Per il progetto integrato del Polo del ‘900 “Dall’immaginazione al potere: 1968-1969”, Giovanni De Luna interviene su Pasolini e il ’68, con letture di Giulio Cavallini.
“Dopo gli scontri di Valle Giulia del 1° marzo 1968, Pasolini pubblicò, sull’Espresso del 16 giugno, la sua poesia Il Pci ai giovani. L’emozione suscitata dalle botte che erano volate il 1° marzo 1968 tra la polizia e gli studenti che avevano occupato la facoltà di Architettura era stata molto forte: dai moti antifascisti del luglio ’60 in poi, mai le forze dell’ordine erano state contrastate con tanta efficacia proprio sul piano della violenza fisica. Mentre lo stesso movimento studentesco si mostrava come sbigottito dalla radicalità degli scontri e dalla sua stessa capacità di reazione, Pasolini sentì il bisogno di prendere posizione rispetto a una situazione politica che presentava aspetti largamente inediti. Lo fece a modo suo, con una poesia che oggi come allora appare tutta immediatezza e spontaneità”.
Giovanni De Luna, “La Stampa”, 1 marzo 2018
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