Cerimonia di scoprimento di una targa a ricordo di Bruno Vasari, posta sulla facciata dello stabile in cui ha vissuto in via dei Mille 4 a Torino. La cerimonia avrà inizio presso la sala parrocchiale della Chiesa della Madonna degli Angeli piazzetta Madonna degli Angeli 1.
Bruno Vasari nasce a Trieste, ancora austriaca, il 9 dicembre 1911, in una famiglia medio borghese, frequenta il liceo classico, dove ha come insegnante lo scrittore Giani Stuparich. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova e contemporaneamente viene assunto all’Eiar di Trieste. Nel 1938 si trasferisce a Torino dove allora aveva sede la Direzione generale e dove si laurea. Il 1° giugno 1943 viene licenziato dalla direzione fascista per motivi politici; dopo il licenziamento si trasferisce a Milano e intensifica i suoi rapporti con la Resistenza. Il 6 novembre 1944 nel corso di una missione è arrestato e incarcerato a San Vittore: di lì viene deportato al Lager di Bolzano, e da Bolzano a quello di Mauthausen, numero di matricola 114119, dove viene liberato il 5 maggio 1945.
Sulla sua esperienza scrive, già nel 1945, Mauthausen bivacco della morte, il primo libro di testimonianza sulla deportazione pubblicato in Italia.
Riassunto alla Rai nello stesso anno si occupa dei rapporti con il Ministero della finanza e altri dicasteri fino alla nomina a direttore centrale amministrativo dell’azienda. Nel 1970 è promosso vice-direttore generale e nel 1977 avviene il pensionamento per raggiunti limiti d’età.
Dalla fine degli anni cinquanta lavora per tenere viva la memoria della Resistenza e della Deportazione e dopo il pensionamento intensifica gli impegni: dal 1974 e per venti anni dirige la rivista Lettera ai Compagni della Federazione italiana associazioni partigiane (Fiap) e dal 1991 riveste la carica di presidente in seno all’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi di concentramento nazisti (Aned). In questo ruolo, con la collaborazione della Regione Piemonte e dell’Università di Torino, promuove una vasta attività culturale volta a preservare la memoria della Deportazione e della Resistenza.
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