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Dal buio del sottosuolo. Poesia e Lager
In una lettera a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, “molto del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo del Lager”. E sul finire della lettera aggiungeva: “Ma tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di quella Sua avidità vigile… di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza”.
Sollevare la memoria del Lager dal “buio del sottosuolo” è il compito che si prefiggono Saba, Levi e molti autori europei che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul Lager: Vittorio Sereni, Paul Celan, Jean Cayrol, Charlotte Delbo, Robert Desnos.
Sempre Levi dirà in una famosa intervista che “dopo Auschwitz non si può fare poesia se non su Auschwitz”. Questo volume, che raccoglie gli atti di un Convegno svoltosi a Torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta mettere a confronto diverse tradizioni letterarie – francesi, italiane, tedesche, israeliane –, stabilendo un vincolo forte fra coloro che credono alla necessità della poesia nella società contemporanea.
Scritti di: Daniela Amsallem, Sascha Feuchert, Mariarosa Masoero, Enrico Mattioda, Pier Vincenzo Mengaldo, Iris Milner, Riccardo Morello, Claudio Sensi, Sibylle Rothkegel
Cavaglion Alberto: Laureatosi in lettere e filosofia all'Università di Torino nel 1982, fu dal 1982 al 1984 borsista dell'Istituto italiano per gli studi storici e della Fondazione Luigi Einaudi. Studioso dell'ebraismo, insegna all'Università di Firenze. È membro del comitato di redazione de "L'indice dei libri del mese" e dal 2012 del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia.


