Leggi razziali

Nell’anno scolastico che si sta avviando ricorre l’ottantesimo anniversario delle Leggi razziali, una pagina oscura della nostra storia che merita l’attenzione di chi come noi opera nella scuola, l’istituzione che per prima misurò il carattere persecutorio di quelle inique leggi.
Le scuole piemontesi stanno predisponendo una serie di iniziative sul tema delle leggi razziali, di cui daremo notizia in queste pagine man mano che ci verranno segnalate. Per segnalare queste iniziative è possibile scaricare la Scheda di rilevazione e inviarla compilata alla mail aldogianluigi.salassa@istoreto.it  E’ possibile anche compilare on-line la scheda cliccando a questo indirizzo: https://goo.gl/forms/Q3Ix97cwTKMmgANr2

Intanto già si possono trovare qui diverse risorse on-line che permettono di accedere a siti, mostre, banche dati attinenti al tema.

L’intenzione è di offrire, a tutti gli ordini di scuole, uno strumento a supporto dell’attività didattica. È bene precisare, tuttavia, che tutti i materiali presentati vanno intesi essenzialmente come punto di partenza cui i docenti possono attingere per impostare poi liberamente la loro attività didattica e non hanno, dunque, nessuna pretesa di esaustività.

Nota dell’USR Piemonte sulle attività scolastiche per l’anniversario delle leggi razziali

Conferenza stampa 12 novembre 2018

Iniziative per l’80° anniversario dell’emanazione delle Leggi razziali

In questa pagina pubblichiamo le iniziative del mondo scuola riguardanti l’anniversario delle Leggi razziali fasciste. Si tratta di un lavoro in progress e le categorie che ospitano le iniziative sono implementate progressivamente.

Attività espositive / pubblicazioni

Scuola e ordine: Scuola estiva Atelier Héritage – Torino (25 studenti della scuola dell’obbligo)

Insegnante: Mariachiara Guerra

Periodo di svolgimento: Aprile – luglio 2018

Descrizione: I ragazzi di Atelier Héritage hanno esplorato il patrimonio culturale di Istoreto, ponendo particolare attenzione ai temi della scuola fascista e delle leggi razziali, a 80 anni dalla promulgazione. Esito delle visite all’Istituto, delle interviste agli archivisti e degli approfondimenti laboratoriali sui documenti, è la guida “Istoreto è casa nostra”, redatta collettivamente da piccoli scrittori e illustratori di origine italiana, siriana, nigeriana, marocchina, peruviana, cinese.

 

  • Noi e le leggi razziali

Scuola e ordine: Scuola media superiore Liceo Cavour, Torino. tutte le classi, circa 700 studenti

Insegnante: Laura Curatolo con Simonetta Andriolo, Laura Gallina, Francesco Russo e Sivia Uggetti

Periodo di svolgimento: 15 novembre in succursale; giorni vicini al 15 novembre in sede

Descrizione: In sede visita guidata condotta da un gruppo di allievi all’archivio della scuola con esposizione della documentazione riguardante gli studenti espulsi nel 1938 dal liceo Cavour.  Attività propedeutica condotta dai docenti di Storia e Filosofia nelle classi del triennio e da quelli di Storia in alcune del biennio: inquadramento storico del fascismo.

In succursale: esposizione orale, condotta in ogni classe da 5 allievi di 5^G, con ausilio multimediale, di 3 biografie significative a conclusione di un lavoro di ricerca. Attività propedeutica in tutte le classi: visione del video Correva l’anno 1938 (con filmati e analisi di Michele Sarfatti)

 

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo Classico Massimo D’Azeglio, Torino. Studenti della scuola, in particolare quelli del primo anno (180)

Insegnante: Giorgio Brandone con Tiziana Cerrato

Periodo di svolgimento: settimana dal 12 al 15 novembre 2018

Descrizione: Nell’Aula Magna del Liceo sarà possibile visitare la mostra “Le leggi razziali e il D’Azeglio” con la guida di alcuni studenti – per prenotazioni di classi esterne alla scuola è possibile scrivere una mail a giorgio.brandone@liceomassimodazeglio.it

Incontro in Aula magna di gruppi di studenti; riflessione sulle leggi razziali e sulla loro applicazione nel Liceo D’Azeglio, illustrazione della mostra “Il D’Azeglio e le leggi razziali“, ricordo di Virginia Montalcini e di Franco Tedeschi davanti alle pietre di inciampo.

 

Scuola e ordine: Scuola primaria Leone Fontana , Torino. 15 classi, 320 alunni circa

Insegnante: Margherita Marengo (responsabile Archivio Storico Fontana) con Mariella Maimone, Erica Sclavo, Janca Anselmo

Periodo di svolgimento: 15-22 novembre 2018

Descrizione: Sarà allestita una mostra nell’Archivio della scuola dove verranno esposti documenti, libri della biblioteca storica e materiali realizzati dagli alunni. La mostra sarà aperta anche alle scuole dell’Istituto comprensivo Ricasoli e al territorio.

 

  • In difesa della razza indifesa

Scuola e ordine: Centro di formazione professionale – ENAIP, Torino. Classi 2_3 Operatore del benessere e acconciatura – 19 allievi

Insegnante: Maria Pia Chevalley

Periodo di svolgimento: Preparazione dall’8 al 12 novembre. Esposizione dal 12 al 30 novembre 2018

Descrizione: Dopo avere presentato i contenuti relativi alle leggi razziali del 1938 (argomento già affrontato lo scorso anno), attraverso una lezione frontale e la lettura di brevi testi, visionato immagini e riflettuto, la classe ha deciso di attivare un laboratorio per dare vita a una mostra (allestita nei corridoi della scuola) in cui esporre le copertine di alcuni numeri della rivista La Difesa della razza affiancate da fotografie scattate dagli studenti con immagini che smentiscano/rifiutino i concetti veicolati dalle prime.

Attività performative (rappresentazioni teatrali, musicali, letture…)

  • L’alfabeto inizia dalla A! A come ACCOGLIERE  e non ALLONTANARE

Scuola e ordine: Scuola primaria IC Druento (To) – plesso di Givoletto (classi 5A e 5B- 34 studenti)

Insegnante: Donatella Tuberga con Agnese Guidoni, Francesca Agagliati, Luca Bonomo

Collaborazioni: Comune e Biblioteca di Givoletto

Periodo di svolgimento: Settembre – novembre 2018

Descrizione: Il progetto ha come obiettivi il mantenere vivo il ricordo dell’emanazione delle leggi razziali e favorire la riflessione nei giovani studenti. Le docenti presenteranno la figura di Liliana Segre e la sua storia di bambina espulsa dalla scuola; il prof. Bonomo effettuerà due incontri per introdurli ai fatti storici e all’aspetto visivo della discriminazione. L’ins. Tuberga seguirà la preparazione della performance per la giornata del 15 novembre, che avverrà pubblicamente nel plesso di Givoletto, coinvolgendo il Comune e tutto l’Istituto comprensivo. Lo scopo è quello di attuare” un gesto pubblico”: la mattina del 15 novembre, le classi metteranno in aula un banco, simbolo dell’intento di ACCOGLIERE e non ALLONTANARE le persone.

 

  • “Vietato a…”      

Scuola e ordine: Istituto Comprensivo San Michele, Mondovì (Cn) – Scuola dell’infanzia e primaria di San Michele, Vicoforte, Niella Tanaro, Torre Mondovì, Serra Pamparato – 250 studenti

Insegnante:  Olga Bertolino con Paola Barattero

Periodo di svolgimento: ottobre-novembre  2018

Descrizione: Nella scuola dell’infanzia e nei primi anni della scuola primaria si partirà da un gioco di ruolo sull’inclusione/esclusione e dal racconto tratto dal libro “Vietato agli elefanti” di Lisa Mantchev. Il giorno 15 sono previsti: un momento di riflessione in cerchio con una sedia vuota, l’audio di un paio di testimonianze tratte dalla raccolta “Il mio primo giorno di non scuola” e la semplice rievocazione storica di quel che furono le leggi razziali. Nelle classi V della scuola primaria oltre alle attività già descritte si approfondiranno le notizie storiche con brevi video e l’articolo “E mia madre disse: ‘Niente più scuola’.”

