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Da Detroit a Lione
Trasformazione economica e governo locale a Torino (1970-1990)
Una delle contraddizioni più acute per Torino è stata quella tra le prerogative della sua industria automobilistica e le capacità del governo locale. Le conseguenze di questo squilibrio si rivelarono interamente negli anni Settanta, quando Torino si trovò tra due crisi: quella politica statuale del paese e quella del modello fordista. L’avvento delle sinistre alla guida delle Amministrazioni subalpine generò molte aspettative, ma la caduta delle Giunte tra Pci e Psi chiuse una fase della storia amministrativa e politica torinese, cui seguirono anni contrassegnati dall’instabilità del governo locale.
Nel passaggio dal fordismo al post-fordismo ad avviare il cambiamento fu ancora la grande industria automobilistica. L’uscita dalla crisi del decennio precedente avvenne con profonde modificazioni nell’assetto economico (ristrutturazione tecnologica e organizzativa, piccole imprese, crescita del terziario), a cui non corrisposero altrettanto rapidi mutamenti nel governo locale.
Come Detroit aveva costituito il riferimento e l’alter ego della città-fabbrica, Lione diveniva il modello per l’urgenza sentita negli strati sociali più dinamici di una guida politico amministrativa sagace e lungimirante che favorisse la trasformazione di Torino in un sistema-città in grado di reggere il confronto con le altre metropoli europee.
Castagnoli Adriana: Insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupata principalmente di storia economica e politico-amministrativa del Novecento. Fra i suoi lavori più recenti "Da Detroit a Lione. Trasformazione economica e governo locale a Torino (1970-1990)" e "Il mercato planetario" (2000). Ha pubblicato inoltre, in collaborazione con E. Scarpellini, "Storia degli imprenditori italiani" (2003).


