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Lo
sciopero: svolgimento
Fiat
Mirafiori
"Sono
le 9,30, alla Fiat Mirafiori gli operai stanno preparandosi
allo sciopero. Essi aspettano il segnale prova dallarme
delle ore 10 per cessare di lavorare. La direzione della Fiat
ha ordinato di sospendere il funzionamento del segnale prova
dallarme per impedire lo sciopero. Le 10 sono già passate
da qualche minuto, ma il segnale non suona. Gli operai guardano,
comprendono linganno. Tutti insieme smettono di lavorare:
sciopero."
Testimonianza
di Leo Lanfranco riportata ad Umberto Massola, in U. Massola, Gli
scioperi del 43. Le fabbriche contro il fascismo, Editori
Riuniti, Roma, 1973; [p.64]
Officine
Meccaniche Felice Rasetti
"Al
suono della sirena della campana delle ore 10 la fermata dal
lavoro è quasi totale. Lo sciopero si protrasse fino allora
della refezione ed esplose in molti casi lesasperazione
dei lavoratori contro la guerra e contro il fascismo".
Udio
Cicianesi, operaio alla Rasetti, testimonianza in U. Massola, Gli
scioperi del 43. Le fabbriche contro il fascismo, Editori
Riuniti, Roma, 1973; [p.65]
"Le
maestranze dello stabilimento Rasetti sezione di Via Salerno
64 e di Corso Cirié 18, prendendo a pretesto il rincaro del
costo della vita e la mancata corresponsione del premio ventennale
effettuano in massa una manifestazione di protesta. Gli operai
della sezione di Via Salerno lasciano il loro posto di lavoro
e si recano negli uffici della direzione, mentre quelli della
sezione di Corso Cirié, sospendono in massa la lavorazione
nonostante i ripetuti inviti dei dirigenti a sospendere la
loro azione."
Denuncia
redatta dal Commissariato di Borgo Dora il 7 marzo 1943, in
Verbali dei Cln Aziendali: E/83/B
Microtecnica
"Lo
sciopero partì dal reparto manutenzione. Alle 10,00 suonò la
sirena, gli operai si concentrarono tutti in quel reparto,
compresi quelli che lavoravano ai piani superiori. Si vedevano
anche molti impiegati".
Luciano
Rossi, operaio alla Microtecnica, testimonianza in G. Alasia,
G. Carcano, M. Giovana, Un giorno del 43, Gruppo
Editoriale Piemonte, Torino, 1983; [p.169];
Fiat
Ricambi
"La
parola dordine fatta circolare era questa: alle 10, quando
suona la sirena per la solita prova, tutto si deve fermare.
Nella mia vita di operaio ho partecipato a tanti scioperi,
ma non ho mai visto, prima del fascismo e dopo la Liberazione,
una partecipazione così totale. Tutti si fermarono".
Magno
Barale, operaio specializzato alla Fiat Ricambi, testimonianza
in G. Alasia, G. Carcano, M. Giovana, Un giorno del 43,
Gruppo Editoriale Piemonte, Torino, 1983; [p.117];
Le "parole
dordine" Fiat
Aeronautica
"Le
parole dordine della lotta erano, più o meno, queste: "vogliamo
avere le 192 ore, vogliamo avere più pane, perché le nostre
famiglie non devono soffrire più a causa della guerra imperialistica,
della guerra fascista".
Fernando
Bianchi, operaio alla Fiat Aeronautica, testimonianza in G.
Alasia, G. Carcano, M. Giovana, Un giorno del 43,
Gruppo Editoriale Piemonte, Torino, 1983; [p.118];
Il
contributo delle donne Riv
"Vicino
a noi vi era il reparto gabbie-rulli dove lavoravano delle
donne: fermarono subito e dichiararono che erano daccordo
con noi di protestare per avere un aumento della paga e le
192 ore".
Giuseppe
Mainardi, operaio alla Riv, testimonianza in U. Massola, Gli
scioperi del 43. Le fabbriche contro il fascismo, Editori
Riuniti, Roma, 1973; [p.85]
"Scese
nel cortile reclamano laumento della razione del pane
e del burro, la fine della guerra e del fascismo".
Giuseppe
Mainardi, operaio alla Riv, testimonianza in U. Massola, Gli
scioperi del 43. Le fabbriche contro il fascismo, Editori
Riuniti, Roma, 1973; [p.85]
"Quando
arrivarono i metropolitani, questi spingevano con tutta la
loro forza le donne. Le donne non rimasero a guardare, si lanciarono
in avanti con gli zoccoli in mano e si misero a picchiare i
metropolitani".
Giuseppe
Mainardi, operaio alla Riv, testimonianza in U. Massola, Gli
scioperi del 43. Le fabbriche contro il fascismo, Editori
Riuniti, Roma, 1973; [p.85]
Reazione
delle autorità e provvedimenti disciplinari Officine
Savigliano
"Un
ufficiale dellesercito si piazza davanti a un tornitore
che è con le braccia incrociate dietro il tornio e gli dice
più volte, gridando, di mettersi a lavorare. Prende la pistola
e gliela mette davanti alla faccia, ma lui niente, non si muove.
Poi il militare lo schiaffeggia gridandogli di riprendere il
lavoro, ma lui niente, non si muove, e nemmeno in mezzo al
reparto nessuno lavorava"
Testimonianza
tratta da una lettera inviata da un gruppo di lavoratori al
Cln aziendale a Liberazione avvenuta e riportata nei Verbali
del Cln aziendale. [Verbali CLN aziendali E/84/A].
Officine
Meccaniche Felice Rasetti
"Il
direttore dopo che si è già ripreso il lavoro passando dietro
di me accompagnato dal commissario di polizia dice le seguenti
parole: questo è uno, volendo con ciò forse alludere che io
sia stato un promotore del movimento. In seguito sono stato
arrestato e deferito al tribunale speciale".
Testimonianza
di Pietro
Rizzo, operaio, reperibile nei Verbali dei Cln Aziendali: E/83/B
Riv
"La
direzione della Riv aveva provveduto a far filmare la manifestazione:
nella sala della direzione fu alzato un grande pannello tappezzato
di fotografie ingrandite, ciascuna contrassegnata da un cerchietto
che indicava gli scioperanti individuati. Servirono alla cattura
di operai e operaie che furono processati e, in alcuni casi,
deportati."
Luigi
Gatti, operaio alla Riv, testimonianza
in G. Alasia, G. Carcano, M. Giovana, Un giorno del 43,
Gruppo Editoriale Piemonte, Torino, 1983; [p.144];
Fiat
Spa
"La
direzione esercitò pressioni agli operai dipendenti per riprendere
il lavoro durante lo sciopero del marzo 1943 e al termine di
questo, denunciò alcuni operai che in seguito a tale denuncia
furono inviati in Germania"
Testimonianza
contenuta in una delibera della Commissione di Epurazione del
13 ottobre del 1945 reperibile nei Verbali Cln aziendali, E/75/A.
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