 

  • Il razzismo tra le righe  

Scuola e ordine: Istituto Comprensivo San Michele Mondovì (Cn) – Classi di scuola secondaria di primo grado di Vicoforte, San Michele, Serra Pamparato – 190 studenti

Insegnante: Olga Bertolino con Bo, Bonarelli, Chiecchio, Icardi, Taramazzo, Barale, Servetti, Chiummo, Celoria, Greco, Ferreri, Davì

Periodo di svolgimento: ottobre-novembre  2018

Descrizione: Nelle classi prima e seconda letture e video per l’approfondimento della tematica nell’ambito di Educazione alla Cittadinanza. In classe terza, oltre alle attività precedenti, raccolta di materiali, analisi, contestualizzazione storica, agganci all’attualità. Il 15 novembre incontro nei vari plessi, condotto dagli alunni di classe terza, esposizione dei lavori, mostra dei documenti, video e riflessioni.

 

  • Io c’ero / Io ci sono Il Liceo Gioberti ricorda la legislazione fascista razzista del 1938    

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo V. Gioberti, Torino. Partecipazione di tutta la scuola, 1300 studenti

Insegnante: Enrico Manera con Girolamo De Miranda, Monica Gargano, Claudia Prato e altri

Periodo di svolgimento: 14 e 15 novembre 2018

Descrizione: Biennio: visita all’archivio con esposizione dei documenti relativi agli studenti espulsi. Studenti tutor spiegano il lavoro svolto. Triennio: Intervento in plenaria (6 di 1 ora in 2 giorni, 5 classi a turno) in Auditorium.

Tutte le classi hanno modo di conoscere la documentazione relativa alla legislazione razzista e le vicende di studenti e docenti espulsi dal Liceo Gioberti nel 1938 tramite l’esposizione del progetto Non dimenticare e la visione del documentario Portami a ballare, 8′ (prodotto nell’a.a. 2017-18). In ogni turno sono previsti interventi delle classi partecipanti, proposti nei giorni precedenti al coordinamento, in forma di letture di testi narrativi o testimonianze.

 

  • “Ho tanta… (in memoria del passato)”           

Scuola e ordine: Istituto Comprensivo “Cosola “, Chivasso (To), Scuola secondaria di primo grado, classi 1D, 1E, 2E, 3A, 3B – 100 studenti

Insegnante: Ornella Millerba con Caterina D’Amico

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Presentazione dei lavori realizzati dagli alunni sul tema, visione di podcast e incontro con rappresentanti di associazioni e testimoni della Shoah,

 

  • Il primo giorno in cui non sono andato a scuola          

Scuola e ordine: Scuola Media Statale N. Bobbio, sede di Via Ancina, Torino. Classi 2B, 2C, 3BB, 3C, 3D, 3A – 60 studenti

Insegnante: Ilaria Ceccon con Anna Peroglio, Maristella Rossano, Giampiero Frasca, Gilda Pascale,Debora Ferraro, Grazia Sappino, Maria Lissoni, Pina Pastano

Periodo di svolgimento: 26 gennaio 2019

Collaborazioni: Anpi Martorelli, Circoscrizione 6 di Torino

Descrizione: Conferenza spettacolo in cui verranno riproposte le testimonianze dei bambini espulsi da scuola nel 1938 a seguito della promulgazione delle Leggi razziali. Musiche e parole provenienti da lavori svolti da ogni classe.

 

  • “Assenza (non) giustificata”: 1938-2018 Leggi razziste nella scuola italiana

Scuola e ordine: Scuola superiore di secondo grado Liceo “D. Berti”, Torino. Iniziativa rivolta a tutte le 55 classi del liceo. Studenti tutor: classe 5C n. 20, classe 4C n. 19, classe 5D n.   8

Media Statale N. Bobbio, sede di Via Ancina, Torino. Classi 2BB, 2CC, 3BB, 3CC, 3DD, 3AA – 60 studenti

Insegnante: Paola Marzia Gazzi con Elena Pejrani e Eva Vitali Norsa

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Collaborazioni: Anpi Martorelli, Circoscrizione 6 di Torino

Descrizione: Nelle classi che aderiranno, alla prima ora di lezione un/a studente/ssa non sarà presente all’appello, il docente “fingerà di scordarlo” e alle, molto probabili, sollecitazioni della classe il docente stesso dovrà pronunciare una frase secca sull’  “espulsione”, in cui farà riferimento all’ ”ottemperanza ad una legge dello Stato italiano”, senza altra spiegazione, togliendo ogni possibilità di replica. Tutto questo avverrà all’insaputa totale degli allievi (tranne l’interessato, debitamente istruito dagli studenti tutor).

Gli “espulsi”, in accordo con la Presidenza, avranno il permesso di entrare a scuola alle 8.30 e si riuniranno in Aula Magna, dove ultimeranno la preparazione, le “prove” di quanto dovranno fare al loro rientro in classe. Fuori da ogni aula delle classi che aderiranno ci saranno banco e sedia dell’ “espulso”, con un cartello con la dicitura: “VIETATO TOCCARE. Artt. 1 – 13. R.D.L. n. 1779, 5 settembre 1938”.

Solo nella seconda ora, accompagnati dai tutor, gli “espulsi” entreranno “a sorpresa”:  avranno una cartellina con materiale (testo degli articoli delle leggi riguardanti la scuola, Manifesto della razza, elenco dei nomi degli espulsi dal Liceo -che dovranno “recitare”-, estratti dei verbali del nostro archivio del settembre/ottobre 1938…).

 

  • Conservare e trasmettere la memoria

Scuola e ordine: Scuola secondaria di primo grado “Piero Calamandrei”, Torino. Classi 1E, 1I, 2F, 2G, 2H, 3E, 3F, 3H, 3I, 3L – 250 studenti

Insegnante: Elisa Ferrero con Gaia Accardo, Antonella Barra, Paola Benigni, Chiara d’Amato, Paola DaPieve, Antonella Perrone

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Le classi terze ricercheranno materiale (fonti scritte, audio e video) riguardante l’espulsione dalle scuole italiane di bambini e ragazzi ebrei e poi andranno nelle classi prime e seconde a presentare il materiale e a riflettere insieme sul tema delle leggi razziali e sul binomio espulsione /accoglienza.

 

  • Razza 3808

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo scientifico “Carlo Cattaneo” – Torino. Iniziativa rivolta alle classi quarte e quinte – 150 studenti

Insegnante: Gianfranca Venesio con Stefania Montecchio

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: E’ prevista un’attività della durata di circa 50 minuti così articolata: breve filmato sulla proclamazione delle leggi razziali. Lettura contrappuntistica del Manifesto degli scienziati fascisti e del Manifesto degli scienziati antifascisti. Dibattito.

 

  • Sul filo della memoria

Scuola e ordine: Scuola Primaria Statale Federico Sclopis, Torino. Classi dalla terza alla quinta – 133 allievi

Insegnante: Lucia Santamaria

Periodo di svolgimento: da novembre 2018 (con particolare attenzione al 16 novembre) a fine gennaio 2019

Descrizione: Inizialmente i bambini saranno guidati nella riflessione sulla tematica attraverso la lettura di alcuni testi: J.Spinelli, Misha corre, Modadori, 2013. R.Denti, La mia resistenza, Bur, 2010. U.Orlev, Corri ragazzo corri, Salani, 2003. A.Sarfatti, L’albero della memoria, Mondadori 2013. J.Boyne, Il bambino col pigiama a righe, Mondadori 2006. L. Manfredi, Il nazista e la bambina, Aliberti, 2012. In ogni classe i commenti ai testi faranno emergere gli aspetti che hanno caratterizzato tale periodo storico. I bambini potranno esporre le loro osservazioni e/o i ricordi ascoltati dai nonni.

Si prevedono inoltre un percorso vicino alla scuola per far conoscere le “pietre d’inciampo” e una  visita alla Sinagoga.

 

Scuola e ordine: Scuola Primaria Statale Leone Fontana, Torino. Numero non precisato

Insegnante: Margherita Marengo (responsabile Archivio Storico Fontana) con Mariella Maimone, Erica Sclavo, Janca Anselmo

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Genitori e insegnanti della scuola parteciperanno ad una Maratona di lettura, leggeranno il testo “Il bambino di Noè” di E. E. Schimtt.

 

Scuola e ordine: Scuola Primaria Statale Leone Fontana, Torino. 15 classi – 320 alunni

Insegnante: Margherita Marengo (responsabile Archivio Storico Fontana) con Mariella Maimone, Erica Sclavo, Janca Anselmo

Periodo di svolgimento: novembre 2018 – gennaio 2019

Descrizione: Alle classi è stata proposta una bibliografia specifica per letture che coinvolgeranno gli alunni a gruppi e che trattano di diversità, pregiudizio, razzismo, esclusione, inclusione, coraggio e che sono segnalati per le diverse età.

