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Alpi in guerra 1939-1945
Effetti civili e militari della guerra sulle montagne
«La storia è essenzialmente longitudinale, la memoria essenzialmente verticale», scriveva Charles Péguy.
La storia attraversa l’evento, la memoria è dentro l’evento e insieme formano un angolo retto.
Da qui parte il progetto di Alpi ifi guerra: scrivere la storia alpina del conflitto nel tentativo di restituire in tutta la sua complessità la memoria della guerra in un territorio dal fragile equilibrio economico e sociale. Una memoria condivisa dalle popolazioni dei versanti alpini di Italia, Francia e Svizzera. Una fatale legge di gravitazione stringe i tre Paesi attorno al Monte Bianco, il «Sinai franco-italo-svizzero» come lo definì Filippo Turati negli anni Trenta per esemplificare la natura di rifugio delle Alpi, che in quegli anni diventano anche uno straordinario laboratorio di idee e scrittura.
Intrecciando la storia, che analizza e scompone, e la memoria, che trattiene le tracce individuali, sembra possibile sondare il ricordo della guerra, degli sfollamenti e dei campi di lavoro, delle occupazioni e delle repressioni nelle Alpi, luogo di asilo e di resistenza che un’archeologia paziente tenta ora di riportare alla luce.
Il volume raccoglie le oltre 150 fotografie esposte nella mostra «Alpi in guerra 1939-1945» inaugurata contemporaneamente a Torino e Grenoble alla fine del 2003.
Berruti Barbara: Dal 1997 lavora all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino svolgendo incarichi di riordino, valorizzazione archivistica e ricerca con particolare attenzione alla deportazione e alla rappresentazione della memoria sul territorio. E’ stata la coordinatrice scientifica per la parte italiana del progetto interreg "La memoria delle Alpi/Mémoire des Alpes" che si è concluso nel 2008. Nel 2012 è stata nominata vicedirettore dell'Istoreto.


