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Archivio personale di Bruno Vasari
A partire dal 2002 Bruno Vasari ha cominciato a donare all’Istituto
le carte del suo archivio personale. Nel 2004 il sovrintendente
ai beni archivistici, vista la rilevanza dei documenti contenuti,
ha vincolato il fondo per garantirlo dal rischio di future
dispersioni. Le carte sono state versate regolarmente dal
dottor Vasari fino alla sua morte e nel novembre del 2009
sono pervenuti gli ultimi documenti rimasti nella sua abitazione
di via dei Mille a Torino. L'ordinamento dell'archivio viene
effettuato da Barbara Berruti.
Per completare la descrizione dell’archivio occorre
ancora integrarlo con:
- Recupero delle lettere di Bruno Vasari presso gli archivi
dei suoi corrispondenti.
- Spoglio in Erasmo e SBN degli articoli pubblicati da Bruno
Vasari sulla rivista "Lettera ai Compagni" da lui
diretta per 20 anni (circa 230 scritti)
- Digitalizzazione in formato elettronico di tutti gli articoli
di Vasari comparsi su periodici per un totale di circa 1000
pagine.
Archivio della deportazione piemontese
L’Archivio
della deportazione piemontese è costituito
da 219 testimonianze, raccolte fra il 1982 e il 1985 da un gruppo
di lavoro dell’Università di Torino e degli Istituti Storici
della Resistenza di Alessandria, Cuneo, Novara e Vercelli-Borgosesia,a
reduci dai campi di concentramento e di sterminio nazisti residenti
in Piemonte al momento delle interviste. L’ADP è stato uno dei
primi grandi progetti realizzati dall’Aned Piemonte, concepito e seguito
nella sua realizzazione da Bruno Vasari in qualità di presidente dell’Associazione,
e ha segnato l’avvio di una stretta collaborazione con l’Università ed
il mondo della ricerca storiografica per recuperare la memoria
della deportazione politica. Nel 1991 lo stesso Vasari lo ha
depositato ufficialmente presso gli archivi dell’Istituto piemontese
per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio
Agosti” dove è possibile
consultarlo.
Nel 2007 è stata realizzata una banca dati sulle 27 donne la cui testimonianza è raccolta nell'ADP. Analoga ricerca è stata condotta per i testimoni di sesso maschile. Si è quindi provveduto al recupero informatico del testo dattiloscritto di ogni singola intervista, al suo progressivo inserimento in Archos ed è partita una ricerca bibliografica complessa per ricostruire il profili dei 189 testimoni.
Ad aprile 2010 si è giunti alla messa in rete della banca dati dell’ADP.
Il gruppo di ricercatori è formato da Susanna Braccia, Serena Manfredi,
Cristian Pecchenino ed è seguito da un comitato operativo composto
da: Barbara Berruti, Luciano Boccalatte, Bruno Maida, Lucio
Monaco, Carlo Pischedda.
Per saperne di più:
Banca dati ADP
Archivio della deportazione piemontese
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