 

  • Espulsi dall’Alfieri! Conoscere la storia, conoscere le storie

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo Vittorio Alfieri, Torino. 9 classi – 50 studenti

Insegnante: Dalma Oliva con Francesca Gamalero

Collaborazioni: Istoreto

Periodo di svolgimento: Spettacolo e reading: 15 novembre 2018; mostra:15-30 novembre 2018

Descrizione: Il progetto si propone di documentare i risultati della ricerca effettuata nell’archivio storico del Liceo attraverso la realizzazione di uno spettacolo, di un reading e di una mostra.

 

  • Mai più

Scuola e ordine: Istituto comprensivo Duca D’Aosta Torino. Scuola primaria, classe 5°B – 21 studenti

Insegnante: Francesca Titti con Gibilisco

Periodo di svolgimento: novembre 2018-gennaio 2019

Descrizione: Il progetto di questo anno scolastico prosegue il lavoro già iniziato lo scorso anno per ricordare e riflettere sulle Leggi razziali del 1938, primo momento della successiva persecuzione. Si partirà dagli scritti di Anna Frank, e dai film “La Stella di Andra e Tati” e “Un sacchetto di biglie”. Saranno letti alcuni capitoli dei libri di Lia Levi “Una bambina e basta”, di Aldo Zargani “Per violino solo” e di Liliana Segre “Fino a quando la mia stella brillerà”.

Come produzione finale, si effettuerà una lettura animata da parte dei bambini ai genitori e ai compagni di alcune classi della scuola, del testo “Cappuccetto Uf” di Grumberg ( tradotto da Mirella Piacentini).

 

  • Io vado a scuola. Tutti vanno a scuola?

Scuola e ordine: Istituto comprensivo San Giorgio Canavese – Scuola primaria “D.Simonetti”, Candia Canavese (To).  Classe 5a A – 17 studenti

Insegnante: Erika Schenoni con Daniela Nappi

Collaborazioni:condivisione con altri plessi dell’istituto con somministrazione quiz per feedback sul prodotto realizzato

Periodo di svolgimento: ottobre 2018 – febbraio 2019

Descrizione: Ricerca informazioni sul diritto allo studio, ieri e oggi in Italia e nel mondo; produzione e condivisione con altri plessi di una mappa multimediale su piattaforma Padlet (https://padlet.com/erika_schenoni/k9oq5ajzni5w); breve drammatizzazione per le altre classi del plesso.

 

  • La marcia della morte. La banalità del male nelle circolari scolastiche fasciste del 1938-1939

    Scuola e ordine:  Scuola media superiore IIS Gobetti Marchesini-Casale-Arduino, Torino. classe V° A – 20 studenti

    Insegnante: Vincenzo Pesante con Agata Troya

    Periodo di svolgimento: gennaio – maggio 2018

    Descrizione: Lo spettacolo prende spunto da circolari scolastiche dell’anno 1938/39, inerenti vari aspetti del totalitarismo fascista, cui sono stati aggiunti brani del “Manifesto della razza” e un’intervista a Giorgina Levi, docente ebrea estromessa dall’insegnamento in attuazione delle leggi sulla razza.

Incontri (convegni, conferenze, proiezioni…)

  • I giovani ricordano la Shoah

Scuola e ordine: Scuola primaria IC Verolengo (To). Classi 5A, 5B, 5C- 54 studenti

Insegnante: Ileana Orsini con Daniela Caminotto, A. M. Vassia, Gabriella Torasso, Nicoletta Ceravolo, Vittoria Ciuccio, Rita D’Alessandro

Periodo di svolgimento: Settembre – novembre 2018

Descrizione: Gli studenti, adeguatamente preparati, incontreranno il 24 ottobre Guido Foa, figlio di Massimo, vittima della Shoah e Alessia Boggio, figlia di Mamma Tilde, Giusta fra le Nazioni, salvatrice del piccolo Massimo Foa. Rifletteranno sull’emanazione e l’ingiustizia delle leggi razziali, ricostruendo la storia di Massimo Foa.

 

  • Dall’espulsione all’accoglienza

Scuola e ordine: Scuola secondaria di primo grado “Piero Calamandrei”. Torino. Classi 1F e 1H – 50 studenti

Insegnante:Elisa Ferrero con Antonella Barra

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Collaborazioni: Comunità di Sant’Egidio, Istoreto

Descrizione: Presentazione delle leggi razziali attraverso immagini, testimonianze video e testi scritti. Incontro con rifugiati per confrontarsi su che cosa significa oggi espulsione e accoglienza.

 

  • Omaggio a Rita Levi Montalcini

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado  Liceo D. Berti, Torino. 5 classi quinte – 120 studenti

Insegnante: Erica Bassignana con Paolo Calvino

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Conferenza dedicata a Rita Levi Montalcini in occasione degli 80 anni dalle leggi razziali.

ore 10: Saluto di Piera Levi-Montalcini, nipote della studiosa e presidente dell’Associazione Levi-Montalcini. ore 10.30: Intervento di Marcella Filippa, storica e saggista, direttrice della Fondazione Nocentini, autrice del testo “Rita Levi Montalcini” per la collana “Italiane. Donne che hanno lasciato impronte”, Pacini Fazzi editore. ore 11.30: Intervento di Amalia Bosia, professore emerito e già ordinario di Biochimica nell’Università di Torino, socio eletto dell’Accademia delle Scienze di Torino, sulla rilevanza scientifica del “Nerve Growth Factor” e il ruolo nei recenti sviluppi delle conoscenze sulle malattie neurodegenerative.

In occasione della conferenza saranno esposti documenti dell’Archivio storico Domenico Berti inerenti il percorso scolastico di Rita Levi Montalcini e della sorella Paola presso la scuola Margherita di Savoia, insieme ad altri Registri scolastici e verbali delle Adunanze che testimoniano l’applicazione delle leggi razziali del 1938.

 

  • Incontro con Vera Vigevani

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo Classico Massimo D’Azeglio, Torino. Classi IV a – IV d – IV g – II b – II f (123 studenti)

Insegnante: Giorgio Brandone con Tiziana Cerrato

Periodo di svolgimento: 29 ottobre 2018

Descrizione: Incontro con Vera Vigevani de Jarach, ebrea milanese allontanata dalla scuola in conseguenza delle leggi razziali, madre di Plaza de Mayo, partigiana della memoria

 

  • A 80 anni delle leggi razziali

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo Classico Massimo D’Azeglio, Torino. Iniziativa per tutti gli studenti  – 650

Insegnante: Giorgio Brandone con Tiziana Cerrato

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Incontro in Aula magna di gruppi di studenti; riflessione sulle leggi razziali e sulla loro applicazione nel Liceo D’Azeglio, illustrazione della mostra “Il D’Azeglio e le leggi razziali“, ricordo di Virginia Montalcini e di Franco Tedeschi davanti alle pietre di inciampo.

 

  • A ottant’anni anni delle leggi razziali

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado Liceo G.F. Porporato, – Pinerolo (To). Tutre le classi di triennio – 250 studenti

Insegnante: Valter Careglio con Elisa Strumia e Fernanda Bonino

Periodo di svolgimento: novembre 2018 – gennaio 2019

Descrizione: Proiezione di due film; due conferenze rispettivamente con i prof. Claudio Vercelli e Fabio Levi; un seminario pomeridiano con i due docenti indicati e momenti autogestiti. La partecipazione di un gruppo di studenti al Progetto di Storia Contemporanea promosso dal Consiglio Regionale del Piemonte attraverso un seminario a loro dedicato.

Percorsi documentali d’archivio

  • A scuola con Elena 

Scuola e ordine: Scuola Primaria “Felice Rignon” – Circolo Didattico “Michele Coppino”, Torino.  IV A e IV B Rignon – 50 studenti.

Insegnante: Cristina Portioli con Patrizia Coatti, Anna Maria Sinisgallo, PatriziaTantimonaco, Valentina Brina. Sabina Natali

Periodo di svolgimento: Ottobre-Novembre 2018

Descrizione: L’attività proposta ai bambini vuole dar notizia delle leggi razziali e degli effetti che provocarono con l’espulsione dalle scuole degli alunni di religione ebraica. L’attività ha inoltre lo scopo di utilizzare varie tipologie di fonti documentali per attuare una reale ricostruzione storica. Per acquisire notizia del fatto e seguire una traccia affettivamente motivante e coinvolgente, utilizzeremo la figura di Elena Ottolenghi, allieva in quegli anni, della scuola Rignon, attraverso:

l’ ascolto di una intervista in cui racconta la propria esperienza di esclusione dalla scuola a causa delle leggi razziali e i sentimenti che tale gesto le provocarono (https://vimeo.com/198999244); la lettura di alcune pagine dei “diari scolastici” composti  mentre frequentava la scuola pubblica e successivamente la scuola ebraica (Quaderni scolastici  in Archivio Istoreto, fondo Ottolenghi Elena http://www.metarchivi.it/dett_FASCICOLI.asp?id=2488&tipo=FASCICOLI ); la  ricerca negli archivi della scuola della sua frequenza scolastica (registro degli scrutini e degli esami della Scuola Rignon negli anni scolastici dal 1935 al 1939); l’incontro di Elena Ottolenghi con gli alunni delle classi. Ѐ possibile la realizzazione di un video a documentazione del percorso svolto.

