8 settembre 1943, primavera di bellezza
di E.B e A.S.
“Lorusso intimò il chivalà, tre volte, poi l’altolà. Balzarono tutti in guardia, l’armamento dei fucili risuonò fortissimo.
-Altolà o sparo.
Risposero allora voci soffocate e stridule: – Italiani! Amici! Siamo fratelli. Non sparate, non sparate.
Una decina di ombre ubriache vennero incontro ai fucili e alla lampada portatile
– Ma chi siete, conciati così?
Vestivano mezzo borghese e mezzo militare, da mentecatti, con un effetto tra l’osceno e l’orrido.
– Soldati siamo, soldati come voi -. E tornavano alle loro case dalle guarnigioni del Lazio.
– Che cosa raccontate? Volete dire che avete disertato?
Uno di quelli scoppiò in una risata isterica, ma gli altri parlarono gravemente, con affetto, da fratelli maggiori. – Voi che ci fate qui, ancora in divisa e armati? Ma non sapete? Ieri l’altro Badoglio ha fatto l’armistizio.
Essi boccheggiarono, poi Johnny si riprese. – L’armistizio è una bella cosa, ma voi scappate.
– Attenzione, – intervenne Lorusso, – questi sono disertori.- Voi siete pazzi da legare! – insorse uno degli sbandati.
Un altro si staccò dal gruppo: – Io ero sergente. Centrami la luce in faccia, capoposto, così ci intenderemo meglio. I tedeschi non hanno accettato il nostro armistizio, i tedeschi ci hanno dichiarato subito guerra e hanno occupato le nostre caserme. Chi non scappa è preso ed ammazzato. Nel migliore dei casi ti spediscono prigioniero in Germania in carro bestiame piombato, senza mangiare né bere fino a destino -.” (Torino, Einaudi, 1985, pp.104-105, prima edizione 1959)
La scena narrata da Beppe Fenoglio in Primavera di bellezza ci porta al centro dell’avvenimento.
L’8 settembre, racconta lo scrittore, “una ridotta squadra di mortaisti” con Johnny come capoposto viene inviata per il turno di guardia alla polveriera dell’Agro. Ma c’è qualcosa di strano nell’atmosfera, il guidatore della carretta giunto a portare il rancio ha l’aria di sapere qualcosa di grosso, per la quale tutte le normali procedure della vita militare stanno saltando. Tra l’altro, dice di aver sentito degli ufficiali parlare di un molto prossimo sbarco alleato”-
Il giorno dopo è una bella mattinata di settembre, ma a turbare la pace idilliaca della campagna si sentono, a distanza, dei colpi di cannone e il crepitìo delle mitragliatrici. Che sia il temuto sbarco? Non si direbbe, Johnny sente venire da Roma “un rombo sordo e intermittente”.
A mezzogiorno il rancio non arriva e verso le sei “un rumorino prese a trapanare il compensato grigio del cielo. Si avvicinò, sempre più bilioso, e riconobbero una Cicogna tedesca, col suo volo precario e risentito. Sbalzò giù come per un vuoto d’aria e li mitragliò”.
Che cosa stava succedendo? A notte fatta, l’episodio narrato all’inizio rivela al gruppo di Johnny la cruda verità: Badoglio ha fatto l’armistizio.
Johnny, come sappiamo, è l’alter ego dello scrittore e quanto si racconta in Primavera di bellezza ha una chiara valenza autobiografica: infatti Fenoglio in quelle settimane dell’estate del 1943 si trovava vicino a Roma per frequentare il corso allievi ufficiali. L’8 settembre rientrò fortunosamente a Alba, da dove intraprese la sua memorabile esperienza partigiana.
Molte sono le testimonianze che potrebbero essere rilette e meditate per ripensare al’8 settembre. In particolare suggeriamo di esplorare, nella sezione Banche dati, il sito Resistenza 70°, messo a punto in occasione del settantesimo anniversario della Resistenza.

Tale sito nasce all’interno del progetto I linguaggi della contemporaneità della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo con lo scopo di trasmettere la conoscenza storica dei “venti mesi” (settembre 1943 – aprile 1945), scegliendo un modello narrativo efficace, in grado di intrecciare l’utilizzo delle fonti e dei documenti con le modalità del racconto tipiche di linguaggi diversi da quelli della scrittura (cinema, musica, fotografia, letteratura, teatro, televisione) e particolarmente rilevanti dal punto di vista didattico. (link al percorso)
Proprio all’8 settembre è dedicata la sezione Vita di banda – Esordi e scelte a cura di Chiara Colombini .
Si può leggere la testimonianza di Nuto Revelli che, nel suo diario, descrive i giorni convulsi immediatamente successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, nella realtà di Cuneo e quella di Ada Gobetti, che nel suo Diario partigiano, riporta le discussioni, a casa sua, punto di riferimento – anche dopo la morte del primo marito Piero – dell’antifascismo torinese, sui primi passi da compiere per organizzare la Resistenza.
Il sito è una miniera di fonti e documenti, vale la pena esplorarlo.

