Re — Resistance Ester Valabrega, un archivio possibile – mostra a cura di Sofia Valabrega
Inaugurazione giovedì 23 aprile, ore 18 – Galleria delle Immagini – Sala conferenze
Polo del ‘900, Palazzo San Celso, Piazzetta Antonicelli – Torino
Dal 23 al 30 aprile, la Galleria delle Immagini del Polo del ‘900 ospita il risultato di una ricerca che Sofia Valabrega ha dedicato alla figura della prozia Ester Valabrega.
Il progetto espositivo, a cura di Matteo Balduzzi, è frutto di una collaborazione tra Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Centro di studi internazionale Primo Levi e Istituto Europeo di Design di Torino.
L’inaugurazione, giovedì 23 aprile alle ore 18, sarà preceduta da un breve seminario introduttivo nell’adiacente Sala Conferenze, pensato per offrire chiavi di lettura storiche e metodologiche al percorso espositivo.
PROGRAMMA INAUGURAZIONE – 23 APRILE, ORE 18
Sala Conferenze
Introduce Chiara Colombini (Istoreto)
- Roberta Mori (Centro Studi Primo Levi) – Introduzione alla figura storica di Ester Valabrega
- Matteo Balduzzi (Ied) – La genesi del progetto
- Intervento dell’autrice Sofia Valabrega
A seguire, visita alla mostra con l’autrice e il curatore
Date mostra: 23–30 aprile 2026 ore 10 -18
Inaugurazione: 23 aprile, ore 18
Sede: Galleria delle Immagini –
Polo del ‘900, Palazzo San Celso, Piazzetta Antonicelli – Torino
Seminario: Sala Conferenze (accesso libero fino a esaurimento posti)
Speciale 25 aprile
Dalle 15 alle 17 la mostra potrà essere liberamente visitata. Sarà presente l’autrice.
Alternando documenti reali, rielaborazioni digitali e immagini di sintesi, la mostra opera un continuo spostamento tra la dimensione oggettiva dell’archivio e quella più intima e personale dell’appropriazione, o reenactment. La fotografia viene messa in discussione nel suo valore di prova in sé ma, grazie all’elaborazione artistica, diventa strumento di indagine critica e riattivazione della memoria, aprendo uno spazio di confronto tra fonti, narrazione e linguaggi visivi. Attraverso l’intreccio tra la storia collettiva e quella familiare, infatti, Re — Resistance ripercorre momenti cruciali della storia italiana — la persecuzione razziale, la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza — attraverso la figura di Ester Valabrega e si interroga sulle dinamiche di rimozione e trasmissione della memoria in ambito pubblico e privato.
Risultato di una ricerca durata oltre due anni e maturata nell’ambito del corso di laurea in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design di Torino, sotto la guida del docente Matteo Balduzzi, l’esposizione restituisce visibilità alla figura di Ester Valabrega, partigiana combattente, a lungo relegata ai margini del racconto familiare e storico, e aiuta a comprendere il costo pagato da uomini e donne per la scelta partigiana non solo nel corso del conflitto, ma anche nel dopoguerra.
La mostra è parte del programma di EXPOSED. Torino Photo Festival.
Ester Valabrega. Nota biografica
Nata nel 1916 a Torino, Ester si iscrive a chimica per volere del padre, imprenditore nel settore delle vernici.
All’università entra nel gruppo di Primo Levi e conosce Sandro Delmastro, con cui aderisce al movimento Giustizia e Libertà: lui come comandante partigiano, lei ricoprendo diversi ruoli fino al grado di capitano. La loro relazione, già ostacolata dalle leggi razziali, si spezza nel 1944 quando Sandro viene ucciso durante un rastrellamento a Cuneo. Nello stesso anno Ester viene arrestata e rinchiusa alle Carceri Nuove di Torino. Liberata dopo 20 giorni in uno scambio di prigionieri, prosegue l’attività clandestina fino alla fine della guerra e partecipa all’assistenza post-bellica al fianco di Giorgio Agosti, ricevendo in seguito la Croce al Merito di Guerra.
Per molti anni la figura di Ester è rimasta marginale nella memoria familiare. La sua scelta di entrare nella Resistenza, in un contesto in cui la condizione ebraica implica già un rischio elevato, fu accolta con timore e interpretata come un gesto legato a Sandro più che come una decisione politica autonoma. Questa lettura riduttiva ha alimentato una rimozione interna che si intreccia con una rimozione più ampia: quella storica, che ha spesso marginalizzato il contributo delle donne nella narrazione della Resistenza, comprimendolo o rendendolo secondario. Anche la memoria di Ester si è così trasmessa in forma frammentaria, affidata a poche tracce d’archivio.
Il progetto Re — Resistence nasce dalla volontà di contrastare questa duplice invisibilità, restituendo visibilità e riconoscimento a una figura troppo a lungo ignorata.
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Iniziativa in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte e il Comitato Resistenza e Costituzione.

