Storia Facendo

Spunti operativi per un percorso di storia a partire dalla prima classe della scuola elementare

CAPITOLO 1: APPUNTI SUL METODO DI LAVORO

Qualche precisazione sul metodo di lavoro scelto.
Il discorso sul metodo non è certo marginale rispetto ai contenuti, alle abilità da apprendere e alle competenze da acquisire.
La nostra proposta fa esplicito riferimento all’elaborazione indicata come Valutazione per la formazione (vedi i capitoli 2.3., 3.3, 4.6) sviluppata da importanti studiosi italiani ch hanno preso spunto da un’abbondante letteratura di riferimento, soprattutto nord-americana, per costruire risposte originali, adeguate al nostro contestoù. Nel corso del nostro itinerario ci sono stati di particolare utilità i lavori di Bianca Maria Varisco e Mario Castoldi, che hanno avuto la benevolenza di portare i loro contributi ad alcune nostre iniziative (vedi nota 5). Più generali riferimenti alla letteratura sull’argomento sono disponibili in bibliografia.

La valutazione formativa consente:

Le modalità di lavoro che abbiamo scelto sono quelle in grado di considerare i bambini come soggetti attivi, come cittadini e co-costruttori del loro sapere e ci siamo ritrovati ad apprezzare le forme didattiche che si basano sulla valorizzazione e l’integrazione delle differenti risorse presenti nei gruppi di allievi, per trasformarli in vere e proprie comunità di apprendimento.

Gli approcci didattici utilizzati consentono al bambino di costruire conoscenze insieme con altri e di provarne soddisfazione, esperienza questa essenziale nella formazione e nella crescita del «futuro cittadino attivo e consapevole».

Tale impostazione permette ai bambini più “deboli” di acquisire fiducia nelle proprie capacità e di sviluppare le potenzialità latenti, mentre ai bambini più “forti” di misurare i limiti dei loro risultati seppur brillanti, di contenere l’ansia da prestazione, di maturare senso di responsabilità. Gli alunni sono sollecitati ad individuare e sviluppare le abilità sociali necessarie per relazionarsi nel gruppo in modo efficace, gli insegnanti pianificano l’apprendimento in modo graduale e condiviso.

1.1 PROGRAMMARE

L’obiettivo generale delle varie attività qui descritte è di rendere il bambino capace di orientarsi nel tempo e nello spazio, e di apprendere, in prima definizione, il concetto di fonte, iniziando a servirsene.

Gli obiettivi specifici:

Le abilità da attivare per intraprendere un percorso di formazione geostorica sono:

Lavoriamo anche su concetti fondanti come:

Questo sapere è molto complesso, il bambino vi può accedere con una conquista lenta e graduale, attraverso il fare con gli altri, il reiterare le azioni, il riflettere sulle stesse.
Non si può pensare che ad attività che vogliono attivare conoscenze e competenze così importanti e complesse possa essere dedicato un tempo ridotto, magari solo un quadrimestre in prima elementare: tali attività entreranno a far parte di un bagaglio di conoscenze ricorsivamente utilizzate.
È proprio attraverso la dimensione sociale della conoscenza, che si giova delle abilità conseguite nel gruppo classe, che si potranno costruire gli apprendimenti futuri. Il proseguimento dell’azione educativa consentirà di maturare processi di interiorizzazione di conoscenze ed abilità che dureranno e si rinnoveranno per tutta l’esperienza scolastica a livelli diversi di complessità. Ad esempio la linea del tempo potrà essere utilizzata per rappresentare una settimana di scuola, la vita di un bambino di sei anni e ancora la storia della Terra o un secolo di storia (vedi capitolo 2.2).
Per tenere sotto controllo la complessità a cui abbiamo accennato è necessario programmare e può essere utile lo schema che abbiamo usato noi e che riproduciamo qui di seguito: ci ha aiutato a definire il lavoro, a rendere controllabile la progettazione, a sostenere la complessità del nostro lavoro d’insegnanti, a monitorare gli apprendimenti del gruppo classe e dei singoli alunni. Compilare lo schema in anticipo non ci ha impedito di modificare il percorso in itinere, ma è stato occasione di riflessione e motivato adeguamento, soprattutto rispetto ai tempi e ai contenuti.

