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| L'attuale ITF "Santorre
di Santarosa", che utilizza i vecchi locali del Gruppo rionale
fascista "Amos Maramotti". |
Il palazzo progettato dall'architetto Alessandro
Canestri quale sede del gruppo rionale fascista di Borgo San Paolo viene
edificato nel 1936 su un terreno di 4000 metri quadrati ceduto dal Comune
di Torino e grazie ad un finanziamento dell'industriale Vincenzo Lancia.
Il complesso, terminato in soli 160 giorni di lavoro, è caratterizzato
da un'imponente torre vetrata alta 29 metri rappresentante un fascio stilizzato.
La sede è intitolata ad Amos Maramotti, giovane squadrista torinese
caduto il 21 aprile del 1921 nell'assalto fascista alla Camera del lavoro
di corso Siccardi.
Collocato in un quartiere operaio, l'edificio risponde a quei criteri
architettonici e ideologici che caratterizzano quelle sedi costruite ex
novo per le organizzazioni periferiche del partito che la Federazione
torinese così aveva indicato alla metà degli anni Trenta:
"L'area deve trovarsi nelle immediate vicinanze di una importante
arteria stradale. La soluzione ideale sarebbe quella di porre la costruzione
al centro di un isolato limitato da quattro vie, in modo da aver disponibile
tutt'attorno una vasta estensione di terreno, indispensabile sia per le
adunate che per le esercitazioni giovanili. Tale soluzione permette anche
di dare al fabbricato una unità e una dignità architettonica,
che non è possibile ottenere quando esso si trovi affiancato a
costruzioni comuni" (Costruire, p. 23). Nelle zone più decentrate,
- dove non mancano gli spazi - l'applicazione di queste disposizioni sarà
ancora più evidente, come, ad esempio nel gruppo rionale di Mirafiori,
intitolato a Giovanni Porcù del Nunzio, all'angolo tra corso Giambone
e corso Unione Sovietica.
L'impatto della guerra allenta notevolmente la presa che in tempo di pace
il gruppo rionale, attraverso i compiti di assistenza, controllo politico
e propaganda, esercita sulla comunità, mettendo progressivamente
in crisi quei meccanismi che regolano i rapporti quotidiani tra gli iscritti
e queste strutture periferiche del partito. Dinanzi a problemi quali la
fame, lo sfollamento, la borsa nera e i bombardamenti quel complesso di
sovrastrutture di tipo piramidale creato nelle borgate - a partire dal
1942 - si sfalda progressivamente. Alla caduta del fascismo le manifestazioni
del 26 luglio 1943 hanno come obiettivo le sedi e i simboli del regime:
anche il circolo Maramotti, come gli altri gruppi rionali torinesi, viene
preso d'assalto dalla folla.
Dopo l'8 settembre 1943, il ricostituito Partito fascista repubblicano
riaprirà solo alcune delle sedi periferiche, ma ormai la loro funzione
è sempre più marginale e precaria. Lo stesso giornale della
federazione del Pfr - contrariamente a quanto avviene prima della caduta
del fascismo - non li nomina quasi più.
Opere citate:
Costruire. Anni XIII-XIV-XIV, Torino, Federazione torinese del Pnf, s.d.
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