M. Agosti, M. Cassi – Luigi Capriolo. Un eroe senza medaglie – Presentazione del libro

Il 28 ottobre alle ore 17.30 Barbara Berruti (Istoreto) e Bruno Maida (Unito) dialogano con Aldo Agosti e Marina Cassi, autori del libro Luigi Capriolo. Un eroe senza medaglie (Roma, Donzelli, 2024).
Saluti di Paolo Borgna, presidente di Istoreto.
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Sala Biblioteca e Archivi I Palazzo San Daniele I piazzetta Antonicelli (ingresso via del Carmine 14) I Torino
Il libro ripercorre la biografia di Luigi Capriolo attraverso un’ampia gamma di fonti d’archivio, da quelle giudiziarie fasciste a quelle originali delle brigate partigiane, e riproduce in appendice due documenti eccezionali: il suo diario dal 25 luglio al 17 ottobre del 1943; e una relazione al partito comunista che spiega le ragioni del suo primo arresto in quella data e descrive le inumane torture subite in carcere.
Prelevato da un carcere e impiccato dai tedeschi per rappresaglia a Villafranca d’Asti il 31 agosto 1944, Luigi Capriolo può essere definito, per le circostanze della sua morte e le vicende che la precedono, un autentico eroe della Resistenza. Ciò che più colpisce nella biografia che la prima parte del libro ricostruisce minuziosamente è la continuità assoluta tra l’impegno nella lotta antifascista – nella legalità e semilegalità, nella clandestinità, perfino nelle forme praticabili in carcere – e la partecipazione diretta alla Resistenza, fino all’estremo sacrificio. È la storia di un militante attivo fin dai primi anni ’20 che ha consumato dodici anni dei quarantadue della sua vita tra prigione e confino, e poi gli ultimi dodici mesi ad organizzare la preparazione della Resistenza armata e a parteciparvi attivamente, come membro del nascente Cln del Piemonte prima e come commissario politico di brigate partigiane nelle Valli Lanzo prima e nelle Langhe poi.
Capriolo è un comunista convinto e totalmente dedito alla causa, ma non settario, anzi apertissimo al dialogo. Un volto del comunismo non arcigno, anzi amichevole, per chi lo avvicina, e in particolare per gli intellettuali nei quali – da Antonio Giolitti a Ludovico Geymonat a Norberto Bobbio – lascia un’impressione profonda. Consegnato alla sua leggenda come “l’operaio Capriolo”, non ha forse mai lavorato in fabbrica, ma è un rappresentante fra i più autentici un mondo e di una cultura profondamente permeati dei valori del movimento operaio. Di questo mondo e di questa cultura irradia il fascino, a Torino ancora profondo, anche in alcuni ambienti democratici, liberali e cattolici. I suoi resti riposano nel Campo della gloria del Cimitero monumentale, ma la medaglia d’oro che alla vigilia della Liberazione il Cln propose di conferirgli alla memoria non gli è mai stata data.
Autori: Aldo Agosti, professore emerito di Storia contemporanea dell’Università di Torino, autore di diversi libri sulla storia della sinistra politica italiana e internazionale; Marina Cassi, per trent’anni giornalista de “La stampa” dove si è occupata soprattutto di economia e problemi del lavoro

