosi
a Torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta
mettere a confronto diverse tradizioni letterarie – francesi,
italiane, tedesche, israeliane –, stabilendo un vincolo
forte
fra coloro che credono alla necessità della poesia
nella società contemporanea.
Scritti
di: Daniela Amsallem, Sascha Feuchert, Mariarosa Masoero,
Enrico Mattioda, Pier Vincenzo Mengaldo, Iris
Milner, Riccardo Morello, Claudio Sensi, Sibylle Rothkegel
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