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L’insurrezione in Piemonte
L’insurrezione dell’aprile 1945 in Piemonte presenta tutti i caratteri generali e specifici che consentono un case studi, esteso dai problemi più complessi della «teoria dell’insurrezione» fino all’analisi di comportamenti militari politici e sindacali.
L’evento è stato pertanto sondato secondo un piano organico di studi e ricerche, articolato in alcuni filoni principali: i modelli teorici e storici, le implicazioni ideologiche e l’attuazione dell’insurrezione nella resistenza italiana ed europea (F. Della Peruta, G. De Luna, G. Perona, G. Vaccarino); il suo impatto con le dinamiche della lotta operaia (C. Dellavalle, M. Revelli); il suo rapporto con l’ipotesi moderata di liberazione prevista dagli alleati (G. Bernardi, D. Ellwood, A. Young) e con le istanze di mediazione degli industriali (P. Rugafiori) e dei cattolici (B. Bocchini Camaiani, R. Marchis).
Per la prima volta è stata costruita analiticamente l’insurrezione in tutte le zone operative del Piemonte, in base alle apposite ricerche e contributi di P. Ambrosio, M. Begozzi, M. Bogliolo, D. Borioli, R. Botta, A. Bravo, A. Castagnoli, A. Comba, G. Crosetto, F. Dalmazzo, M. De Leonardis, M. Renosio, F. Omodeo Zorini. M. Maggiorotti ha scandagliato un retroscena finora segreto, decifrando i messaggi della missione Stella.
P. Bologna, L. Corinaldi, M. Dipietrantonio, G. Floreanini, B. Guidetti Serra, B. Santhià aggiungono alla ricostruzione complessiva il contributo della testimonianza diretta.
Il volume fornisce dunque, secondo le parole di G. Quazza, «i mezzi per scandagliare il groviglio dei nessi fra economia, società e politica» nel delicato trapasso dalla guerra alla ricostruzione.