 

  • L’applicazione delle leggi antiebraiche a Torino (1938-1943)

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Avogadro – Torino. Classe 5B – 18 studenti

Insegnante: Pierluca Merlisenna

Periodo di svolgimento: Febbraio – marzo 2019

Descrizione: L’attività prevede un lavoro su documenti d’archivio (in particolare presso l’IIS Avogadro) per cercare di ricostruire come la legislazione razziale abbia colpito in modo capillare le singole persone e, in particolare, gli studenti della scuola.

 

  • Memento! Le testimonianze attraverso i documenti d’archivio dell’Istituto Ubertini 

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Ubertini, Caluso (To). classi V° A e V° B – 36 studenti

Insegnante: Manuela Muzzolini con Debora Masoero

Collaborazione: Biblioteca comunale di Caluso

Periodo di svolgimento: Novembre 2018 – maggio 2019

Descrizione: Il progetto propone un’occasione di studio e di ricerca sulla storia contemporanea nazionale, in raccordo con la storia locale, attraverso l’esame di documenti d’archivio

Progetti multimediali / Video

Scuola e ordine: Scuola secondaria di primo grado G. Pola – Torino (classe 1B – 18 studenti)

Insegnante: Mariachiara Guerra con Maria Rosanna Scaglione

Collaborazioni: Archivissima, festival degli Archivi, Alessandro Rivoir

Periodo di svolgimento: Aprile – giugno 2018

Descrizione: Dopo una prima visita all’archivio dell’Istoreto, gli alunni hanno costruito 3 percorsi di valorizzazione, utilizzando strumenti narrativi diversi. Grazie al supporto di Alessandro Rivoir, hanno illustrato il diario di Elena Ottolenghi, relativo all’anno scolastico 38/39, anno in cui questa bimba ebrea fu esclusa dalla scuola pubblica. Istoreto in 3 minuti racconta l’archivio attraverso la voce dei ragazzi mentre l’ultimo percorso utilizza il collage fotografico per presentare le diverse tipologie di documenti conservate. Al progetto è stato attribuito il 1° premio del contest di Archivissima.

 

  • Documenti e oggetti in Avogadro. Una piccola ricognizione sul 1938    

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Avogadro – Torino. Classi 1 e 2 D – 48 studenti

Insegnante: Enrica Bricchetto con Raffaella Taurino

Collaborazioni: Archivissima, festival degli Archivi, Alessandro Rivoir

Periodo di svolgimento: settembre -dicembre 2018

Descrizione: L’attività proposta è aperta. E’ una sorta di cantiere. All’interno di ogni classe ci sono più gruppi di lavoro che affrontano il tema in modi diversi. I filoni principali riguardano l’analisi di interviste a testimoni presenti in rete, la scoperta della scuola come luogo degli eventi, la contestualizzazione di alcuni documenti presenti in archivio. Lo scopo è entrare nello spirito dell’epoca. Gli studenti racconteranno la loro esperienza in piccoli artefatti digitali. Tutto il processo si può seguire nel Padlet del progetto (https://padlet.com/ebricchetto1/m6ugc4mx2a6p pw bienniod).

 

  • Io come tutti   

Scuola e ordine: Scuola Primaria Statale “Federico Sclopis”, Torino. Classe IIA – 18 studenti

Insegnante: Lidia Gambino con Margherita Palmesano e Lucia Santamaria

Periodo di svolgimento: novembre 2018

Descrizione: Il percorso prevede una conoscenza dei diritti e dei doveri ribaditi nella Costituzione, soffermandosi sull’articolo 3 e sul significato della parola “ discriminazione”. Capire che le persone possono essere discriminate per diverse ragioni: età, sesso, peso, religione, livello di reddito, disabilità, razza. Dalla parola “razza” fare il punto sulla discriminazione razziale e sulle leggi che 80 anni fa furono emanate a tale scopo.  Leggere  documenti che riportano le testimonianze di chi, ai tempi bambino ebreo,  ha subito quelle violenze. Un video riporterà una performance dei bambini che daranno vita a quelle testimonianze impersonandone i protagonisti.

 

  • Teodoro e Rosetta increduli nella follia

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IPS Albe Steiner, Torino. Classe 2E – 20 studenti

Insegnante: Laura Tempesta, Andrea Alba

Periodo di svolgimento: Ottobre 2017 – Marzo 2018

Descrizione: La classe di studenti del corso di fotografia è stata coinvolta nel progetto “Pietre d’inciampo” dai docenti di italiano e fotografia. Nella prima fase del progetto la classe ha partecipato alle attività proposte dal Polo del ‘900, ovvero conoscenza del progetto, degli eventi storici e dell’artista che realizza le pietre d’inciampo. Nella seconda fase i ragazzi hanno svolto un’attività di ricerca storica presso gli archivi. Le fasi successive hanno consentito ai ragazzi di conoscere la vicenda di una coppia, vittima delle leggi razziali, attraverso lettere e documenti originali. Utilizzando i documenti dei coniugi Teodoro Sacerdote e Rosetta Fubini, bisnonni di una docente dell’Istituto, gli studenti hanno prodotto una serie di video che raccontano la loro storia. I video migliori sono stati proiettati al Museo Diffuso della Resistenza il 9 febbraio e sono stati riconosciuti interessanti e con un buon uso delle fonti; molto apprezzata è stata la delicatezza e la sensibilità dimostrata. Le lettere, attraverso le parole, la grafia, la carta stessa usata, descrivono e accompagnano la tragedia. Sono in grado di creare una forte empatia e rendono chiaramente la crudeltà degli eventi storici La classe era presente, il 18 gennaio, alla posa delle due pietre che ricordano i due coniugi, davanti alla loro casa di Corso Fiume.

 

  • Riscrivere la storia nell’età postmoderna

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Bodoni Paravia, Torino. Classi VA ART e VDT – 40 studenti

Insegnante: Barattero Elena, Di Rienzo Giulia

Periodo di svolgimento: Dicembre 2018 – Marzo 2019

Descrizione: Il progetto si articolerà in una prima fase con testimonianze dirette dei testimoni (Guido Foa racconta la storia dei nonni attraverso le lettere), seguirà la visione del film “Diversi 1938” di G. Treves e un’esplorazione del territorio alla ricerca delle pietre d’inciampo per fare riemergere le vicende biografiche dei “sommersi”. Dopodiché si passerà alla fase operativa con la produzione di elaborati grafici e fotografici da parte degli studenti relativi ad un’ipotesi di contro propaganda anti razzismo collocata nel contesto storico delle leggi razziali.

Visite guidate

  • 1938-1945

Scuola e ordine: Scuola secondaria di primo grado IC Tommaseo, Torino. Classi 1F, 2F, 3F – 74 studenti

Insegnante: Anna Della Portella con Costanza Ossola e Francesca Marzano

Collaborazioni: Museo diffuso della Resistenza

Periodo di svolgimento: 15 novembre 2018

Descrizione: Le classi compiono il percorso da piazza Carlina, visitando l’antico ghetto, attraverso il libretto redatto dai ragazzi della sezione nel 2007-2008. Il percorso a piedi termina con la visita della mostra permanente sulla scuola Tommaseo, in via dei Mille. In altra data (da definire) visiteranno la Sinagoga.

 

  • Alla scoperta dei luoghi della memoria

Scuola e ordine: Istituto Comprensivo Verolengo, Scuola secondaria di primo grado, Verolengo (To). Classe III C – 24 studenti

Insegnante: Stefano Ricco con Giuliana Gaione

Collaborazioni: Museo diffuso della Resistenza

Periodo di svolgimento: 20 novembre 2018

Descrizione: I ragazzi rifletteranno sulle leggi razziali  attraverso una visita guidata ai luoghi della Memoria di Torino con le guide del Museo Diffuso.

