Aleksej Naval’nyj
Pubblichiamo la dichiarazione di Associazione Internazionale Memorial, diffusa via Facebook il 16 febbraio e ci associamo al cordoglio e all’impegno contenuto in queste parole.
𝑫𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑰𝒏𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝑴𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝑨𝒍𝒆𝒌𝒔𝒆𝒋 𝑵𝒂𝒗𝒂𝒍’𝒏𝒚𝒋
Oggi parliamo della tragica morte di Aleksej Naval’nyj avvenuta in una prigione della Federazione Russa.
Parliamo di un omicidio politico. E del suo legame diretto con il passato sovietico.
La serie di omicidi politici e di prigionieri politici morti nei campi e nelle prigioni evidenzia questo legame criminale.
Aleksej Naval’nyj, 47 anni, politico, attivista, giurista, è morto il 16 febbraio 2024, nella colonia penale della regione autonoma di Jamalo-Nenec.
Vasil’ Stus, poeta ucraino, 47 anni, è morto nel carcere del campo di lavoro di Perm’ il 4 settembre 1985.
Anatolij Marčenko, scrittore e difensore dei diritti umani, 49 anni, è morto nella prigione di Čistopol’ l’8 dicembre 1986.
L’attuale regime cerca di riportare un paese enorme, insieme ai suoi milioni di abitanti, nel “glorioso Passato sovietico”. Lo fa con la violenza, l’aggressione, la privazione della libertà nei confronti di milioni di persone, l’omicidio dei prigionieri politici.
La morte di Aleksej Naval’nyj è una tragedia non solo per la sua famiglia, i suoi amici e collaboratori, ma per tutti coloro che desiderano che la Russia diventi uno Stato democratico e non una minaccia per i paesi circostanti, che desiderano la conclusione della guerra e il ritiro delle truppe della Federazione Russa dall’Ucraina. La sua morte è l’ennesimo crimine del regime putiniano per il quale i responsabili devono essere puniti.
La cosa migliore che possiamo fare adesso è ricordare la risposta di Aleksej Naval’nyj quando gli chiesero un messaggio da lasciare ai suoi sostenitori, nell’eventualità che fosse ucciso: “Non arrendetevi!”.
link alla pagina Fb di Memorial clicca qui
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