il Centro “Pannunzio”, in collaborazione con l’Istoreto, ricorda la figura di Guido Ceronetti, intellettuale scomodo e libero, recentemente scomparso, e i suoi rapporti con la cultura torinese. Intervengono Luciano Boccalatte, Pier Franco Quaglieni e Bruno Quaranta, con proiezione di interviste-video.
Nato a Torino nel 1927, Guido Ceronetti, poeta, filosofo, scrittore, traduttore, giornalista, drammaturgo, è stato un “genio” dai multiformi aspetti: traduttore dei classici latini e della Bibbia, poeta anticonformista contro il consumismo imperante, autore e animatore del “Teatro dei Sensibili”, assertore della scelta vegetariana. Uomo di vasta erudizione e di sensibilità umanistica, cominciò a collaborare nel 1945 con vari giornali, con “La Stampa” dal 1972. Tra le sue opere saggistiche più significative vanno ricordate “Un viaggio in Italia” e le raccolte di aforismi e riflessioni “Il silenzio del corpo” e “Pensieri del tè”. Di rilievo la sua attività di traduttore, sia dal latino (Marziale, Catullo, Giovenale, Orazio) sia dall’antico ebraico (Salmi, Qohèlet, Cantico dei Cantici, Libro di Giobbe e Libro di Isaia).
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