 

  • Dalle Leggi Razziali alla Shoah

Scuola e ordine: Istituto Comprensivo di Caselle Torinese (To), Scuola secondaria di primo grado. Classi 1A, 1C, 1E – 60 studenti

Insegnante: Adriana Antonacci con Paola Crugliano e Germana Biasutto

Periodo di svolgimento: Da ottobre 2018 a fine gennaio 2019

Descrizione: Percorso di conoscenza e di riflessione storica dalla emanazione delle Leggi Razziali in Italia sino alla Shoah. Ricerche negli archivi scolastici di Caselle durante il periodo fascista per verificare se ci sono stati episodi di razzismo. Visione di stralci del film documentario: “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani.” Visita alla scuola ebraica per condividere il progetto Shoah. Visita alla scuola ebraica per preparare insieme lo Shabbat. Visita alla sinagoga. Percorso a Torino lungo le “Pietre di Inciampo”

 

  • Passi nella memoria

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Amedeo Avogadro – Torino. Classi 2A liceo, 2B liceo, 2C liceo, 2C Info, 2E mecc. – 89 studenti

Insegnante: Maria Teresa Palmieri e Paola Arizio con Claudia Crivello, Emmanuella Di Chiara, Daniele Grandi

Periodo di svolgimento: Da fine novembre 2018 ad aprile 2019

Descrizione: Nell’ambito delle attività legate alle competenze di cittadinanza ed al percorso di educazione alla legalità che verranno intrapresi dalle classi, il progetto si prefigge come obiettivo principale la sensibilizzazione degli studenti del biennio per i quali nel percorso di studio delle discipline non è previsto il periodo storico riferito alle leggi razziali. I “passi” consistono in un percorso semplice ma diversificato, che ha come punto di partenza la Pietra d’inciampo davanti alla scuola, dedicata a Teresio Fasciolo, studente dell’Avogadro.

 

  • L’emanazione delle leggi razziali in Italia: cause e conseguenze nel mondo scolastico, accademico e pubblicistico

Scuola e ordine: Scuola secondaria di secondo grado IIS Amedeo Avogadro – Torino. Classe classe V C Informatica – 19 studenti.

Insegnante: Alessia Pedio

Collaborazioni: Museo diffuso della Resistenza

Periodo di svolgimento: novembre 2018 – gennaio 2019

Descrizione: Attività di analisi di documentazione pubblicistica, fotografica e spoglio di materiali d’archivio sull’emanazione delle Leggi razziali con incursioni nella storiografa più recente, relativa all’allontanamento di docenti/studenti ebrei da scuole e università, insieme con i provvedimenti di censura editoriale. Seguirà visita guidata, su itinerario proposto dal Museo Diffuso della Resistenza

  • Pietre di inciampo

Scuola e ordine: Scuola secondaria di primo grado Don Minzoni-Gramsci, Collegno (To). Attività svolta all’interno del gruppo PON “Inclusione sociale e lotta al disagio” – 19 studenti.

Insegnante: Lorella Suppo

Collaborazioni: Museo diffuso della Resistenza

Periodo di svolgimento: ottobre – novembre 2018

Descrizione: Nell’ambito del PON “Inclusione sociale e lotta al disagio”, modulo metacognizione, abbiamo affrontato il tema delle leggi razziali in Italia. In laboratorio d’informatica abbiamo cercato informazioni, scelto foto non coperte dal diritto di copyright (competenze digitali), preparato una presentazione in Power Point che ogni alunno presenterà nella propria classe. Il gruppo raccoglie infatti alunni che necessitano di rinforzo scolastico, provenienti da tutte le seconde della scuola. Utilizzando il materiale del sito dell’ Istoreto abbiamo conosciuto l’iniziativa delle Pietre di inciampo e, a coppie, i ragazzi hanno scelto un personaggio delle “pietre” e ne hanno studiato la storia. Sabato 27 ottobre ci siamo recati a Torino a cercare le case in cui avevano vissuto i personaggi scelti. Davanti ad ogni pietra abbiamo ascoltato la vita raccontata dai ragazzi. Il Power Point è stato arricchito dalle osservazioni personali e da riflessioni emerse durante la visita a Torino. Nelle prossime settimane verrà esposto nelle classi di appartenenza. Il materiale sarà inserito nel sito della scuola quando terminato da tutti.

Le leggi razziali furono strumento di esclusione feroce e di affermazione di una nuova fase nel totalitarismo fascista, che avrebbe dovuto condurre alla costruzione del “fascismo integrale”, rigurgitante di componenti razziste. E alla scuola doveva essere affidato il compito essenziale di plasmare in tal senso le coscienze fin dalle elementari.

Già all’avvio dell’anno scolastico 1938/39, nell’ottobre, gli studenti Ebrei non furono ammessi a scuola, in forza di un decreto dei primi di settembre e in conseguenza del censimento razziale operato nell’agosto del 1938. Si andò avanti a tappe forzate pur di procedere a quest’esclusione, a dimostrazione del ruolo assegnato all’istituzione scuola nel progetto totalitario del regime e nella costruzione dell’“uomo nuovo”. 4.400 studenti delle elementari, 1000 delle secondarie, 200 universitari e circa 200 insegnanti furono espulsi come testimoniato da una moltitudine di documenti e dalle  testimonianze dei protagonisti.

L’insieme delle leggi razziali, emanate nel novembre successivo, colpì ogni settore della società italiana e sconvolse di conseguenza le esistenze, il lavoro, gli studi di coloro che ne furono l’obiettivo in un tragico crescendo che per migliaia di ebrei – 7579 per la precisione – portò all’arresto durante l’occupazione nazifascista del 1943-45: 6.806 furono deportati nei campi di concentramento e di eliminazione. Solo 837 di essi tornarono. Altri 322 Ebrei furono invece uccisi in Italia prima della deportazione. Va detto, ad ulteriore specificazione, che le leggi razziali italiane del 1938 non costituirono una svolta improvvisa del regime fascista ma portarono a compimento le politiche di apartheid e di esclusione razziale messe a punto nell’occupazione dell’Etiopia nel 1936.

La scuola e le leggi razziali: 1938 Una data assente di Mario Paschetto

Bibliografia sulle leggi razziali del 1938 a cura di Mario Paschetto

Cronologia leggi razziali e persecuzione degli ebrei in Italia di Brunello Mantelli

Documenti storici

leggi-razzialiCircolare del Regio Provveditorato agli Studi di Torino in data 18/08/1938 che comunica quella del Ministero dell’Educazione Nazionale, a firma del ministro Bottai, del 6/08/1938 sull’uscita della rivista “La difesa della razza” e l’importanza dell’esecuzione delle leggi razziali nella scuola.

Leggi antiebraiche emanate nel periodo 1938-1945.

Carta della scuola, approvata dal Gran Consiglio del Fascismo nel febbraio 1939

“Norme per l’associazione all’ENIM”, Rivista “Gymnasium”, n. 9, 5 febbraio 1939

“Compiti nuovi della cultura nella scuola”, Rivista “Gymnasium”, n. 10, 20 febbraio 1939

“Certificati di non appartenenza alla razza ebraica”, Rivista “Gymnasium”, n. 1/2, 5/20 ottobre 1939

Norme su “Il Bando dei concorsi”, Rivista“Gymnasium”, n. 5, 5 dicembre 1939

Presentazione di Mario Paschetto

In data 18 agosto 1938 il Regio Provveditorato agli Studi di Torino trasmette alle scuole della provincia la circolare del Ministro dell’Educazione Nazionale Bottai che ha per oggetto la formazione della coscienza razzista e la diffusione della rivista “La difesa della razza”. In essa si dà brevemente notizia dell’uscita del primo numero della rivista per proseguire poi con l’affermazione che il problema razziale costituisce il “principio basilare” della politica del Duce e con la definizione del ruolo fondamentale che la scuola dovrà assumere per l’affermazione della dottrina razzista. Conclude, infine, raccomandando la massima diffusione della rivista in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

A partire dall’inizio di settembre del 1938,il governo fascista italiano emana una lunga serie di testi legislativi che ne determinano la politica razziale. Si tratta, fino all’ottobre del 1942, di regi decreti legge e regi decreti; successivamente, con l’instaurazione della Repubblica Sociale Italiana, fino ai primi mesi del 1945, di decreti ministeriali e di decreti legislativi del Duce (senza dimenticare, per tutto il periodo indicato, l’innumerevole quantità di circolari e di altre disposizioni amministrative). La parte più corposa e più nota fa, comunque, riferimento al 1938 e non è certamente un caso che uno dei primi provvedimenti (regio decreto legge 5 settembre 1938, n. 1390) riguardi proprio la scuola.

