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Cristiani inquieti tra fede e politica
La figura e le carte di Ettore De Giorgis
"La fede, infatti, non dispensa dall’uso dell’intelligenza, non garantisce soluzioni infallibili, non assicura dall’errore; il cristiano non ha sicurezze; egli sa una cosa soltanto, che lo Spirito non lo abbandonerà nel corso del suo esodo […] L’impegno del cristiano non può pertanto prescindere da una lettura corretta della storia […] ma tale impegno è ravvivato pure dalla coscienza di essere il veicolo dello Spirito nella trasformazione dell’uomo e delle strutture che soffocano l’uomo. Una “politica cristiana” è un’aberrazione, ma per un credente la politica che egli compie è animata da una motivazione cristiana. Sarebbe ben squallida quella fede che fosse contenuta nei confini della vita privata”. [Ettore De Giorgis, 1972]
Il volume presenta gli atti delle due giornate di studio dedicate alla figura di Ettore De Giorgis(1931-1991) nel novembre 2011. Insegnante e pubblicista, Ettore De Giorgis […] si laurea con Michele Pellegrino in Letteratura cristiana antica, partecipa alle attività del Gruppo Mounier e manifesta interesse verso il Movimento di Comunità di Adriano Olivetti e il cattolicesimo progressista francese. Scrive per numerose riviste, tra le quali “Esprit”, di cui frequenta assiduamente la sede a Parigi. Affronta questioni politiche e sociali e temi di storia religiosa, teologia, ecumenismo e letteratura […]. Attento osservatore del mondo del lavoro, soprattutto dell’esperienza dei preti-operai, partecipa a iniziative promosse dalla Cisl e dalle Acli. Viaggiatore instancabile, è testimone dell’arrivo dei carri armati a Praga nell’agosto 1968.