GRIGLIA DI PROGETTAZIONE

Obiettivi
(per l’allievo)
Indicatori
(comportamenti osservabili)
Profilo d’uscita

Preconoscenze

(in un processo circolare sono le condizioni per affrontare il percorso e nello stesso tempo crescono attraverso il percorso stesso)
Attività/contesti Strumenti/situazioni valutative


 

 


 


 

 

Usando operatori, strumenti e contenuti della disciplina Storia abbiamo cercato di costruire un percorso articolato ed interdisciplinare, capace di «dare senso alla varietà delle esperienze e ridurre la frammentazione e il carattere episodico dell’apprendimento» (come raccomandato dalle Indicazioni Ministeriali per il Curricolo, p. 15 e - similmente - dal testo di revisione delle Indicazioni, bozze del 30/05/2012, p. 3).

Sono quattro le dimensioni a cui abbiamo dedicato maggiore attenzione, corrispondenti ad altrettanti aspetti cognitivi e non cognitivi della formazione:

  1. Gli operatori della conoscenza storica
  2. La ricerca storica, metodi
  3. Il gruppo come comunità educante (Concetto di cittadinanza)
  4. L’autovalutazione

1.2 LA CLASSE LABORATORIO

Per prima cosa, forse, conviene dire che per occuparci di “tempo” abbiamo bisogno di tempo e di ... spazio.
Il gruppo classe al lavoro necessita di essere messo in una condizione che gli consenta di elaborare e produrre conoscenza: ha bisogno di accoglienza, di regole, di turni, di modalità di registrazione, di consapevolezza dei percorsi, di verifiche e di autovalutazione; ha bisogno di tempi per riflettere sui percorsi che sta compiendo sia a livello collettivo sia individuale, sia per gli alunni sia per gli adulti coinvolti.
La classe laboratorioè un luogo dove costruire la capacità e il piacere di imparare, dove si può discutere, osservare, pensare, fare e disfare, costruire modelli, leggere, scrivere, contare, fare ipotesi, applaudire, recitare, commuoversi, cantare…
Un luogo dove tutti, bambini e adulti, si mettono in gioco. Organizzato con i cartelloni, i calendari per prevedere e per ricordare, le agende, le ruote e le linee del tempo, dove ci sono cartine, libri, dizionari, Internet, LIM, per cercare se non si sa, per prendere modelli e, dove è possibile, semplificare le operazioni necessarie per la scrittura attraverso l'uso del computer.
Un luogo nel quale, se l’insegnante vede lo sguardo smarrito di un bambino che non ha capito, può offrirgli appigli per la comprensione diversificando il più possibile gli strumenti a disposizione. Un luogo dove si può costruire e conservare la memoria, comporre cioè le tracce di esperienze/conoscenze/ricordi in modo che possano essere richiamati, sollecitati per costruire nuove conoscenze, per intrecciare concetti. Un luogo dove la metodologia di lavoro che proponiamo trovi spazi e strumenti adatti a sollecitare la partecipazione attiva, motivata dei bambini, con il preciso intento di trasformare l’esperienza scolastica in una palestra per la formazione di cittadini consapevoli, critici, competenti, responsabili ed orgogliosi di esserlo. (Vedi capitolo 4 IMPARARE INSIEME)

Alcune caratteristiche della classe laboratorio:

Nel capitolo 5 troverete esempi di possibile progettazione, corredata di proposte operative, documentazioni di esperienze, unità di apprendimento, strumenti per la valutazione tratti dalle sperimentazioni nelle nostre classi (per altro molto diverse per ubicazione territoriale, numero e provenienza degli alunni, contesto sociale di appartenenza).
Tali proposte sono state realizzate principalmente nelle classi prime, ma sono state utilizzate anche nelle progettazioni degli anni successivi. Sono state riprese e ampliate, nella consapevolezza che lo sviluppo dell’orizzonte temporale nei bambini richiede mesi ed anni e la ricorsività degli stimoli e delle attività.

Vedi materiali già disponibili sul sito:
www.istoreto.it/materiali/Didattica/doc/630_valutaform_SintesiPossibileVarisco_09.pdf
Per un quaderno delle classi prime

Ci sentiamo di condividere la documentazione della nostra esperienza, perché è stato interessante produrla e ci ha dato soddisfazione sperimentarla con i nostri alunni. Pensiamo che, con i dovuti adeguamenti richiesti dal contesto in cui si opera, possa costituire un valido punto di partenza, una buona pratica per migliorare STORIA… FACENDO in un continuo processo di ricerca-azione da parte di insegnanti che non si accontentano di una valutazione imprecisa, che li obbliga a tradurre in voti propensioni, processi, abilità e competenze non facilmente quantificabili su scala decadica. Senza contare inoltre che tali espressioni numeriche risultano prive di capacità di retroazione, essenziali invece per fornire ai destinatari gli strumenti necessari all’individuazione dei punti di forza e di debolezza dei propri saperi e dei propri saper fare.