Documento di grande interesse, in questo contesto, è la Carta della scuola, redatta dal Ministro dell’Educazione Bottai e approvata dal Gran Consiglio del Fascismo il 15 febbraio 1939. In esso viene definito il progetto di riforma della scuola, articolato in ventinove punti, che oltre a tracciare il nuovo ordinamento della scuola fascista, dalla scuola d’infanzia alle superiori, ne sancisce principi, fini e metodi. A questo proposito citiamo testualmente: “La scuola fascista per virtù dello studio, concepito come formazione di maturità, attua il principio d’una cultura del popolo, ispirata agli eterni valori della razza italiana e della sua civiltà; e lo innesta, per virtù del lavoro, nella concreta attività dei mestieri, delle arti, delle professioni, delle scienze, delle armi”.

Tracce della legislazione razziale si trovano anche nelle numerose pubblicazioni “culturali” dell’epoca fascista. Una di queste è “Gymnasium”, rivista bimestrale didattico-letteraria per le scuole medie, pubblicata a Torino dalla SEI a partire dal 1933. Dalle sue pagine, a titolo di esempio, presentiamo: le norme per l’associazione all’ENIM (Ente Nazionale Insegnamento Medio) degli istituti privati di Istruzione media; un articolo di fondo sui compiti nuovi della cultura nella scuola che, nella parte finale, polemizza sui manuali scolastici compilati da autori ebrei; i chiarimenti in merito alle presentazione di certificati di arianità richiesti da molte amministrazioni statali e parastatali per la partecipazione ai concorsi da loro banditi; il bando per l’ammissione ai concorsi e agli esami di abilitazione all’insegnamento nelle Regie scuole.

Materiali Istoreto

1. I diari di vita scolastica

I diari di vita scolastica di Elena Ottolenghi Vita Finzi 1937/1938 e 1938/1939

Diari scolasticiPresentazione di Riccardo Marchis

Si propongono qui due quaderni di scuola di Elena Ottolenghi intitolati, secondo la denominazione data dalla riforma gentiliana, “Diario della vita di scuola” riguardanti rispettivamente l’anno scolastico 1937/1938 e il successivo 1938/1939. Il primo compilato nella terza classe B della Scuola elementare “Rignon” di Torino, il secondo redatto nella quarta elementare della Scuola ebraica “Colonna e Finzi” della stessa città, frequentata dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali [Alcune notizie sulla “Colonna e Finzi” sono reperibili in Cristina Bonino, La scuola ebraica di Torino, 1938-1943, in Bruno Maida ( a cura di), 1938 I bambini e le leggi razziali in Italia, Firenze, Giuntina, 1999, pp. 65 e ss.]. I due quaderni mostrano elementi di continuità e differenze che meritano di essere anticipate per ciò che rivelano del passaggio tra la vita precedente e il dopo, indelebilmente segnato dall’applicazione delle inique leggi.

In quelle pagine vi è una sostanziale continuità nell’attenzione riservata alle ritualità, alle mete e agli appuntamenti del regime così come ai fasti di casa Savoia, vissuti come un connotato sostanziale della scuola ormai fascistizzata, da cui non era pensabile scartare, quand’anche ve ne fosse stata l’intenzione, nell’una come nell’altra scuola. Quaderni consimili a questi, compilati a partire dalla seconda elementare, avrebbero dovuto garantire uno spazio di espressione libera e creativa degli allievi e, in parallelo, le annotazioni dei docenti denominate “Cronaca della scuola” avrebbero dovuto consentire di cogliere la “scuola nella sua vita”, nonché servire a “scoprire il segreto dell’effettiva scuola”. Questo almeno nelle intenzioni dell’estensore dei programmi delle elementari del 1923, Giuseppe Lombardo Radice; presto però di questa documentazione si era appropriata, secondo il proprio spirito, la scuola fascista, trasformandoli in strumenti di vigilanza e di misura della propria capacità di plasmare le giovani generazioni, quanto in profondità si sarebbe meglio visto negli anni a venire. Tuttavia, già nei tempi del consenso, dai quaderni di “Diario” si esprime per qualche misura un’infanzia autenticamente curiosa e vivace che trapassa le pose proposte, e qualcosa delle parole e dei disegni parla dei piccoli autori, sino a restituire al termine “diario”, che campeggia nella prima pagina a mo’ d’intitolazione, una certa verosimiglianza.

Nelle annotazioni di Elena, poi, si aggiungono ai momenti di vita di scuola, piccoli quadri di vita domestica, tratti dalla quotidianità e dalle vacanze scolastiche che disegnano una serena famiglia borghese intenta al pari di ogni altra nelle occupazioni e nelle cadenze di un’esistenza tranquilla, segnata all’improvviso dalla dolorosa scoperta di una diversità impensata e incomprensibile.

A distinguere le annotazioni dei due quaderni giungono le notizie sui momenti salienti del calendario di vita ebraico e sulle funzioni religiose, suggeriti sicuramente dal nuovo contesto e richiamati alla vigile sensibilità e all’intelligenza di Elena dai discorsi uditi in casa, che parlano di angosciose e dure scelte di esilio, di perdite di affetti che la inducono a espressioni serie e inusitate per lei anche nella forma: “Rabbrividisco al pensiero che, forse, dovrò anch’io allontanarmi dalla mia adorata Italia (20 aprile)”.

Ma il punto centrale delle differenze tra i due quaderni sta nel racconto della sua esclusione dalla scuola pubblica e della separazione dall’amata maestra, annunciato nelle ultime pagine del quaderno 1937/1938 e descritto lungo l’arco dell’intero anno scolastico successivo, con un crescendo d’intensità che commuove. Nelle pagine del 1938/1939 vi è infatti il diario di una perdita, che non ha consolazione pur con il costante e, se possibile, accresciuto affetto della famiglia e con i successi raccolti anche tra i nuovi compagni. E’ un dolore che si rinnova ad intervalli sino a chiarirsi alla mente di Elena attraverso le forme sfuggenti e rivelatrici di un sogno, nel quale essa esprime a se stessa ciò che fino ad allora aveva tentato di non dirsi: “[…] io non potrò più stare con quella maestra che mi insegnò a leggere, a scrivere … e piansi, piansi, piansi … e poi mi svegliai sempre molto triste e con gli occhi bagnati (18 aprile)”.

I due quaderni, in definitiva, servono per avvicinarsi a capire che cosa abbiano significato le leggi razziali per chi le subì bambino. E non solo. Lo sguardo spaesato e spiazzante di Elena, che non riesce e non può darsi ragione, rappresenta – in nuce – lo stupore e l’angoscia di chi visse adulto gli stessi momenti, di colpo relegato in un mondo di discriminazioni e disuguaglianza.

Suggerimenti didattici

Diversi gli approcci possibili a queste fonti, a seconda dell’età degli allievi e degli scopi didattici per i quali saranno analizzate. Un elemento di partenza comune che si ritiene di proporre è la ricerca dei personaggi che si affacciano nelle annotazioni di Elena, registrando per ognuno i ruoli e le relazioni che li legano. Inoltre si propone di annotare i fatti della “grande” storia che si presentano al chronicon. Un’ulteriore proposta potrebbe consistere nella ricerca di notizie relative ad alcuni personaggi individuati. Per esempio si potrebbero ricercare notizie riguardanti la sua compagna Nora Böhm (7/10/1938 e 20/2/1939) attraverso il racconto L’anello della nonna Rita, pubblicato su Ha Keillah, bimestrale ebraico, febbraio 2008, n. 1.

Relativamente ad Elena daremo noi qualche notizia per venire incontro alla legittima curiosità dei lettori: all’immagine della bambina dai capelli rossi che ci viene incontro dal veloce ed ironico ritratto tracciato da Aldo Zargani nel suo Per violino solo (Bologna, 1995, pp. 73 e ss.) e a quelle che ricaviamo dai suoi quaderni, possiamo accompagnare l’immagine sorridente di un’affabile signora che porta nello sguardo la stessa vivace intelligenza e nelle parole, per chi abbia la fortuna di ascoltare la sua testimonianza nelle scuole, la sensibilità ed il ricordo di chi visse quel tempo e il successivo periodo delle persecuzioni nazifasciste, a cui riuscì a sfuggire con i suoi genitori [Alcuni estratti di una sua intervista appaiono in Sonia Brunetti, Fabio Levi (a cura di), I nonni raccontano, in 1938. I bambini e le leggi razziali, cit. pp. 119 e ss.].

