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Senza più tornare
L’esodo istriano, fiumano, dalmata e gli esodi nell’Europa del Novecento
Al termine del secondo conflitto mondiale milioni di persone attraversano l’Europa, ridisegnata da trattati e protocolli di pace. Spostamenti forzati di popolazione che toccano da vicino anche la componente italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia: uomini e donne chiamati a vivere la dolorosa esperienza dell’esilio, diventando protagonisti di un esodo che, snodatosi per oltre un decennio, si intreccia in una maglia fitta con quanto avviene nel resto del continente. Analizzare il caso giuliano-dalmata nel quadro dei grandi spostamenti di popolazione che segnano la fine della seconda guerra mondiale è particolarmente efficace per illustrare pagine della storia europea lasciate ai margini della conoscenza nei media e nei libri di scuola. Viceversa tali fenomeni, con il loro riprodursi costante nei contesti di crisi e nelle zone contese, rimandano al sistematico agire di politiche e culture legate alle ingegnerie sociali del Novecento, ancora oggi operanti. Una visione questa ampiamente rappresentata nelle pagine del volume, attraverso il confronto tra studiosi di storia e insegnanti di varia estrazione, legati agli Istituti storici della Resistenza e a Enti di studio espressione del mondo dell’esodo.
Miletto Enrico: Lavora come ricercatore presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e la Fondazione Vera Nocentini. Autore di studi e ricerche sulla storia di Torino operaia, si occupa delle vicende legate all’esodo istriano e al confine orientale d’Italia.


