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  Gruppo Rionale fascista Amos Maramotti Corso Peschiera, 230       
(tram: 13 bus: 33-42-55-56)

 

L'attuale ITF "Santorre di Santarosa", che utilizza i vecchi locali del Gruppo rionale fascista "Amos Maramotti".
L'attuale ITF "Santorre di Santarosa", che utilizza i vecchi locali del Gruppo rionale fascista "Amos Maramotti".

Il palazzo progettato dall'architetto Alessandro Canestri quale sede del gruppo rionale fascista di Borgo San Paolo viene edificato nel 1936 su un terreno di 4000 metri quadrati ceduto dal Comune di Torino e grazie ad un finanziamento dell'industriale Vincenzo Lancia. Il complesso, terminato in soli 160 giorni di lavoro, è caratterizzato da un'imponente torre vetrata alta 29 metri rappresentante un fascio stilizzato. La sede è intitolata ad Amos Maramotti, giovane squadrista torinese caduto il 21 aprile del 1921 nell'assalto fascista alla Camera del lavoro di corso Siccardi.
Collocato in un quartiere operaio, l'edificio risponde a quei criteri architettonici e ideologici che caratterizzano quelle sedi costruite ex novo per le organizzazioni periferiche del partito che la Federazione torinese così aveva indicato alla metà degli anni Trenta: "L'area deve trovarsi nelle immediate vicinanze di una importante arteria stradale. La soluzione ideale sarebbe quella di porre la costruzione al centro di un isolato limitato da quattro vie, in modo da aver disponibile tutt'attorno una vasta estensione di terreno, indispensabile sia per le adunate che per le esercitazioni giovanili. Tale soluzione permette anche di dare al fabbricato una unità e una dignità architettonica, che non è possibile ottenere quando esso si trovi affiancato a costruzioni comuni" (Costruire, p. 23). Nelle zone più decentrate, - dove non mancano gli spazi - l'applicazione di queste disposizioni sarà ancora più evidente, come, ad esempio nel gruppo rionale di Mirafiori, intitolato a Giovanni Porcù del Nunzio, all'angolo tra corso Giambone e corso Unione Sovietica.
L'impatto della guerra allenta notevolmente la presa che in tempo di pace il gruppo rionale, attraverso i compiti di assistenza, controllo politico e propaganda, esercita sulla comunità, mettendo progressivamente in crisi quei meccanismi che regolano i rapporti quotidiani tra gli iscritti e queste strutture periferiche del partito. Dinanzi a problemi quali la fame, lo sfollamento, la borsa nera e i bombardamenti quel complesso di sovrastrutture di tipo piramidale creato nelle borgate - a partire dal 1942 - si sfalda progressivamente. Alla caduta del fascismo le manifestazioni del 26 luglio 1943 hanno come obiettivo le sedi e i simboli del regime: anche il circolo Maramotti, come gli altri gruppi rionali torinesi, viene preso d'assalto dalla folla.
Dopo l'8 settembre 1943, il ricostituito Partito fascista repubblicano riaprirà solo alcune delle sedi periferiche, ma ormai la loro funzione è sempre più marginale e precaria. Lo stesso giornale della federazione del Pfr - contrariamente a quanto avviene prima della caduta del fascismo - non li nomina quasi più.

Opere citate:
Costruire. Anni XIII-XIV-XIV, Torino, Federazione torinese del Pnf, s.d.
 

 
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