Fiat Fonderie Ghisa - Via Cuneo, 21

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Di fronte al complesso della Fiat Grandi Motori si trova, al numero civico 21 di Via Cuneo, quello della Fiat Fonderie Ghisa.

La fabbrica consta di due stabilimenti attigui che si estendono su una superficie complessiva di 36000 metri quadrati.

Lo stabilimento comprende impianti per la formatura a macchina dei getti e delle anime, stufe elettriche e a carbone per l’essiccazione delle staffe, forni a cubilotto ed elettrici per la ghisa, forni a nafta ed elettrici per il bronzo e l’alluminio ed una grande officina meccanica per la lavorazione delle conchiglie.

Si tratta perciò di una fonderia in grado di sostenere ritmi di lavorazione piuttosto elevati se si pensa che nel 1932 questi impianti, che occupano circa 800 dipendenti, riescono a produrre, in otto ore di lavoro "i getti di ghisa, bronzo e alluminio per ben 200 automobili" [PNF, 1932].

Durante la guerra il numero delle maestranze è più che raddoppiato, visto che sono circa 1800 i lavoratori impiegati in questo stabilimento, che possiede inoltre un magazzino adibito al deposito legname in Via Cecchi, accanto a quello della Fiat Grandi Motori, ed uno spaccio aziendale per la vendita di legname ai dipendenti, in Corso Vercelli.

A partire dal mese di luglio del 1943, gli stessi bombardamenti che colpiscono l’attigua Fiat Grandi Motori, causano ingenti danni anche ai fabbricati delle Fonderie. Il primo ad essere colpito, la notte tra il 12 e il 13 di luglio, è proprio "il padiglione adibito a spaccio aziendale e vendita legna (C.so Vercelli)" [Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398], sul quale la caduta di bombe incendiarie provoca un incendio che "distrugge completamente tutto l’edificio e il materiale presente al suo interno" [Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398]. Durante la stessa incursione, altre due bombe dirompenti cadute a circa 18 metri di distanza dai fabbricati, danneggiano gravemente anche la palazzina uffici, con il conseguente crollo "di parecchi muri divisori e la distruzione totale dell’impianto della luce e della forza industriale e quella parziale dell’impianto telefonico" [Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398].

Pochi giorni dopo, il 13 di agosto, fiamme di vaste proporzioni si sviluppano in seguito alla caduta di numerose bombe e spezzoni incendiari, e arrecano ingenti danni al laboratorio ricerche e controlli favoriei dalle "tramezze in legno di cui era fornito, dalla fuoriuscita di ossigeno contenuto in alcune bombole, dalla fuoriuscita del gas illuminante e dalla continuità dei pericolosi corto circuiti" [Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398] e al raccordo ferroviario dello stabilimento, distruggendone quasi completamente il magazzino e gran parte delle merci qui depositate (nero minerale, argilla e cemento).

Altre due incursioni, secondo quanto trapela dalla domanda di risarcimento inviata dalla Fiat all’Intendenza di Finanza il 6 novembre 1945, colpiscono lo stabilimento il 1 dicembre del 1943 e il 25 aprile del1944: le bombe dirompenti e gli spezzoni incendiari che precipitano sui fabbricati industriali e nelle vicinanze determinano " la distruzione quasi totale di una parte delle costruzioni, degli impianti, e di gran parte dei materiali" [Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398].

La produzione della Fiat Fonderie Ghisa all’interno della struttura di Barriera di Milano continua fino al primo dopoguerra quando, nel 1950, tutte le lavorazioni sono trasferite nel complesso di Mirafiori.


Fonti citate

Archivio:

Archivio di Stato di Torino, Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella N° 3398;

Archivio storico Fiat, fascicolo ricostruzione, note sul commercio estero;

Archivio storico Fiat, Fascicolo Danni di guerra, fascicolo 9;

Bibliografia essenziale:

Fiat, Le ali della Fiat, opuscolo celebrativo (senza data di pubblicazione) di tutti gli stabilimenti Fiat conservato presso l’Archivio storico Fiat;

Anno Decimo, Glorie e lavoro del Piemonte a cura del PNF di Torino, anno 1932;

R. Luraghi, Il movimento operaio torinese durante la Resistenza, Einaudi, Torino, 1958.

 

 

 

 

 

 
       
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