2. Testi scolastici

Libri di Stato, testi per docenti, educatori e studenti

Testo1Presentazione
di Magda Morezzi

L’ “educazione al razzismo” operata dalla scuola fascista appare evidente dalla lettura dei testi scolastici dell’epoca, in un crescendo in cui il razzismo assume un carattere centrale nella visione della cultura che il regime intende trasmettere agli studenti e, tramite loro, a tutto il Paese. L’interpretazione della realtà e della storia offerta alla scuola, con i costanti richiami alle radici nazionaliste e colonialiste della vocazione imperiale fascista, ribadisce l’esaltazione della superiorità della “razza italica” a partire dalle sue vagheggiate origini romane. La grande guerra e la vittoria sono presentate come punto di partenza della rivoluzione fascista e dell’orgoglio di razza, le conquiste coloniali sono viste come un capitolo eroico della grandezza del popolo italiano, capace di portare tra i “selvaggi” la sua superiore e benefica civiltà.

Nel testo unico di Stato (imposto alla scuola elementare con la legge del 7 gennaio del 1929, diffuso in tutta Italia dall’anno scolastico1930/1931 e aggiornato ogni tre anni) si trovano fin dall’inizio ampi spazi di esaltazione nazionalistica, militaristica e imperialistica dettati dal Regime a cui si aggiungono con il varo delle leggi razziali pagine esplicitamente razziste e antisemite.

La prima Dichiarazione della Carta della scuola (varata nel 1939 dal ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai) nel suo perentorio riferimento agli eterni valori della razza italiana proclama tale indirizzo. Nei libri rivolti ai docenti, che devono operare nella scuola e nelle colonie estive, molte pagine sono dedicate alla razza e le discriminazioni sono introdotte a fianco delle provvidenze come strumenti di difesa della razza italica. Non va poi dimenticata l’azione svolta dalla Gioventù italiana del littorio (GIL), istituita il 27 ottobre 1937 per raccogliere in una sola organizzazione i giovani dai 6 ai 21 anni e direttamente dipendente dal Partito nazionale fascista. Attraverso questo canale, che opera a fianco della scuola inquadrando tutti i giovani, viene ampiamente diffusa una pubblicistica pesantemente razzista.

Al Primo libro del fascista, edito nel 1937 dal Partito nazionale fascista per trasmettere ai giovani i fondamenti della formazione fascista, segue nel 1940 il Secondo libro del fascista, completamente dedicato al tema della razza. I due testi vengono poi pubblicati insieme in un unico libretto nel 1941. In questa edizione complessiva i discorsi sulla rivoluzione fascista, il Duce, il partito, lo stato corporativo e l’autarchia occupano un centinaio di pagine, la trattazione del tema della razza quaranta pagine. Tale proporzione conferma che il Regime considera tale argomento centrale nella formazione dei giovani. Il libretto si presenta nella parte finale come una sorta di “catechismo” del razzismo, poiché è organizzato in domande e risposte intitolate “Che cosa devo sapere sulla razza”. Il suo acquisto viene ripetutamente caldeggiato dal Ministro Bottai, che si rivolge ai Provveditori e ai Presidi perché lo diffondano tra gli alunni. Insistono con grande enfasi sul tema della razza anche le riviste e le attività culturali promosse sempre dal Partito nazionale fascista e rivolte ai giovani di diverse fasce di età. Non sono immuni da influenze razziste neanche i libri che i giovani potevano leggere privatamente, perché il filtro del Partito nazionale fascista si spinge fino al controllo di tali letture, attraverso capillari indagini svolte attraverso la scuola.

3. Interviste

Elena Recanati [pdf] ed Enrica Jona [pdf] Estratti delle interviste del 1982

Aldo Zargani e Giorgina Arian Levi Video interviste

Testo2Presentazione di Barbara Berruti

Tra il 1982 e il 1985 è stata condotta dall’Università di Torino in collaborazione con l’Aned (Associazione nazionale ex deportati) una campagna di interviste a reduci dai campi di concentramento e di sterminio nazisti residenti in Piemonte. In tre anni sono state raccolte 219 testimonianze a deportati politici e razziali: queste sono state registrate su audiocassette e in seguito sbobinate, per un totale di circa 10.000 pagine. Nell’intenzione dei promotori le testimonianze non dovevano limitarsi al racconto dell’esperienza concentrazionaria, ma restituire delle “Storie di vita”. È così possibile oggi rintracciare all’interno di quell’archivio percorsi biografici complessi che restituiscono memorie di guerra, di resistenza e di persecuzione razziale. [Per maggiori informazioni sull’Archivio della Deportazione piemontese, consulta la pagina corrispondente di Archos].

Tra le varie testimonianze, abbiamo estratto due memorie di donne che insistono con particolare attenzione sugli effetti immediati della legislazione antiebraica poiché per entrambe è centrale nel racconto autobiografico la percezione che le rispettive tragedie personali e familiari abbiano avuto inizio non tanto con la guerra ma con l’entrata in vigore delle leggi razziali.

La prima intervista è a Elena Recanati (Torino, 1922-1984), figlia di un ebrea tedesca e di un ufficiale italiano, ultima di 5 fratelli, frequenta il liceo classico Vittorio Alfieri fino alla seconda liceo quando è costretta ad abbandonare la scuola per ragioni razziali. Anche i fratelli perdono i loro impieghi. Il trauma è per lei molto forte. Nel 1940 il padre decide di emigrare con tutta la famiglia in Argentina ma Elena non li segue perché sceglie di sposare il suo primo amore, Guido Foà, conosciuto negli anni del ginnasio, con il quale torna a Torino. Sfollata con il marito e con il suocero a Feletto, il 9 agosto del 1944 viene arrestata con tutti loro e con il figlio di 9 mesi dalla Xª Mas. Il figlio viene messo fortunosamente in salvo durante la detenzione alle Nuove, Elena torna da Auschwitz, mentre il marito e il suocero non fanno ritorno.

La seconda intervista è a Enrica Jona (Asti, 1910-2000), figlia di ebrei piemontesi, prima di cinque fratelli, viene allontanata dall’insegnamento a causa delle leggi razziali. Il più piccolo e il più promettente dei suoi fratelli, Lino Jona, rivela un’acuta e precoce percezione della complessiva portata della legislazione antiebraica e negli anni della guerra si dedica con passione ad aiutare gli ebrei stranieri internati nei paesi dell’Astigiano fino alla morte improvvisa, avvenuta il 18 dicembre del 1942. 
Enrica viene arrestata ad Asti il 25 maggio 1944 e poi trasferita a Fossoli e di qui deportata ad Auschwitz il 26 giugno 1944. Sopravvive. Il 27 maggio 1944 avviene l’arresto dei genitori, Olga Levi ed Leopoldo Ezechia Jona che sono uccisi ad Auschwitz all’arrivo del trasporto il 2 agosto 1944. Le sorelle Elda e Laura riescono a trovare rifugio presso dei contadini e a salvarsi, così come il fratello Donato, entrato nella Resistenza.

Nel corso del 2005 è stata poi registrata una serie di video-interviste per la realizzazione dell’allestimento interattivo permanente, a cura dell’Istoreto, “Torino 38-48. Dalle leggi razziali alla Costituzione”, dedicato alla storia di Torino dall’introduzione delle leggi razziali fino alla Liberazione e all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. L’allestimento è collocato al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Le interviste riguardano testimonianze sui luoghi della città significativi per la storia del periodo, collegate all’interno del percorso espositivo. Tra di esse ne proponiamo due, rilasciate da Aldo Zargani e da Giorgina Arian Levi, che contengono riferimenti al tema delle leggi razziali.

Per ascoltare e leggere integralmente le interviste a uomini e donne deportati per ragioni razziali è necessario venire presso la sede Istoreto, in via del Carmine 3 a Torino. Il senso complessivo del lavoro svolto attraverso le interviste alle donne deportate si può cogliere attraverso la banca dati Donne nella deportazione piemontese.

4. Interventi radiofonici

Trascrizione dell’intervento radiofonico di Roberto Farinacci [pdf] sui “Motivi essenziali della difesa della razza” in data 23 gennaio 1940, tratto da La radio rurale: pubblicazione mensile dell’Ente radio rurale, n. 5, (1939-40), p. 1

Testo3Presentazione di Riccardo Marchis

L’anno scolastico 1934/1935 rappresenta l’anno di sviluppo delle trasmissioni per le scuole, che vengono dotate di impianti di diffusione nelle aule e di apparecchi radio che trovano posto, troneggianti, nello studio del Preside o del Direttore. All’interno dei registri di scuola viene predisposto uno spazio per annotare quali siano le radiotrasmissioni ascoltate dalle singole classi e al termine delle lezioni risulta compilato un lungo elenco.

