La ricerca si ripropone di studiare i crimini nazifascisti commessi contro i civili nell’ Italia del nord-ovest, le risposte giudiziarie del dopoguerra e le ragioni dell’insabbiamento, durato oltre cinquant’anni, dei processi contro i criminali di guerra, alla luce delle risultanze dell’ Inchiesta parlamentare sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti (atti integrali disponibili dal 2007) e delle fonti provenienti dalla magistratura ordinaria e militare, nonché di porre a confronto le fonti della giustizia militare (di recente acquisizione) con quelle provenienti dalla magistratura ordinaria (Fondo sentenze magistratura piemontese) già da tempo presenti in Istituto, con una particolare attenzione alla rilettura del fenomeno del collaborazionismo.
Il presupposto essenziale per la realizzazione del progetto è la creazione, in Istituto, di un archivio generale di tutte le fonti giudiziarie (militari ed ordinarie) in materia di crimini nazifascisti, che consenta alla collettività di accedere ai fascicoli processuali occultati per oltre cinquant’anni e, nel contempo, agli specialisti di avvalersi di un nuovo ed importante strumento di ricerca.
Nel corso dell’anno si è dato inizio all’acquisizione dell’ intero “Archivio della magistratura militare piemontese in materia di crimini nazifascisti”, attualmente conservato presso il Tribunale Militare di Verona (dopo la soppressione nel 2008 del Tribunale Militare di Torino): a seguito dell’autorizzazione in data 5 marzo 2015 del Presidente e del Gip del Tribunale Militare di Verona, nei giorni 23-27 giugno 2015 l’avvocato Di Massa ha proceduto presso a Verona alla disamina dell’Archivio ed alla predisposizione dell’elenco delle copie richieste (oltre 15.000, in buona parte di documenti inediti, suddivise tra i 134 procedimenti archiviati dal Gip e gli atti completi dei 6 processi giunti a sentenza). Le copie verranno rilasciate dal Tribunale Militare di Verona in formato digitale, i fascicoli del Gip sono già stati consegnati ed il resto del versamento è in corso.
L’obiettivo della ricerca è in primo luogo la creazione di un Archivio generale delle fonti giudiziarie ordinarie e militari in materia di crimini nazifascisti, attraverso la valorizzazione dei Fondi già presenti in Istituto (“Fondo sentenze magistratura piemontese” e “Archivio della Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Torino”) e l’acquisizione dell’ intero “Archivio della magistratura militare piemontese in materia di crimini nazifascisti”. Tutta la documentazione verrà schedata e inserita nel sistema Archos.
Come previsto dal progetto è stato predisposto un lemmario contenente, oltre ai dati automaticamente ricavabili dalle schede (nomi, date, luoghi, ecc), anche tutte le parole chiave che consentano all’utente di effettuare su Archos ricerche a vari livelli di complessità: è già stato predisposto un elenco provvisorio di 177 parole chiave (Maria Di Massa e Guido Neppi Modona).
La ricerca prevede una fase di analisi e studio delle sentenze e dei fascicoli processuali provenienti dalla giustizia militare ed ordinaria, l’individuazione e studio delle connessioni esistenti tra le fonti ordinarie e quelle militari, con particolare riguardo alle politiche giudiziarie del dopoguerra, e la promozione di percorsi di studio (seminari e laboratori) di carattere interdisciplinare (storico/giuridico) destinati a studenti, docenti e studiosi, nonché di eventi pubblici con finalità divulgative destinati anche ai non specialisti.
Affidato l’incarico di coordinamento a Maria Di Massa, si è dato corso alla costituzione di un comitato scientifico della ricerca, a cui hanno aderito Guido Neppi Modona, che ha seguito il progetto fin dall’inizio, Pier Paolo Rivello, Procuratore generale militare, Luciano Allegra, Bruno Bongiovanni, Gian Paolo Zancan, Massimo Cavino, presidente del DiSCo, Centro interdipartimentale di Diritto e Storia costituzionale, afferente ai Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali, di Studi umanistici e di Studi per l’Economia e l’impresa dell’Università del Piemonte Orientale.
Il progetto di ricerca è stato presentato all’Istituto nazionale per il necessario coordinamento con i temi di ricerca che il Nazionale ha proposto alla rete.

