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Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti'
Studi
e documenti
Alessandro
Scotti e il partito dei contadini (1889-1974)
di
Giovanni De Luna
Milano,
FrancoAngeli, 1985, pp.346
 ondo
contadino e “politica”: è possibile
studiare il rapporto che intercorre fra queste due realtà?
Attraverso quali canali il consenso
elettorale era convogliato verso i
singoli partiti? Quale era il ruolo
dei “mediatori”? Quale era il “tipo” politico
e umano che configurava un “capo” contadino?
Tra
mondo contadino e partiti politici
c’era, e per certi versi rimane ancora, una zona
di confine interna
alla comunità rurale e in contatto
con la dimensione nazionale della
politica, dove il consenso e le
scelte elettorali si definiscono sulla
base di una legittimazione sociale
preesistente alla collocazione partitica e da essa in
qualche modo
indipendente. Valori e tradizioni
di “lungo periodo” si innestano
sui singoli comportamenti politici,
innescando processi di consapevolezza di se stessi e
della propria
storia.
Tutti questi temi vengono rivissuti in questo libro
attraverso l’esperienza del Partito dei contadini
e
del suo principale animatore, Alessandro Scotti. Deputato
alla Costituente e poi nelle due legislature
1948-1953 e 1953-1958, Scotti fu
sempre eletto nella circoscrizione
Cuneo-Alessandria-Asti, avendo però il suo seguito
elettorale quasi,
esclusivamente localizzato nell’Astigiano. E in
questa zona, il Partito dei contadini (fin dalla sua
fondazione nel 1921) fu un vero
e proprio partito di massa, tallonando da vicino i risultati
ottenuti dalla Dc e dal Pci.
Giovanni De Luna (Battipaglia,
1943), ha scritto numerosi saggi
sul fascismo e sulla crisi italiana
1943-1948. Tra i suoi libri: “Benito Mussolini,
soggettività e pratica
di una dittatura”, Feltrinelli, Milano 1978; “Storia
del partito
d’azione, 1942-1947. La rivoluzione democratica”,
Feltrinelli,
Milano. 1982.
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