Nella scuola elementare “Margherita di Savoia” di Torino, per esempio, nell’anno scolastico 1938/1939 la classe IVª maschile del maestro Villani ha ascoltato le seguenti conversazioni:

18 XI Discorso di S. E. Bottai Ministro dell’Educazione Nazionale
5 XII Che l’inse? [commemorazione di G.Battista Perasso, il balilla per antonomasia, ndr.]
7 XII L’Arca di Noè
14 XII L’eroico portaordini
16 I Caio Duilio
20 IV Il discorso del Duce sull’Esposizione del 42

 

 

 

 

Nella classe IIIª maschile del maestro Zanon ecco l’elenco delle radiotrasmissioni con il commento dell’insegnante:
1 febbraio 1939 Glorie di Legionari Interessante per gli alunni
4 febbraio 1939 Amor di Mamma Commovente
7 febbraio 1939 Niente sprechi!
22 febbraio Pier Fortunato Calvi! Ha destato molto interesse e commozione
15 marzo Siculi Picciotti E’ stata ascoltata con viva attenzione
17 marzo Eroi del mare
18 marzo Sogno di uno sgrammaticato Ha destato ilarità
22 marzo L’ardente vigilia
31 marzo S. Tarcisio Molto interessante e assai commovente
[…] Molti disegni radiofonici Interessava molto gli alunni

Particolare impulso all’iniziativa era venuta dall’istituzione dell’Ente radio Rurale (1933), pensato per dare penetrazione in ogni dove alla propaganda e alle politiche educative del regime, ma le trasmissioni trovano posto anche nei palinsesti dei programmi nazionali ormai consolidati, per quanto la loro capillare diffusione nelle campagne trovi inizialmente dei limiti nell’ampiezza della rete elettrica. Nell’anno scolastico 1939/1940, successivo all’emanazione delle leggi razziali, opera una circolare ministeriale (la n. 22389 del 18 ottobre 1939) che prevede specifici radioprogrammi per le scuole, suddivisi per tipologia e livello.

Sul tema risultano di utile consultazione le seguenti opere, corredata ciascuna di antologie di testi:

Alberto Monticone, Il fascismo al microfono. Radio e politica in Italia (1924-1945), Roma Studium, 1978.

Franco Monteleone, Storia della radio e della televisione in Italia. Società, politica,strategie, programmi (1922-1992), Venezia, Marsilio, 1992.

Gianni Isola, L’ha scritto la radio. Storia e testi della radio durante il fascismo (1924-1944), Milano, Bruno Mondadori, 1998.

Archivi scolastici

Testo4Direzione Didattica Margherita di Savoia

ITC Quintino Sella

SMS Marconi

ITIS Paravia

Presentazione di Daniela Marendino

In questa sezione sono presentati documenti amministrativi (circolari direttive relative all’applicazione delle leggi, ordini di servizio, interpretazioni, risposte a quesiti) provenienti dagli archivi scolastici. Negli archivi scolastici i documenti che permettono di ricostruire l’impatto che le leggi razziali del 1938 hanno avuto sulla vita di circa 50.000 cittadini italiani (all’epoca, in Italia, la proporzione della comunità ebraica è di circa 1 su mille abitanti) sono raramente accorpati sotto un’unica categoria documentaria: è quindi difficile trovare fascicoli o faldoni nei quali siano riuniti tutte le circolari e le disposizioni, gli elenchi e fascicoli personali di alunni e docenti allontanati. Solitamente la corrispondenza in entrata e in uscita da una scuola viene protocollata e smistata secondo un titolario di classificazione (fornito dal Provveditorato): ad esempio tutte le circolari che riguardano l’arredo scolastico saranno messe insieme.

Come si può notare dalle segnature archivistiche, i documenti selezionati provengono da fascicoli che contengono le pratiche più disparate: dall’organizzazione generale della scuola, all’orario scolastico, all’iscrizione degli alunni, ai fascicoli personali dei docenti, persino agli arredi scolastici e ai libri di testo. Questo dato apparentemente incongruente con l’accurata precisione che caratterizza prima la ricerca (censimenti ripetuti della popolazione) e poi la cacciata degli ebrei, ne riflette invece pienamente l’intento: queste persone devono semplicemente scomparire, quindi l’inventiva dei legislatori spazia in qualsiasi settore che renda visibile anche solo il loro ricordo. Pertanto: allontanamento di ogni alunno e docente ebreo (vedi alla voce: organizzazione scolastica e fascicoli del personali), nessun libro scritto da ebrei può essere adoperato (vedi alla voce: libri di testo) né carte geografiche (vedi: arredi scolastici).

Unità didattiche

Testo5

Presentazione di Mario Paschetto

Proponiamo in questo spazio delle unità didattiche e una bibliografia ragionata, con l’intenzione di offrire sia esempi concreti su cui riflettere e ragionare sia materiale già pronto per un utilizzo immediato.

La professoressa Margherita Curato relaziona in merito ad un’attività laboratoriale svolta nell’anno scolastico 1998/99 con un gruppo di lavoro di dieci studentesse di una classe terza del Liceo Alfieri di Torino. Tale attività costituisce un interessante esempio di ricerca effettuata con l’utilizzo di fonti di archivio scolastico.

Le quattro unità didattiche, Gli ebrei in Italia, Le leggi razziali, Il razzismo (La politica coloniale italiana) e La persecuzione, invece fanno parte di un percorso didattico più ampio (sostanzialmente un modulo) che ha per argomento la Shoah in Italia.

L’obiettivo è quello di fornire ai docenti quattro unità didattiche che si integrino e che si completino ma, nello stesso tempo, possano essere utilizzate anche singolarmente, a seconda del contesto scolastico, del tempo a disposizione e degli interessi specifici manifestati dalle classi che ci lavoreranno. E’ appena il caso di ricordare che le singole unità didattiche costituiscono soltanto una traccia (o meglio una proposta) per le attività che i singoli docenti decideranno di intraprendere. Ognuna di esse è corredata di un certo numero di documenti storici da utilizzare per l’attività didattica (e questo ci sembra il loro valore aggiunto) e contiene una scheda introduttiva che elenca contenuti, prerequisiti, obiettivi, metodi, strumenti e valutazione. Inoltre, per motivare lo studio del passato, inizia il suo percorso partendo dal presente per poi ritornarvi circolarmente alla fine.

Le ud sono state stata pensate e calibrate per le classi quinte della scuola secondaria, più precisamente degli istituti professionali (da qui la sua struttura modulare) ma, ovviamente, non si rivolgono solo a questi ultimi.

Altre risorse on line

Razzismo in cattedra. Il liceo F. Petrarca di Trieste e le leggi razziali del 1938, il video presenta l’omonima mostra svoltasi a Trieste a ottobre 2018  e realizzata all’interno di un Progetto di Alternanza Scuola Lavoro del Liceo “Francesco Petrarca” di Trieste (classe 4a I).

Il primo giorno di (non) scuola, le voci dei bambini, oggi adulti, che nel 1938, a causa delle leggi razziali, non tornarono in classe. Dal sito di Rai Play Radio

A noi fu dato in sorte questo tempo 1938-1947, sito che presenta l’omonima mostra a cura dell’Insmli, 2010

La menzogna della razza: fotogrammi per la mostra, filmato Lepida TV, produzione IBC Emilia Romagna, 1994

La persecuzione degli ebrei in Italia 1938-1945, mostra a cura del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)

Torino 1938-1948. dalle leggi razziali alla Costituzione, percorso multimediale permanente presso il Museo Diffuso di Torino, a cura dell’Istoreto)

“A difesa della razza”. Ideologia e applicazione delle leggi antiebraiche all’Università di Torino. 1938-43 con documenti dell’Archivio storico dell’Università di Torino

Cronaca di un anno 1938 la Biblioteca Nazionale Braidense ha riportato gli articoli del 1938 tratti dal Corriere della Sera riguardanti la razza e il razzismo. Dalla stessa pagina si accede alla mostra del 2009 dedicata all’applicazione delle leggi razziali nell’editoria e nelle biblioteche.

Torino 1938/45 la città delle Leggi razziali, a cura dell’Istoreto

Archivio della deportazione piemontese (ADP), a cura dell’Istoreto

Ebrei in fuga attraverso le Alpi. Juifs en fuite à travers les Alpes, CD-Rom a cura dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo

Museo virtuale delle intolleranze e degli stermini ospitato da Istoreto

Questo canale tematico è a cura di Mario Paschetto (mario.paschetto@istoreto.it), Riccardo Marchis (didattica@istoreto.it), Aldo Salassa (aldogianluigi.salassa@istoreto.it). Redazione Flavio Febbraro (redazione@istoreto.it)


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